Gola profonda non è solo il titolo di un porno degli anni ’70, gola profonda era anche il nome in codice che Woodward e Bernstein diedero alla loro fonte nello scandalo Watergate, e che portò, successivamente, alle dimissioni di Nixon. Oggi il termine è diventato sinonimo di chi vende informazioni a scopo di lucro, di chi possiede molte informazioni su personaggi più o meno noti, nei film d’azione è sovente sentirlo per gli informatori della polizia, ecc. ecc.
Gola profonda potrebbe essere chiamato chi ha già parecchio potere ma ne vorrebbe ancora di più, e quindi fa di tutto per procurarselo. Come Berlusconi.
Ricordiamo tutti le polemiche dovute all’approvazione del Lodo Alfano – il disegno di legge che propone l’immunità alle quattro più alte cariche dello Stato fin quando rimangono tali – di cui la Consulta si pronuncerà sulla sua costituzionalità il 6 ottobre prossimo, Gola profonda Berlusconi, per non subire lo smacco di una seconda incostituzionalità del lodo (dopo il lodo Schifani) stavolta ha pensato di giocarsela a piè pari andando a cena dal suo amicone giudice della Consulta Luigi Mazzella. Ma mica poteva andarci da solo, sarebbe stato sconveniente! Quindi si è portato dietro l’altro giudice Paolo Maria Napolitano, il Guardasigilli Angelino Alfano, il sottosegretario Gianni Letta, i presidenti delle commissioni Affari costituzionali della Camera Donato Bruno e quello del Senato Carlo Vizzini. Vogliamo scommettere sull’argomento della serata? Sicuramente ne’ il Milan ne’ le veline tanto amate dal premier.
Si è parlato della riforma della giustizia, del nuovo ruolo che dovrebbe avere il Csm e di quello della stessa Consulta. E si è parlato – probabilmente – del lodo Alfano.
Settimana scorsa Peter Gomez sull’Espresso ne ha creato un caso d’interesse nazionale, ma non tanto – secondo me – perché il Presidente del Consiglio sia andato a cena da un giudice della Corte Costituzionale, ma quanto al periodo e le motivazioni principali che hanno portato a questo incontro.
Io reputo normale che il capo del Governo abbia incontri con i vari organi esecutivi del Paese, anche se avvengono a pranzo o a cena, però mi sembra strano che questi incontri avvengano in un periodo particolarmente “stressante” per il premier – le indagini a Bari, il G8 alle porte, la crisi, il terremoto… – soprattutto quando un disegno di legge approvato in Parlamento debba passare il vaglio della Corte Costituzionale da qui a poche settimane.
Io qualche anomalia la vedo in questa faccenda, il Governo e il Giudice Mazzella dicono che è tutto normale. Sarà!
Dall’opposizione arriva una dura presa di posizione sulla vicenda. Di Pietro chiede a gran voce le dimissioni dei due giudici, mentre la Finocchiaro consiglia che “non sta bene invitare qualcuno a casa propria, sul quale si è chiamati a decidere”.
“Ridicolo!” risponde Quagliarella. “Nulla di strano” rigetta Ghedini.
Dal Quirinale arriva una secca risposta: “Non interferiremo!”
L’ennesima vittoria di Gola profonda.
Ah: nel frattempo è passato il pacchetto sulla sicurezza.





