La via della vita e della morte


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Chi deve decidere se far vivere un malato terminale, oppure “staccare” la spina e lasciarlo andare? La Chiesa oppure la famiglia del malato? Quando una legge che regola le due posizioni di pensiero sarà varata, allora, e solo allora, si potranno esprimere giudizi se sia giusto o meno staccare la spina. Eluana Englaro potrebbe essere l’ultima malata terminale che soffre senza capirne il motivo.
È giusto, secondo voi, lasciar vivere una persona solo perché è disumano il contrario? L’eutanasia è il male minore, o il bene peggiore? E la Chiesa, ha ragione nel prodigarsi a favore della vita – qualunque essa sia – oppure è giusto fermare il cuore di chi è in fase terminale? Dilemmi di noi che viviamo pensando alla morte… degli altri.

Edit:
Da quello che leggo in giro per la rete si può evincere una cosa su tutti: nessuno è chiamato a stabilire cosa sia giusto fare in questi casi. La Chiesa è per la vita – e come non potrebbe. Lo Stato cerca risposte nelle leggi, ma non ci sono: il testamento biologico sarebbe una delle soluzioni possibili. Ma chi ha veramente voglia di legiferarlo al Governo? Il centro destra è a favore della Chiesa. Il centro sinistra vorrebbe farlo ma, in alcune delle sue componenti, è d’accordo col Vaticano. Quindi, cosa resta da fare? Appellarsi alla magistratura come nel caso di Eluana. Ma è sbagliato: non deve essere la magistratura a dettare legge sull’eutanasia, ma lo Stato. E torniamo al punto di partenza. Siamo in pieno circolo vizioso: lo Stato, questo stato che da anni concorda per porre fine alle varie diatribe sul testamento biologico, alla fine non può far nulla. Non soltanto perché materialmente mancano le menti pensanti al fine supremo, ma perché pensano all’elettorato. In fin dei conti siamo noi che li mandiamo a Roma, a governarci al posto nostro. Come possiamo pensare che poche singole persone abbiano la facoltà di decidere un così grave problema, se nemmeno noi, tutti noi, riusciamo a decidere quale sia la soluzione migliore? Uccidere un uomo – anche se malato e sotto atroci sofferenze – è sempre una cosa che ognuno di noi non farebbe mai nella vita. Condannarlo a vivere è la stessa cosa come condannarlo a morire. Dove sta la ragione e dove la logica.

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  1. #1 di lufo88 il 10 luglio 2008 - 17:26

    la questione è, per me, è molto complessa.

    Chi può decidere della vita di una persona (o meglio, di quello che resta)?
    Con l’abolizione della pena di morte è stato stabilito che nessuno ha questo diritto.

    Ora però il problema si pone sotto un’altra visuale.
    è giusto lasciare in vita certe persone che soffrono in maniera indicibile o che non soffrono perché sono in uno stato vegetativo o quasi?

    Chi può staccare la spina? Come detto nessuno, solo se stessi.

    Una soluzione a questo “incongruenza” secondo me, sarebbe il testamento biologico ma, non se ne parla da anni.

    N.B. Soluzione che non andrebbe ancora bene per i cristiani. Si tratta pur sempre di suicidio. Comunque libera chiesa in libero stato e il vaticano ha un solo dovere sulla sentenza della cassazione appena emessa: tacere.
    Lo dice un cristiano credente ;)

  2. #2 di Jack il 10 luglio 2008 - 18:20

    Testamento biologico: quale governo credi lo farebbe mai?

  3. #3 di lufo88 il 10 luglio 2008 - 19:08

    Quello che non esiste purtroppo. :(

  4. #4 di andi il 12 luglio 2008 - 20:37

    Volevo porre la questione che a chiedere l’interruzione delle cure ad Eluana è il padre.Quale genitore prenderebbe per il proprio figlio, una decisione simile? Questa è la vera prova d’amore di un genitore.

  5. #5 di Jack il 12 luglio 2008 - 21:20

    @andi
    a maggior ragione sarebbe urgentissimo fare una legge sul testamento biologico… ma torniamo al punto di partenza non credi?

I commenti sono stati disattivati.

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