Archivio per luglio 2009

Lamentarsi conviene

Dalle mie parti si diceva “vuoi stare bene: lamentati!”. Ed è quello che probabilmente hanno pensato di fare Miccichè e Lombardo quando hanno lanciato l’idea del Parlamento del Sud: tanto si son lamentati, che proprio ieri Berlusconi ha deciso di versare nelle casse siciliane la modica cifra di quattro miliardi di euro. Dico: QUATTRO MILIARDI di euro!

Perché se si lamenta il lavoratore che non arriva a fine mese per le troppe cose da pagare lo Stato si volta dall’altra parte, mentre se invece si lamentano quattro papponi affiliati ai clan palermitani subito si abbassa le braghe e caga soldi? Mi spiegate perché in Italia esistono queste disparità? perché francamente non mi sento affatto in un paese “democratico”, mi sentirei meglio probabilmente in Somalia: almeno fare il pirata rende bene e si porta il pane a casa la sera.

Tanto lo sanno tutti che quei quattro miliardi finiranno nelle loro tasche e tra qualche anno batteranno cassa nuovamente. Che Stato è quello che permette di fare certe puttanate alla propria gente. Non ci arrivo, me lo spiegate?

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Evidentemente Kafka abita qui

“Neppure Kafka, che in materia era piuttosto esperto, avrebbe potuto immaginare un labirinto mentale così contorto come quello che ci ha condotto qui oggi. Il governo decide che centinaia di migliaia di persone, per il solo fatto di essere nate altrove e di trovarsi a calcare il nostro territorio, sono dei fuorilegge. Ma qual’è la legge che hanno violato? Nessuna, a meno che abbiano commesso delitti già previsti. Allora come fanno ad essere fuori legge, in blocco? Semplice: si vota la legge che non c’è, quella che li dichiara dei fuorilegge. Essere immigrati senza regolare permesso di soggiorno nella nostra penisola è un reato. Ma la nostra penisola contiene già molte centinaia di migliaia di immigrati che non hanno il permesso di soggiorno però l’hanno chiesto lealmente e da tempo, e intanto svolgono un lavoro, hanno depositato presso le questure i loro nomi e cognomi come quelli dei loro datori di lavoro, quasi sempre cittadini italiani.

Ovviamente, il governo si è anche inventato un contagio automatico fra il reato d’immigrazione “irregolare” e il reato complementare di dare lavoro o abitazione o accoglienza ai rei immigrati: e questo fa sì che qualche centinaia di migliaia di cittadini italiani finiscano anche loro nella fascia capricciosa dei fuorilegge, benché non abbiano violato alcuna legge e, anzi, alle leggi vigenti si sono rigorosamente attenuti.

Dopodiché consapevole di averla fatta un pò grossa, appena votata la legge il nostro ineffabile governo si affretta a somministrarle un antidoto, sempre attraverso il voto di fiducia. Una pazzia giuridica e, prima che giuridica, logica e morale. Esiste ancora in noi la memoria e l’orgoglio di ciò che anima le legge e la rende sacra, la sua dirittura, la sua chiarezza e semplicità, la sua universalità? Il suo rispetto per coloro cui dovrà applicarsi, come per coloro cui spetta la responsabilità terribile ed emozionante di promulgarla? Tocca soprattutto ai signori della maggioranza non chinare la testa e dire dei no a questo governo che sta dimostrando ancora una volta di non voler gestire né governare i fenomeni ma di procedere a forza di slogan falsamente rassicuranti. Questo pasticcio “indecente ed inaccettabile”, come lo ha definito la presidente Finocchiaro, non è dovuto ad arroganza solamente ma anche alla sciatteria e alla mancanza di senso dello Stato e della legalità che può solo discendere da decisioni prese in base alla demagogia e all’improvvisazione e che finisce per mortificare tutte le istituzioni, a partire dal Parlamento.”

Emma Bonino, Vice Presidente del Senato, sul decreto Anticrisi oggi in aula per l’approvazione.

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La terza forza fa paura

Nella cruciale fase politica odierna, che ci permetterà di capire se la prossima opposizione sarà come finora è stata (fatiscente, o quasi) oppure sarà più combattiva e spregiudicata, alcuni esponenti del Governo si chiedono – e ci chiedono – se sia giusto o meno fare dei test di dialetto per i professori del sud che vanno a lavorare al nord. La Lega, come al solito, non prova nemmeno a controllare se questa proposta è costituzionale, loro – forti del 10 per cento alle recenti amministrative – vogliono terroni nordisti. Se non si possono avere perché naturalmente impossibile, allora che sia fatto un test per verificare se sono abbastanza “gnöc*” da continuare imperterriti per la loro strada, oppure, se sono i soliti “béc”, che se ne tornino a fare i “magücc” con i loro “quadrei”. Fine della storia.

