Archivio aprile 2009
Giudizi e pregiudizi
Matteo Renzi ci crede
“Ho ricevuto quattro email di persone che mi hanno detto che non voteranno per me perché sono cattolico. Ho ricevuto due email di persone che mi hanno detto che non voteranno per me perché in lista con Sinistra e libertà c’è Matteo, dirigente dell’Arcigay. Ho ricevuto tre email di persone che non mi voteranno perché nei manifesti c’è Edoardo, un mio amico scout di 21 anni che fa il cameriere, gioca a golf, va a scuola, fa teatro come facevo io alla sua età… e che qualcuno non voleva sui cartelloni perché è affetto dalla sindrome di Down. Ho ricevuto cinque email che non voteranno per me perché Elisa Sergi ha fatto la schedina con Fazio o con la Ventura a Quelli che il calcio. Dico a questi 14 – e a tutti quelli che non mi voteranno per motivi analoghi – che forse hanno ragione loro. E che fanno bene a non votarmi. Perché sogno un voto basato su un giudizio e non su un pregiudizio. Sogno un voto basato sulla moralità degli eletti non sui moralismi degli elettori, di qualunque stampo siano. Sogno di cambiare Firenze davvero, non a parole.
Penso che vinceremo le elezioni a Firenze perché siamo un popolo…“
ps: “Le veline”
[Via Luca]
Il genio di Mister B.
Quel gran genio di Mister B. ha avuto ragione ancora una volta. Dopo settimane che si parla di veline e letterine senza spessore morale e politico da candidare alle europee, Lui, il massmediologo della politica, ha fregato tutti imbroccando la strada del basso profilo con Barbara Matera, Lara Comi e Licia Ronzulli.
Ha fregato tutti perché son settimane che si parla di veline e letterine del grande fratello come possibili candidati per il PdL, di colpo, ieri, il Mago Zurlì della politica tira fuori dal cilindro i nomi di tre belle donne in gamba e politically correct. Come mai tutti i giornali (tranne i suoi) davano alcuni nomi quasi per certi, mentre nella realtà qualcuno di indefinibile tramava nell’ombra per il botto finale di ieri? I giornali forse si son dimenticati che Mister B. è un volpone del marketing? un mago dell’inganno mediatico? un uomo nato imprenditore e che ha fatto diventare il Paese una grossa azienda da spennare? No, usa i media come farebbe qualsiasi persona intelligente – quasi geniale – per farsi pubblicità: crea “il caso”.
Mister B. è stato talmente scaltro, talmente furbo e lungimirante, che ha messo in mezzo anche la moglie – consapevolmente o no ci interessa poco – per la ciliegina finale sulla torta da portare a Strasburgo: un genio!
Stamattina guardavo per caso in tv Buongiorno5, il programma d’informazione di Canale5 in onda tutti i giorni dalle sei del mattino. Lo guardavo perché in quel momento (saranno state le 9) il duo Liguori-Brachino era impegnato nel fare una brevissima rassegna stampa su un unico quotidiano italiano: il giornale di casa Agnelli La Stampa. Con la scusa che oggi è stato il giorno dell’insediamento di Mario Calabresi al posto di Giulio Anselmi, i due hanno apertamente criticato la prima del giornale torinese perché, a loro dire, si dava troppo risalto alle beghe familiari di Casa B. piuttosto che fare un cenno importante all’accordo ormai raggiunto tra Fiat e Chrysler relegato in sesta pagina.
Il picco della vera informazione l’hanno raggiunto quando hanno detto, e cito le loro parole, “non si possono mettere notizie di gossip in prima pagina, e nelle successive cinque, e relegare una notizia tanto importante per il Paese – oltre che per la Fiat – della stipula dell’accordo tra Fiat e Chrysler“. A questo punto il mio pensiero va a Studio Aperto, il TG diretto da Liguori per parecchi anni e dove Brachino è stato a lungo vice direttore, che metteva sempre in prima pagina le notizie di gossip più allucinanti e le tragiche storie di poveri cani abbandonati e di tristissimi gatti affamati senza una casa. Io non vorrei fare le dovute proporzioni o difendere la Stampa, che tra l’altro non ha bisogno della mia difesa, ma vorrei chiedere a Cip e Ciop cosa ci sia di tanto diverso nello scrivere le notizie che vogliono leggere i lettori, e fare un Tg con i retroscena più torbidi dell’italico depravato. Se una critica si deve per forza fare, quando è giusto farla, a questo punto non è alla Stampa che sarebbe diretta, ma al loro entusiasmante lavoro d’informazione: tra Fiat e Chrysler non è stato ancora raggiunto nessun accordo, l’unica certezza finora è stata che l’azienda americana dovrà attraversare il «Chapter 11», ovvero quella specie di bancarotta pilotata tanto amata dai manager americani perché permette loro di non tracollare definitivamente. E questo non significa assolutamente che l’accordo è stato raggiunto: significa solo che è arrivato ad un buon punto. E questa sarebbe la parte “buona” dell’informazione.
