1. #1 di Stefano il 30 settembre 2008 - 19:19

    “Io dico sì
    al dialogo
    perché la pace è l’unica vittoria
    l’unico gesto che in ogni senso
    dà un peso al nostro vivere.”

    (Da “Il mio nome è mai più”, Luciano Ligabue – Jovanotti – Piero Pelù”)

  2. #2 di Marco il 30 settembre 2008 - 19:29

    Se uno è eletto a governare, la gente che l’ha votato si aspetta che metta in pratica ciò che ha promesso in campagna elettorale: non serve il dialogo, servono leggi ed interventi per attuare le promesse. Come ha cercato di fare Prodi, come cerca di fare oggi Berlusconi. Il compito dell’opposizione è di fornire alternative e di sorvegliare l’operato della maggioranza. Il governo, se vuole, può ascoltare i consigli dell’opposizione, altrimenti continua per la sua strada, sarà poi l’elettorato a decidere (tramite il voto, non tramite il dialogo).

  3. #3 di Redazione il 30 settembre 2008 - 20:45

    Il dialogo serve. Su questo non ci piove. Il fatto semmai è che uno come Berlusconi per dialogo intende solo che si risponda di sì alle sue proposte. E questo non è certo dialogo ma monologo, pure sciocco. Diciamo che paradossalmente Silviuccio è il Beppe Grillo del Governo: infastidito dalle reazioni contrarie e puntuali.
    Ciao!

    Emilio

  4. #4 di lufo88 il 1 ottobre 2008 - 11:51

    Stefano avrebbe ragione se fossimo in un paese decente. Qui in Italia c’è una strana abitudine. Il governo deve fare quello che promette col solo ausilio dei suoi parlamentari.

    Perché dico strana?
    Negli USA non è così. Le elezioni del governo (presidente degli stati uniti) non coincide con quella del Congresso (parlamento). Quindi può succedere, come è tutt’ora, che la maggioranza del Congresso sia di un’altra fazione rispetto al presidente. Il presidente è quindi costretto a cercare un’intesa con una fazione politica avversa (dialogo).

    In Svezia ci sono 4 partiti (coalizione) a governare. A differenza dell’Italia dove i capi partito decidono per gli altri, possono esserci dei dissidenti. Quindi? Il governo deve fare delle norme che piacciano anche all’opposizione (almeno una parte). Anche qui, dialogo.

    In Francia la situazione è ancora più intricata, in quanto il presidente può essere o no della stessa fazione del governo attuale. Anche qui c’è bisogno di dialogo.

    Ma come detto all’inizio non siamo in un paese decente.

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