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Chissà quante volte vi sarà capitato di ricevere posta indesiderata nella vostra casella email, quel messaggio che il vostro servizio di posta cataloga automaticamente come Spam, e che voi chiamate semplicemente “spazzatura cybernetica“. Quante volte però quel messaggio non è spazzatura, ma una semplice lettera mandata da un amico – o da un conoscente non in rubrica – che il servizio automatico reputa spam solo perché contiene dei link diretti ad una pagina web da vedere. Capita, per fortuna, poche volte. Però capita…

Lo spam arriva sotto varie forme: siti di shopping online su un prodotto che avete recentemente cercato su Google, consigli da “non perdere” sull’acquisto di Viagra e Cialis, newsletter di E-commerce mai sottoscritte. E poi pubblicità, tanta pubblicità. Chi segue spesso aste online si ritroverà intasato di pubblicità su questa o quell’altra asta che vi invitano a partecipare perché è “la più conveniente” (stranamente sono sempre convenienti…), se seguite dei siti di libri piuttosto che di musica vi ritroverete la casella intasata di promozioni varie, se siete soliti fare acquisti su negozi di elettronica vi arriveranno continuamente promozioni “sottocosto“. La lista è infinita, basta un pizzico di fantasia e la scelta diventa inarrestabile.

Poi ci sono i messaggi “particolari”: quelli mandati da gente insospettabile che vi invitano a provare un disco appena uscito ma non ancora nei negozi, un nuovo prodotto di bellezza che vi fa ringiovanire di dieci anni, un bellissimo cellulare per usare i social network del mondo e che vi fa “anche” telefonare. E libri.

Nelle ultime settimane uno di questi insospettabili messaggi ha fatto il giro della rete: il Ministro Renato Brunetta presenta il suo nuovo libro “Rivoluzione in Corso”. Lo “spam” però non è stato mandato direttamente dal Ministro, ma da una sedicente agenzia palermitana – la serverstudio.it – che si firma col nome di “Staff di Renato Brunetta“.
Apro una parentesi: la Server Studio è un’agenzia di web marketing che opera in diverse città italiane – ma con sede principale nel capoluogo siciliano – che ha disegnato non solo il blog del Ministro, ma anche la pagina specifica per il nuovo best-seller di Brunetta.

La storia. Tra il 15 e il 20-22 aprile, una buona parte di blogosfera ha ricevuto via mail un invito a leggere il nuovo libro del Ministro Brunetta Rivoluzione in corso, e subito si attivano per capire da dove parte e soprattutto chi sta dietro a questa mail chiaramente non richiesta. L’inizio della protesta naturalmente nasce su Friendfeed per poi continuare sui blog.

Se Catepol, Luca Conti e Mantellini sono stati gli unici a ricevere il libro per poter fare una recensione anche se poco convinti dell’iniziativa, Francesco ringrazia il Ministro perché gli sta simpatico e perché “è una delle poche persone più basse di me ora viventi in Italia“, mentre Paolo “Wolly” Valenti (il papà del WordCamp e profondo conoscitore di WordPress) scoprendo da dove partono le mail, cerca di esercitare i suoi diritti riservandosi eventuali azioni legali pubblicando le ultime decisioni prese dal Garante della Privacy in ambito di protezione dei dati personali. Coranet, spiegando che quello che fa il Ministro si chiama spam, conclude facendo i complimenti a Brunetta perché se lo scopo era chiaramente la pubblicità, Brunetta può tranquillamente gridare “OBIETTIVO RAGGIUNTO!!!“.
Gery ha scoperto invece che sono state inviate 85mila mail ad altrettante caselle di posta elettronica e trova anche il presunto colpevole: “Server Studio, lo scorso anno, ha avuto rapporti con BlogItalia e ha gestito l’invio di una newsletter alle decine di migliaia di iscritti al sito. BlogItalia sostiene di non avere nulla a che fare con Brunetta e soprattutto di non avere mai ceduto il suo indirizzario. E allora come ha fatto Server Studio ad avere la mia e le altre migliaia di e-mail alle quali destinare una tonnellata di spamming per conto di un ministro tutto d’un pezzo?“. Matteo, mandando le mail di rito al garante, al blog del Ministro e parlarne sui network di base, ha riscontrato un parallelismo particolare: “Giusto venerdì sera, poi, ho visto un servizio delle Iene sulle affissioni elettorali abusive e ho notato qualche parallelismo con le “affissioni killer“…“.

Massimo Mantellini, e finisco, scrivendo il suo “Novo” per il Sole, si appunta due cose: 1) il Ministro ha notevolmente sottovalutato la Rete, e le conseguenze saranno gravi per la “persona” Brunetta proprio per aver demandato ad altri ciò che avrebbe dovuto fare da solo; 2) le pratiche del vecchio marketing sono state portate anche sul moderno web 2.0, diventando, a sua volta, sprezzante pubblicità. Inoltre questo modo di fare marketing fa diventare il lettore solo un numero, senza riuscire a capire l’interesse che avrebbe potuto riscontrare il messaggio se recepito in un modo diverso.

Concludo. La cosa che salta agli occhi è la sbagliata forma di pubblicità che il Ministro Bunetta ha fatto per il suo ultimo libro. Se da un lato si nota l’involontarietà del Ministro per l’innovazione visto che è stata ampiamente scoperta la sua estraneità, dall’altro si riscontra una cattiva gestione del “mezzo” internet come forma di interazione tra l’informazione – sotto forma di libro – della politica che vorrebbe innovare, e del consumatore/utente che vorrebbe conoscere, sapere e informarsi meglio e più velocemente.

Non è questo il modo, caro Ministro Brunetta, di promuovere un servizio – per quanto valido e interessante – facendolo diventare un ibrido tra cattiva forma pubblicitaria, e una pessima forma di  innovazione con i moderni mezzi di comunicazione. Non è una scusante se il messaggio non sia partito da Lei, al contrario invece diventa un’aggravante proprio perché Lei non si è esposto in prima persona. Aver dato mandato a persone che peccano di competenza, mi creda, non è stato il suo colpo migliore. Il consiglio che Le possiamo dare la prossima volta, caro signor Ministro, è di creare un passaparola mediatico tra i mezzi di comunicazione che conosce – uno potrebbe essere il suo blog – e le persone a cui fa riferimento come target. Non è difficile Ministro, basta un impegno minimo in effetti, e se mi perdona la battuta, il mio consiglio è semplicemente quello di “non fare il fannullone!”

[Per Citynews]

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