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C’è Pierluigi Bersani, sfidante ormai senza sfidato, che non vuole assolutamente prendere la guida della baracca adesso, «sennò la sconfitta delle Europee ricadrà su di me». E ancora, ci sono i buoni amici «esterni» del Pd, che consigliano di eleggere subito un leader forte, ma sono gli stessi che avevano fatto un pensierino su Soru, e poi è successo quel che è successo. [...] «Non farò battaglie tutte interne al partito, non sarebbe da me». Insomma, chiunque sia il suo successore il segretario non andrà alla guerra. Anche perché il rischio vero è che venga a mancare il campo di battaglia, ovvero sia il Partito democratico, che rischia ormai di eclissarsi insieme a Veltroni.

È successo quello che è successo. E allora? Dalle cocenti sconfitte spesso nascono grandi vittorie. Io sceglierei Soru come segretario: un volto ancora tutto sommato nuovo e fuori da ogni paradigma politico. Anche se Ignazio Marino probabilmente è quello che ci vorrebbe in questa situazione. Ma Marino non verrà mai eletto… pensa troppo con la sua testa. In qualsiasi modo finisca, non andate alla guerra, non fate eclissare un idea. Siate la Fenice dei nostri tempi. O sopravvive l’ideologia o muore l’Italia che crede nel futuro. Facciamo un passo in avanti.

We want. You can?

Update 19/02 ore 11.30: dalla Fondazione Daje la diretta telefonica di quel pazzo di Zoro da Piazza Di Pietra durante il comizio la conferenza stampa di Veltroni. Da non perdere per qualsiasi motivo: si scoprono delle cose

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