“Ciarpame senza pudore” sono state le parole della signora che vive ad Arcore, ma il ciarpame bisogna vedere da che parte stava. Stava con le veline o stava con i giornali infinocchiati da Mister B., stava con le miserie piante da donna Veronica o con le vittorie sbandierate dal marito che ci governa. Non sono domande, sono affermazioni fatte dal cittadino comune che legge e prende nota. E la nota in seggio sarà il solito, unico, eterno vincitore.
Rialzati Italia!
Update: adesso, e non stamattina, l’accordo tra Fiat e Chrysler è raggiunto.
Il ciarpame si denuda
Io pensavo fosse una farsa la presa di posizione di Donna Veronica nei confronti di B. Invece c’è chi ci va giù pesante quasi fosse un infido giornalaccio.
links for 2009-04-30
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Ancora poche ore e la regione Sicilia batterà un record planetario: su 3.450 dipendenti, ai Beni Culturali, ci saranno 770 dirigenti. Il triplo dell' intero parco dirigenziale della regione Lombardia. Il tutto grazie a un' infornata di assunzioni e promozioni che vedrà l' ente isolano regalarsi, a dispetto della Corte dei Conti che aveva denunciato come abnorme la presenza di un «colonnello» ogni 8,4 «soldati semplici», altri 500 nuovi dirigenti in un colpo solo.
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Era la sera dell’11 novembre 2008. Il Senato era alle prese con il decreto che avrebbe potuto salvare il dissestato Comune di Catania: per il sindaco Raffaele Stancanelli era questione di vita o di morte. Poteva allora il senatore Raffaele Stancanelli far mancare il proprio voto favorevole a un finanziamento di 140 milioni per la città etnea? Non poteva. Votò a favore e si congratulò con se stesso esprimendo «soddisfazione» per com’era andata a finire. Perché il sindaco di Catania e il senatore del Popolo della libertà sono la medesima persona
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L'azienda di Steve Jobs ottiene la rimozione del programma che consente – anche su Linux – di trasferire i file sugli iPod. Ma la storica associazione Electronic Frontier Foundation (Eff), che si batte per le libertà civili nel mondo digitale, porta in tribunale il colosso Usa
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Sessanta wallpaper "ubuntosi" per il nuovo Jaunty Jackalope. Qualcuno è già visto, altri son belli e da scaricare
W il racket
In Italia non c’è cià abbastanza collaborazione con la mafia, meglio incitarla. Da notare come l’intera opposizione, parola grossa lo so, se n’era andata dall’aula.
Intanto la situazione Lega-PDL si fa sempre più tesa e Berlusconi che vota sì al prossimo referendum, la dice lunga.
Appunti sparsi di viaggi senza meta
Vediamo se prendo l’abitudine di postare – di quando in quando – dei piccoli sprazzi sui miei viaggi in rete e sugli articoli e per i siti che leggo più spesso. Inizio oggi sperando che la cosa possa ripetersi a cadenza quanto mai non programmata, e che soprattutto abbia il vostro consenso… che naturalmente dovrete comunicarlo nei commenti eh!
- All’ex Monastero dei Benedettini si sta svolgendo il Working Capital Camp, patrocinato da Telecom Italia, che ha lo scopo di far emergere le realtà più interessanti del web locale, facendole diventare progetto imprenditoriale su cui investire. Il web 2.0 raccoglie consensi da ogni parte: Catania è pronta ad accoglierlo?
