Il sommo Dante non sarebbe mai arrivato alla sua poetica; il maestro Leonardo non sarebbe mai riuscito in cotanto genio; il soave Raffaello non avrebbe potuto mai portar su tela l’immensa dote; il magnifico Michelangelo non avrebbe mai saputo scolpire il suo dono divino… nessuno è mai arrivato – e mai potrà arrivare – a tanto gusto, prosaicità, soavità e delizia.
Il sommo poeta Sandro Bondi con la sua verga poetica ci illumina la via verso il dove. Ci fa strada verso il quando. Ci inoltra verso i perché dell’universo. Noi, immensamente grati del suo splendore artistico, lo veneriamo dalle pagine di Vanity Fair con i suoi lucenti “Versi diversi“. Leggete tutti, o plebei senza barlume di intelligenza, ammirate i versi poetici del più grande dotto dei nostri tempi, gioite delle sue immense terzine e quartine, plumbei dei suoi ermetici canti, prostratevi alla sua sapiente prosa. Cantiamo tutti in coro la sua grandezza, la sua infinita beltà, la sua giovialità indomita.
Io, stregato da una sconosciuta
Seduti uno di fronte all’altra
Orbitali incontri celesti
Stupore dell’eclisse*
Silenziose esplosioni sentimentali
Occhi che si baciano
A Giuliano Ferrara
Antro d’amore
Rombo di luce
Parole del sottosuolo
Fiume di lava
Ancora di salvezza
Il sommo Sandro Bondi
Se avete ancora voglia di leggere le magnifiche cagate verghe poetiche del sommo Bondi, dovreste fare un immenso atto di coraggio comprando Vanity Fair ogni settimana. Altrimenti, se siete gente semplice senza bondi grilli per la testa, cliccate sotto
*Notate l’ardimentosa dialettica



