Ma scusate la base qual’è? Quella dei blog o quella che abbiamo visto sabato, le 2000 persone elette con le primarie? Quella e’ gente vera, non virtuale. Convocata solo 48 ore prima, arrivata a Roma perchè glielo chiedeva il partito. Ebbene, l’81% ha detto eleggiamo il segretario subito, qui. Se non è democrazia questa.”
Queste sono le parole di Franceschini su Repubblica sapendo che la maggior parte dei blog voleva nuove primarie e una nuova base del partito. Oggettivamente, la stragrande maggioranza dei blogger di sinistra era per nuove primarie, ma è altrettanto vero che Franceschini ha ragione quando afferma che “quella è gente vera”: difatti erano gli unici a dire come la pensavano – probabilmente sicuramente sbagliando – ma di fatto erano gli unici che hanno espresso realmente il loro pensiero.
Qualche giorno fa scrissi che il futuro del partito erano gli iMille. Mi sbagliavo. Ma mi sbagliavo non perché non sia effettivamente la verità, mi sbagliavo perché saranno sì il futuro del partito, ma saranno il precursore di un futuro esattamente identico a quello di oggi: retorici come la base odierna, attaccati alle poltrone tradizioni come lo sono Franceschini & Co, senza coraggio se non quello di mandare avanti il “famoso” conosciuto come hanno fatto benissimo sabato. E lo dico con cognizione di causa. Luca Sofri nei commenti dice “Ho insistito da ieri sera che se si andava al voto si trovasse un altro candidato che potesse essere una scelta per gli scontenti: non ho trovato nessuno disponibile tra quelli con qualche visibilità nel partito, e quelli disponibili non avrebbero mai trovato le firme necessarie (non c’è riuscito nemmeno Parisi). [...] Quanti avrebbero firmato per Scalfarotto, di quei delegati? Per poi fargli prendere 31 voti?“. Infatti è quello che ho appena detto. Ma non l’accetto perché qualcosa si doveva e si poteva fare.
Luca, quanti delegati avrebbero firmato per Scalfarotto – o per Pippo Civati, o per Marco Simoni tanto è lo stesso – tu non lo sai, e se anche avessi sapessi, e quindi avrebbero avuto i loro maledettissimi 31 voti, sarebbero stati 31 voti per il cambiamento! Ecco cos’è che manca al Pd: la voglia VERA di cambiamento. Invece cosa avete fatto? avete eletto Franceschini. Il due di picche in una briscola a spade. Franceschini non l’ha eletto l’assemblea del Pd, ma lo avete fatto voi giovani di iMille. Scalfarotto compreso.
Quindi, per piacere, non menatela troppo con ‘sta storia del volemose bene almeno noi, le cose potevano svoltare verso il cambiamento e voi non lo avete voluto, perché? Poco coraggio? paura della prima volta? non eravate forse ancora pronti? Cosa?
Sai quante persone avrebbero votato per voi alle primarie di ottobre, se almeno UNO di voi si fosse presentato sabato anche senza raggiungere le firme? Tanti: tutti gli scontenti del Pd di oggi avrebbero votato per il cambiamento. Le parole della campagna di Veltroni avrebbero avuto un senso. Voi potevate cambiare le cose e non vi siete fatti avanti. Bel futuro che siete.
Ho letto che qualcuno voterà Di Pietro alle prossime elezioni. Come dargli torto in questo momento. A me tuttavia è venuta la voglia di annullare la scheda. Ma so già che non ci riuscirò: come un perfetto imbecille continuerò a votare per il Pd, e a chi mi dice che è meglio Di Pietro rispondo che Di Pietro è il Berlusconi della parte opposta. No, non voterò mai Di Pietro come non voterò mai Berlusconi. Certo, posso sempre annullare la scheda, ma io credo che sia un dovere – e non un semplice diritto – andare a votare ed esprimere il proprio parere sulle persone che dovranno governare questo Paese o che dobbiamo mandare per rappresentarci in Europa. Anche se questi – e il Paese, riferito alle persone - in questo momento si meritano – ci meritiamo – tutto quello che stiamo ricevendo in cambio della nostra fiducia.
Mi auguro che il Pd non raggiunga lo sbarramento del 4% (è ancora il quattro vero?) così capirete, capiscono, che la gente ne ha le scatole piene di loro e del loro modo di fare opposizione. E per quanto riguarda il prossimo segretario eletto, spero solo che Bersani non si candidi e che ritiri la sua candidatura fatta qualche settimana fa: se voleva essere davvero il segretario del Pd doveva presentarsi sabato, non farsi da parte per poter dire dopo, all’indomani della sconfitta europea – perché così sarà, ne siamo tutti certi – che lui lo sapeva come sarebbe andata a finire e non voleva essere il capro espiatorio dell’ennesima sconfitta. Il solito politico e il solito Pd.
Non c’è nulla da fare… la politica cambia le persone: da leoni del giorno prima, a conigli dei giorni successivi. Com’era quel detto? meglio un giorno da leoni che cento da conigli? Sono anni che aspetto colui che sarà leone per un giorno. Mi tocca aspettare ancora per molto, molto tempo. E dovremo subirci Berlusconi per molto, molto tempo.
Meglio un giorno da leoni o cento da conigli?





