Essere malati di sclerosi laterale amiotrofica (SLA) provoca la perdita totale delle capacità motorie e porta alla morte se non si viene assistiti – curati e cibati – dalle macchine.
La fondazione Luca Coscioni è una associazione che si occupa di «promuovere la libertà di cura e di ricerca scientifica, l’assistenza personale autogestita e affermare i diritti umani, civili e politici delle persone malate e disabili».
Dopo che la consulta ha dato il via libera sul caso di Eluana Englaro, la stessa associazione Coscioni ha ripreso in un videomessaggio Paolo Ravasin, malato di SLA, e della sua «libertà di morire». Leggiamo spesso di malati terminali che chiedono di morire: si può essere favorevoli o no, ma sentirlo da una persona ancora viva, è un altra cosa. Io personalmente sono favorevole al testamento biologico, ma sentirlo direttamente da chi convive col dramma quotidiano è totalmente disarmante: “Non essendo in grado di sottoscrivere materialmente tale documento a causa della mia infermità, attribuisco al medesimo il valore di espressione della mia autentica volontà attraverso una videoregistrazione”.
Il video.
Liberi anche di morire
I commenti sono stati disattivati.
Additional comments powered by BackType