Tornando ad argomenti più interessanti (almeno per me), abbiamo visto come la candidatura di Marino alla segreteria del Partito Democratico inizia a far paura anche a chi sta dalla parte opposta. Settimana scorsa due quotidiani importanti come Il Foglio e Repubblica hanno dato – nei due sensi opposti – ampio spazio alle manovre politiche del Senatore chirurgo. Vi ricorderete come il Foglio abbia pubblicato la lettera dell’UPMC che accusava Marino di gonfiare i conti spesa dell’università americana e della sede palermitana dell’ISMET. Qualche giorno dopo lo stesso Marino sul suo sito, e tramite un’intervista a Repubblica, spiegava come sono andate effettivamente le cose: “Le discrepanze fui io stesso a segnalarle ma in ballo a Palermo c’era ben altro. Un accordo molto redditizio con la Regione, al cui vertice era nel frattempo arrivato Cuffaro. Con una gestione dell’Istituto che da un certo punto in poi non potevo più condividere. E lo dissi chiaramente.” Quindi il problema non erano le spese gonfiate, ma che la Regione Sicilia, tramite il suo presidente Cuffaro, stava mettendo le mani sul centro trapianti palermitano con i soliti inciuci politici, mafiosi e clientelari. La storia dei conti spese doppiati tra Pittsburgh e Palermo, è stata solo una delle tante motivazioni forvianti con cui il Senatore si è dovuto scontrare, ma, dato il suo valore morale, non è cascato nel giogo politico-economico dei due enti. Anzi, Marino ha dato l’incarico all’avvocato Vittorio Angiolini di querelare l’università americana per le false accuse messe in giro in questi giorni. Per rispondere alle accuse del Foglio, e dell’impotenza di Ferrara nel condannare alacremente un candidato solo perché incorruttibile, vi lascio alle parole di Luca scritte ieri che spiegano benissimo il concetto.

Da quando il Senatore è candidato alla convenzione del Pd a ottobre, sembra che il “personaggio Marino” non interessi più a Repubblica. La contraddizione è che ne scrivono parecchio per la vicenda ISMET, ma non dicono una parola sulla mozione del candidato alla segreteria del Pd. Non si capisce la scelta fatta da Rep. perché fino a qualche giorno fa (prima della mozione) ne parlavano come l’unico capace di portare al vero rinnovamento del Partito Democratico, l’unico con cui si poteva sperare in un partito migliore, ed enfatizzando al massimo la famosa “terza via” più volte richiesta da Rep e dai sostenitori. E invece in questi giorni Repubblica non ha pubblicato uno straccio di trafiletto – nemmeno in ultima pagina – che parlasse della mozione presentata da Marino il 23 scorso.

Mettiamo per assurdo che la carta ha dei precisi spazi da rispettare – e che questo importante “spazio” sia irrecuperabile ogni giorno – non si può dire la stessa cosa per la versione online del giornale di Ezio Mauro: in nessuna pagina, dal 24 ad oggi, si parla della mozione presentata da Marino alla Camera del lavoro di Milano settimana scorsa. Dimenticanza oppure è vero che Franceschni si è messo d’accordo con i vertici di Via Solferino per appoggiare la sua candidatura?

A tal proposito, gli amici di scelgomarino.info hanno aperto un gruppo su Facebook (il testo lo trovate anche qui) e hanno fatto cinque domande a Ezio Mauro e Vittorio Zucconi sul perché Rep. si ostina a non pubblicare la mozione Marino. Fateci un salto se potete.

* Dal bergamasco:
gnöc=testardo;
béc=caproni;
magücc=muratori;
quadrei=mattoni.

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Chiarisco ogni dubbio

Non serve stabilire chi sia di destra e chi di sinistra. Basti sapere che chi si accapiglia su queste puttanate sono cretini.

In vacanza

Dove andate in vacanza?

Tralasciando per un momento la tristissima storia degli aerei sperduti, anche quest’anno – come gli ultimi quattro – parto dal Friuli facendo tappa la prima settimana a Catania per salutare fratello uno (nuova arrivata compresa) e fratello due, mamma e suoceri e cognati (senza link eh!), una puntatina fuori città per salutare i nuovi amici e quelli lasciati ormai da secoli ma sempre nel mio cuore. Mi farò una settimana di ozio direttamente proporzionale alla stanchezza accumulata in questo ultimo anno (ed è tanta credetemi), quindi starò spaparanzato ad arrostirmi sotto il sole cocente fin quando non divento carne alla griglia.

