Dal 1° gennaio, il Presidente di turno della Comunità Europea è il primo Ministro ceco Mirek Topolánek. La Repubblica Ceca fa parte della UE appena da 4 anni – anzi 5, contando il 2009 – esattamente dal 2004, quindi per loro è una grossissima opportunità presiedere il semestre a capo dell’Europa Unita, ed è anche la loro grande opportunità per smentire – e per smentirsi – di essere lo Stato più euroscettico del panorama europeo. Il Primo Ministro ceco ha pensato bene di festeggiare l’evento con una scultura a tema: con poco meno di 400mila euro, ha commissionato all’artista ceco David Černý, di fare una statua che raffigurasse i 27 Stati dell’Unione. A tal proposito, ha chiesto a Černý di farsi aiutare da altrettanti artisti comunitari, proprio per creare quello spirito d’appartenenza e quell’unità nazionale che tanto si auspica in Europa.
David Černý ha finito la sua opera consegnandola nelle mani della presidenza di turno e adesso si trova esposta a Bruxelles davanti all’ingresso della Comunità Europea. Però non tutti i Paesi sono contenti della scultura: gli Stati membri sono stati raffigurati secondo i più classici cliché stereotipati.
La Francia viene raffigurata coperta da un enorme striscione che inneggia allo sciopero, la Danimarca con i Lego che formano la faccia di Maometto per le note vignette, la Romania con un gigantesco parco divertimenti su Dracula, la Spagna diviene un unico cantiere per la recente bolla immobiliare, il Lussemburgo diventa un puntino con un enorme cartello “Si vende”, la Germania diventa un unico traffico automobilistico che sembra formare una svastica, l’Italia un campo da calcio, la Lituania è scolpita con dei soldati che pisciano sulla Russia, il Belgio diventa una scatola di cioccolatini, l’Olanda viene coperta dal mare e si salvano solo i minareti islamici, la Svezia forma uno scatolone Ikea. Ma la più colpita è la Bulgaria, perché Černý l’ha raffigurata a forma di bagno turco per evidenziare il secolare dominio ottomano nella zona. Il Governo bulgaro si è tanto incazzato che ha convocato l’ambasciatore ceco per far rimuovere il loro paese dalla scultura.
Se ricordate, il Primo Ministro Topolánek aveva espressamente richiesto a Černý di farsi aiutare da altri artisti europei. Ebbene, lo stesso Černý quando i giornali gli hanno chiesto com’è che nessuno scultore si è opposto a questo tipo di raffigurazione, lui ha candidamente dichiarato che si è fatto aiutare da due amici inventandosi i nomi degli altri scultori, dei loro siti web e i nomi delle famose opere di questi scultori fantasma. Alla fine chiude l’intervista con queste parole: “We knew the truth would come out. But before that we wanted to find out if Europe is able to laugh at itself”. “Sapevamo che la verità sarebbe venuta fuori. Ma prima volevamo scoprire se l’Europa è in grado di ridere di sé stessa “. L’Europa forse no, ma gli europei probabilmente sì.






#1 da lufo88 il lunedì 2 febbraio 2009 - 18:27:12
Non c’è nulla da ridere, c’è da piangere invece. Questo scultore fa un umorismo da bar, si crede un grande ed è invece uno stupido. Che vada a coltivare i campi, così fa qualcosa di utile.
L’ironia e l’umorismo sono ben altro.