Tutti gli uomini del presidente


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Cosa siamo in Italia, una Repubblica fondata sulla democrazia, o una tirannia governata da un Presidente del Consiglio agli ordini della chiesa? Dando per scontato che siamo una Repubblica con tutti gli annessi e connessi, dobbiamo ora capire da chi siamo governati. È scontato che mi riferisco alla dolorosa vicenda di Eluana Englaro.

In Italia non è stata mai sottoposta seriamente al Parlamento una legge sul testamento biologico, quindi appare normale che caso mai ci fosse stato una persona – un cittadino italiano – ad esprimersi in tal senso, la legge non poteva far nulla e pertanto sarebbe stata la Magistratura ad occuparsene. E così è stato.
Beppino Englaro ha una figlia in come vegetativo irreversibile da 17 anni. Il suo nome è Eluana. Il signor Englaro si era chiesto come far cessare l’accanimento terapeutico per la figlia senza scomodare nessuno: normale che la sua richiesta ha visto stravolgere l’iter politico di un’intera nazione votata al cattolicesimo. Ma alla fine l’ha spuntata la ragione. Non la ragione di dar la morte ad una persona, ma la ragione che ognuno di noi è padrone della propria vita. E visto che l’eutanasia nel nostro paese resta e rimarrà illegale – spero ancora a lungo -, l’unica possibilità è stata quella di rivolgersi alla Magistratura per far cessare l’alimentazione e l’idratazione forzata alla figlia.

Voglio fare una piccola premessa. Io sono a favore della scelta di Englaro, ma non metto minimamente in discussione le scelte che potrebero fare altre persone nella stessa situazione: è una scelta dura da digerire e drastica nel suo scopo finale, ma indiscutibilmente personale. Non mi metto a distinguere i vari casi perché ognuno è diverso dall’altro e non tutti la pensano allo stesso modo. Quindi appare ovvio che se scelta è stata, sarà stata molto ponderata. Sfido chiunque a dire che la morte di un figlio – con qualsiasi mezzo avvenga – sia giusta o sbagliata, lieve o grave: la scelta è esclusivamente personale ed ognuno se ne prenderà le responsabilità.

Tornando al “caso Englaro”, il Presidente del Consiglio ha fatto una dichiarazione che è assolutamente assurda e, parola a lui molto cara, immorale: ”il decreto è stato necessario perché Eluana è una persona che potrebbe anche avere un figlio“. Spero sia stato soltanto lo sfogo di una persona che è contraria alla fine di una vita. Perché se così non fosse – e conoscendolo non lo è – Berlusconi avrebbe potuto dire anche dell’altro. Ad esempio che Eluana è esattamente come noi perché ha due gambe e due braccia, due reni e un fegato, oltre ad un cuore e ad un cervello che, date le sue condizioni, non funziona così malaccio. Avrebbe potuto dire che sta facendo premura alle Camere per decidere una legge sul testamento biologico che avrebbe rispettato le scelte – libere e senza reiterazioni esterne – di tutti i deputati e di qualunque coalizione fossero, per rispettare, nei termini della Costituzione e della delicata situazione, tutte le varie posizioni all’interno del Parlamento. Che i tempi sono ormai maturi per fare una scelta lecita e adeguata ad una soluzione – l’ultima – che tenga conto non soltanto delle scelte del singolo individuo, ma tenga ben presente che la collettività ha la voglia e la forza di reggere un peso così gravoso e necessario per il bene di tutti.

Avrebbe potuto dire anche questo il nostro Capo del Governo, invece ha preferito soffermarsi sul dono che tutte le donne hanno in più rispetto agli uomini, dove in certi paesi è l’unica cosa che le donne devono fare: procreare. Peccato però che per poter generare un figlio, ad Eluana dovrebbero impiantare il seme in modo a dir poco violento, che se facessero una cosa del genere non sarebbe più una vita umana che “vive”, ma una semplice macchina procreatrice. È questo che il premier intende con “potrebbe avere un figlio”? è questo che intende fare con la sua legge sull’accanimento terapeutico obbligatorio per tutti? è questa che Berlusconi chiama “Democrazia”? No, non è questa la scelta che sta facendo il Governo. Il Governo sta autorizzando una parte molto importante dell’elettorato, quello cattolico, di diventare il padrone di uno Stato Laico come è l’Italia. Come è per Costituzione il nostro Paese è tutto il contrario di quello descritto dal Presidente del Consiglio. Che succederebbe se un giorno il CdM approvasse un decreto, uno qualsiasi, e il Presidente della Repubblica non lo firmasse? Chi vieta loro di riunire il Parlamento ad horas e decidere di legiferare ugualmente? Saremmo – siamo – ancora una Repubblica? Una democrazia? Dalle parole di Berlusconi io ho dei seri dubbi, e la cosa inizia a darmi fastidio.

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