La seconda settimana scappo verso “il Continente” per visitare per l’ennesima volta la Campania e le sue impressionanti bellezze (non l’immondizia, non iniziate con le solite storie): Capri, Napoli, Salerno, Caserta e la favolosa Reggia, la Costa Amalfitana (sorry, se dimentico qualcosa ricordatemelo voi)…

La terza settimana – ebbene sì, mi faccio tre splendide settimane al sole cocente del sud Italia – ritorno a Catania per farmi gli ultimi tuffetti nel mare della mia città e salutare i dimentichi del primo giro e dare appuntamento all’anno prossimo, se tutto va bene. Mi sembra ottimo come programma vero?

E voi? Cosa fate quest’anno? dove andate? Dai raccontate!

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Campione di professionalità

Si discute che i giornali e i Tg non fanno il nome dell’impresa edilizia che ha costruito il nuovo ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento, ospedale che qualche giorno fa ha causato l’iscrizione al registro degli indagati per associazione per delinquere, abuso di ufficio, omissione di atti di ufficio, favoreggiamento e truffa per moltissimi imprenditori locali ed esponenti della giunta regionale siciliana e nazionale (lo zio del Ministro Alfano è tra questi).
Tutto a causa di troppa sabbia nel cemento in una zona ad altissimo rischio sismico.

Eccolo il nome dell’impresa edile: è la Campione Industries di Agrigento.

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E allora?

schumi_ritorno

E allora?

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In fila per due col resto di 500

Il sindaco di Pordenone, Sergio Bolzonello (Pd¹), con un’ordinanza ha vietato gli assembramenti di due persone nel centro cittadino che ostacolano la fruizione degli spazi pubblici da parte di altri cittadini. La zona interessata e’ compresa fra piazza Costantini, via don Stuzo², via Rovereto³ e piazzale Duca d’Aosta. L’ordinanza prevede multe da 25 a 500 euro ed e’ applicata in via sperimentale fino al 31 dicembre.

E quindi anche dalle mie parti ci si comporta come rondisti, anche se forse l’Asca farebbe meglio ad informarsi bene prima di dare certe notizie.

Correzioni obbligatorie: ¹Bolzanello è stato eletto in una lista civica di cui faceva parte anche il Pd, ma non è stato candidato dal Pd; ²Via Sturzo (Don Luigi), non Stuzo; ³ Via Roveredo (Roveredo in Piano prov. di Pn, ndr) non Rovereto in Trentino

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Botta e risposta con commento incluso

Di norma leggo sempre i commenti sul blog, anche se, a volte, mi capita di volerli cancellare per quanto siano inutili e controproducenti. Mi è capitato oggi di approvarne uno sul post di settimana scorsa a proposito della nooootiiiissima vicenda MyAir.

Vivi chiede se si potrà rivalere sulla sua agenzia di viaggio perché, a suo dire, avrebbe dovuto sapere delle condizioni disastrate della compagnia e con tutto ciò non ha fatto nulla per dissuaderla dall’acquisto. A questa sua domanda, le viene in aiuto un tal Marilo che si presenta come agente di viaggio, e le spiega che “noi del settore non avevamo assolutamente nessuna avvisaglia ( io ho prenotato i miei biglietti il 29 di giugno e di certo non lo avrei fatto avessi saputo quello che sarebbe stato il risultato.) Per cui la tua agenzia non ne può proprio nulla!”.

Tralasciando che tutto sembri tranne che un agente di viaggio (e dal modo di scrivere pare usi una tastiera americana senza accentate e senza apostrofi), amico Marilo hai davanti a te due scelte: l’incompetenza professionale e quindi scarsa attendibilità come testimonial, o l’indifendibile posizione di uno che cerca (nel modo peggiore) di salvaguardare una categoria che l’unica colpa che potrebbe finora avere, se ne ha, è la vendita di prodotti a scadenza. Il mio concetto te lo spiego anche, mica pippe…

Tu dici che “voi del settore” non avevate avuto nessuna avvisaglia: almeno 4 volte falso!