Pare proprio di sì! - C’è un errore di fondo nell’inchiesta della procura di Palermo che l’8 maggio porterà alla sbarra a Partinico il cronista televisivo, benché non giornalista coi crismi, Pino Maniaci. L’errore di avere indagato per complicità soltanto il collega Riccardo Orioles in quanto direttore responsabile di Telejato.[...] Anch’io nel mio piccolo, rivendico il ruolo di favoreggiatore per le interviste, gli articoli, le prese di posizione pubbliche e private a proposito di Pino Maniaci e dell’obbligo morale di ogni serio professionista dell’informazione di illuminare il cono d’ombra e oblio col quale la borghesia mafiosa siciliana vorrebbe cancellare il suo impegno.
Ancora un’altra voce urlante sull’uso sbagliato della tessera. - Caro direttore, ho letto sul tuo Giornale di ieri un articolo, in prima pagina, nel quale si parla dei quotidiani della sinistra. Si dice che ce ne sono cinque e che ne stanno per arrivare altri tre. E si dice – nel titolo – che saranno finanziati dallo Stato, cioè che costeranno dei soldi a noi cittadini. Siccome sono uno dei colpevoli di questo «scempio», dal momento che sto lavorando per metter in piedi uno di questi giornali – si chiamerà L’Altro – mi preme rassicurarti: noi dell’Altro non prenderemo ne’ una lira ne’ un euro dallo Stato.
Che finalmente qualcuno ha capito come si fanno i giornali anche in Italia? Siete convinti anche voi che questa pacchia durerà poco vero?
- [...]«mi dispiace di aver ferito la sensibilità del ministro, per lui Brodolini era una persona cara». Certo, «può darsi che abbia fatto impressione vedere una signora che dice a un ministro ’sa che lei è antipatico?’. Gliel’avesse detto, mettiamo, Enrico Mentana, nessuno si sarebbe stupito ».
Mi sa che il Ministro si sia incazzato proprio perché l’ha detto la Bignardi e non Mentana…
- В вашей семье родился младенец. Весь дом счастлив, родные с радостью приветствуют маленькое дитя. Но совсем скоро волнение первых моментов жизни с новым человечком уляжется, придется думать о том, когда и с чего стоит начать развитие ребенка? Когда – рановато, а в какое время – в самый раз?
Si parla di bambini appena nati, ma non chiedetemi per quale motivo. So soltanto che una volta qui c’era Batcountry
- “Fai ciò che sai far meglio e linka il resto”: sul web il precetto di Jeff Jarvis per i giornali è autoevidente, quasi un assioma, ma sulla carta? La carta non vive in un iperuranio tutto suo dove si possa ignorare l’esistenza del mondo e della cultura digitale, vive in un universo dove c’è sempre qualcuno che “fa meglio” ciò che cerchi di fare tu. Il che significa abbandonare l’idea che un giornale (anche di carta, tanto più se di carta) debba ancora o possa ancora essere un giornale “generalista”.
La crisi dei giornali non riesce a fronteggiare i tagli continui di redazioni/pagine/stipendi/dimensioni/sezioni con quel poco che riesce a guadagnare, e allora il NYT taglia anche i viaggi e i costumi per mantenere vivo solo quello che fanno meglio. Mario Tedeschini crede non sia sufficiente nemmeno fare un giornale non generalista per tornare agli utili. E chi può dargli torto…
Ho concluso questa prima tappa dei miei viaggi, fatemi sapere se vi interessa che eventualmente anche nella prossima vacanza prenderò appunti
Sinceramente
La definizione di truffa è: “il ricavare illecito profitto ingannando qualcuno con raggiri”. È indubbio che mandare qualcuno in parlamento europeo è un profitto, ma sinceramente, è altrettanto chiaro che stabilire già adesso che “Alcune delle deputate “precettate” dal premier, inoltre, dovrebbero correre per l’Europarlamento, per poi rinunciare una volta elette” è un vero e proprio raggiro.
Indipendentemente da tutto, Berlusconi o meno, fare una cosa del genere è vergognosa. Io chi voto lo voglio là, non si può già stabilire chi mandare grazie a questo meccanismo del “mi candido e poi lascio”, questo vuol dire eludere l’attuale norma che prevede le preferenze dirette!




È stato detto