Ho un amico agente di viaggio a cui l’Enac, ogni volta pubblica degli aggiornamenti di qualunque tipo, gli manda una mail per avvisarlo; lo stesso amico, l’11 maggio – giorno della mia prenotazione online – sapeva da DUE MESI che MyAir stava in cattive acque (infatti m’ha fatto il cazziatone perché non ho chiesto info come mia abitudine) perché l’Enac aveva avvisato TUTTE le agenzie di viaggio dell’ammonizione alla compagnia; lo stesso amico mi diceva a giugno – e parlo della metà del mese, non della fine – che l’Enac aveva provvisoriamente annullato l’ammonizione a MyAir fino a ottobre, e quindi, avendo tutto il tempo per risanare i debiti, forse avrei avuto qualche speranza di partire; sempre lo stesso amico il 21 luglio mi dice che MyAir quasi sicuramente non volerà perché non ha soldi (un paio d’ore dopo si viene a sapere dello stop ai passeggeri marocchini a Venezia ), dunque il mio volo verrà cancellato inesorabilmente; il giorno dopo arriva la conferma ufficiale di Enac di cui TUTTE  le agenzie di viaggi erano a conoscenza sin dal giorno prima.

Tutto ciò mette ben in chiaro due aspetti del tuo resoconto errato (vogliamo chiamarlo così?): il primo è che non è assolutamente vero che le agenzie di viaggio sono all’oscuro della situazione come ti ho appena spiegato, mentre per il secondo aspetto credo si tratti, eventualmente, di una tua inequivocabile mancanza di professionalità che paradossalmente non credo. Marilo, secondo me sbagli tattica nel difendere la tua categoria.

Intanto perché fondamentalmente non avete colpe – al massimo si può dare dell’approfittatore a qualcuno di voi che ha venduto MyAir reputando i propri clienti, o almeno quelli che prenotano i low cost, degli stupidi deficienti perfetti da gabbare – esattamente per lo stesso motivo con cui l’Enac ha deciso la sospensione di MyAir: colpa loro che non pagano. In secondo luogo, le agenzie di viaggio non penso facciano tutti ‘sti grandi affari con le prenotazioni dei voli, soprattutto se low cost, macinando guadagni al punto tale da potersi permettere la truffa al povero rincoglionito che vuole a assolutamente il volo a basso costo. Pertanto, dal mio punto di vista, la tua era, ed è stata, una brutta difesa della categoria, ma che faresti bene a lasciar perdere onde evitare altre figuracce.

Ultima cosa: il mio amico ha un’agenzia di medie dimensioni da sette anni, non da quindici come te ;)

Spero non te la sia presa per quello che ho detto, francamente mettere ancora ansia a chi ne ha già pieni i coglioni di aspettare buone nuove su una compagnia sull’orlo del fallimento, credimi, basta e avanza. Mi perdoneranno le signore per il mio francesismo, ma di paraculati che sprecano tempo e tastiera a scrivere cazzate cercando di creare ulteriore panico alla gente, te l’assicuro, ne possiamo fare facilmente a meno.

Mi auguro che tu abbia capito cosa volessi dire con questo post, se così non fosse prendiamoci un caffè insieme e chiariamo meglio la faccenda vis a vis. Offro io! :)

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Cinque domande a Repubblica

Avevo già parlato qualche giorno fa della scarsa risonanza che Repubblica e Repubblica.it stavano dando a Ignazio Marino dal giorno della mozione di candidatura a segretario del Partito Democratico. Oggi tra la posta mi arriva una mail del gruppo di scelgomarino.info che mi informano dell’apertura di una pagina su Facebook, dove si chiede a Ezio Mauro, direttore della versione cartacea, e a Vittorio Zucconi, direttore della versione online, di rispondere a cinque semplici domande. In perfetta sintonia con il loro stile, noi facciamo altrettanto:

1. Signor Direttore, il 23 luglio è stata presentata la mozione del Senatore Marino per la candidatura alla segreteria del Partito Democratico e Repubblica ha sostanzialmente ignorato l’evento. Perchè?

2. Dopo aver sostenuto, in passato, la legittimità di molte battaglie del senatore Marino e dei punti programmatici ora presenti nella mozione in questione, ignorate la battaglia di tanti vostri lettori. È questa una posizione politica chiara presa dal vostro giornale?

3. Ritenete utile ai fini del futuro dell’Italia e del Partito Democratico, la polarizzazione dello scontro personalistico tra Franceschini e Bersani ed ignorare una politica programmatica di medio periodo come quella del senatore Marino?

4. Ritenete che un giornale attento e approfondito come Repubblica debba interessarsi e riportare i contenuti della mozione Marino raccontandola, dal suo punto di vista, agli elettori?

5. Repubblica e repubblica.it, ignoreranno anche in futuro i contenuti delle posizioni del senatore Marino e del gruppo che lo appoggia, dando rilievo a ciò che fa gossip (come ha recentemente fatto “Il Foglio”) ?

Fate girare, se possibile.

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