Archivio per ottobre 2009

Quello che è successo veramente a L'Aquila

Nel fine settimana della scorsa settimana c’è stato a Venezia un Barcamp tecnologico dove si parlava praticamente di tutto: dall’high-tech alla cultura, dal gossip al web, dalla solidarietà alla politica partecipata. Il nome dell’evento si chiamava VeneziaCamp2009.

Tra gli oltre 200 interventi dei blogger venuti da tutta Italia, il più seguito e commentato nella tre giorni veneziana, è stato il talk di Monique e Marta su L’Aquila durante il terremoto e sul loro volontariato durante i giorni susseguenti al sisma, e del lavoro d’inchiesta e di informazione svolto sul loro blog Terremoto09.

Oggi siamo in grado di proporvi le immagini di quell’intervento e smentire il Governo sulle cose che sono successe a L’Aquila: chiudere un campo perché funzionava perfettamente senza l’ausilio della Protezione Civile, rompere un braccio a Monique perché si ostinava a fare la volontaria, un vice sindaco candidato in Regione che cerca di fare politica  all’interno del campo, le case e la perfezione descritta in Tv diventa solo apparenza… “A L’Aquila sono stati sospesi tutti i diritti civili, tutti, con un ordinanza della Protezione Civile. E nessuno ne parla!

Sono 20 minuti che meritano di essere visti e mantenuti per i posteri. Giudicate voi!

Prima parte
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Seconda parte
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Terza parte
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Il matematico che sfidò il potere

Un ragazzo iraniano - Mahmoud Vahidnia, studente universitario nonchè vincitore delle Olimpiadi Internazionali di Matematica – si permette di criticare apertamente l’Ayatollah Khamenei durante l’incontro annuale della maggiore carica spirituale con studenti, professori e intellettuali di tutto il Paese, riuniti all’università di Teheran.
Ne nasce un dibattito di venti minuti dalle mille domande: ”Voglio dirle alcune cose, perchè nessuno può permettersi di criticarla in questo Paese? Non è ignoranza questa?”. Lei ritiene di non fare errori? Perchè l’hanno trasformata in una sorta di idolo irraggiungibile che nessuno può sfidare?”.
Intanto, per i giovani iraniani, il piccolo genio della matematica è già diventato un mito, un eroe nazionale che si è opposto al potere. Di lui, non si hanno più notizie dall’uscita dell’università. Secondo alcuni, potrebbe essere stato già arrestato.

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Il video choc

L’11 maggio scorso Mariano Bacio Terracino viene ucciso di fronte al bar “Vergini”. L’omicidio avvenuto in pieno giorno, nel rione Sanità è stato ripreso dal sistema di sorveglianza. Nel filmato la vittima, un pregiudicato di 53 anni, sembra aspettare qualcuno fuori del negozio, quando un uomo con cappello e giubbotto, dopo essere entrato nel bar, esce per sparargli a poca distanza. Il primo colpo lo raggiunge al braccio, il secondo non fallisce. Il killer spara alla nuca, mentre la vittima è già accasciata a terra.

[Via Repubblica]

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La lista

Gira nelle redazioni una lista con dodici nomi di politici, calciatori, conduttori televisivi, giornalisti e personaggi famosi.

Ieri son saltati fuori tre nomi, due di politici e un conduttore tv: un Ministro che ha a che fare con la politica europea, un Senatore famoso per la riforma televisiva e il conduttore con una gran bella camicia.

Tutti avrebbero a che fare con Via Gradoli, quindi Piero Marrazzo sarebbe in buona compagnia.

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Stefano Cucchi

Stefano Cucchi è stato arrestato nella notte tra il 15 e 16 ottobre per possesso di una modesta quantità di stupefacente e morto una settimana dopo. È stato fermato dai carabinieri quando il suo stato di salute era assolutamente normale ma già dopo quattordici ore e mezza il medico dell’ambulatorio del palazzo di Giustizia e successivamente quello del carcere di Regina Coeli riscontravano lesioni ed ecchimosi nella regione palpebrale bilaterale; e, la visita presso il Fatebenefratelli di quello stesso tardo pomeriggio evidenziava la rottura di alcune vertebre indicando una prognosi di 25 giorni.
E’ inconfutabile – dice Luigi Manconi, già sottosegretario alla Giustizia, presidente dell’associazione A Buon Diritto – che, una volta giunto nel reparto detenuti dell’ospedale Pertini, Stefano Cucchi non abbia ricevuto assistenza e cure adeguate e tanto meno quella sollecitudine che avrebbe imposto, anche solo sotto il profilo deontologico, di avvertire i familiari e di tenerli al corrente dello stato di salute del giovane: al punto che non è stato nemmeno possibile per i parenti incontrare i sanitari o ricevere informazioni da loro. Ed è ancora inconfutabile che l’esame autoptico abbia rivelato la presenza di sangue nello stomaco e nell’uretra.
E’ inconfutabile, infine – aggiunge – che un cittadino, fermato per un reato di entità non grave, entrato con le proprie gambe in una caserma dei carabinieri e passato attraverso quattro diverse strutture statuali (la camera di sicurezza, il tribunale, il carcere, il reparto detentivo di un ospedale) ne sia uscito cadavere, senza che una sola delle moltissime circostanze oscure o controverse di questo percorso che lo ha portato alla morte sia stata ancora chiarita”.

carabinieri

[Photo by Adriano Sofri]

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A Cesare quel che è di Cesare

La teoria secondo la quale Marrazzo non è stato ricattato dai quattro carabinieri, ma da Berlusconi, mi sembra troppo forzata stavolta.

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Il problema della lista doppia

Sassoli e Touadì restano a casa

Stesso problema della Serracchiani con la doppia lista

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A domanda rispondo

Sono anni che leggo della condanna in primo grado a 9 anni per Marcello Dell’Utri per concorso esterno in associazione mafiosa. Ma qualcuno mi sa dire quando si celebrerà l’appello?

Risponde Luigi Cancrini (a pag. 16): Dell’Utri, con Berlusconi dal 1962, conosce Mangano e Cinà di Cosa Nostra nel 1967 e dal 1970 lavora in Sicilia dove, secondo la sentenza di Palermo, dà “un concreto, volontario, consapevole, specifico e prezioso contributo al mantenimento, consolidamento e rafforzamento di Cosa Nostra”. Arrestato a Torino nel 1995 con l’accusa di aver inquinato le prove dell’inchiesta sui fondi neri di Publitalia ’80, viene eletto deputato nel gennaio ’96. Condannato definitivamente nel ’99 viene eletto in Europa e poi (2001) al Senato dove nel 2007 stabilisce un favoloso record di assenze. La condanna in primo grado a Palermo di cui lei parla è dell’11 dicembre 2004 e lo riporta al Senato nel 2006 e 2008. Giudica un eroe Mangano, pluriomicida, trafficante di droga, “fattore” di Berlusconi ad Arcore perché non ha fatto “rivelazioni” su di lui e sul suo capo. Si parla ancora di lui, in questi giorni, come di un mediatore nella trattativa fra Stato e Mafia che sarebbe costata la morte a Borsellino. Il processo d’appello è in corso, dovrebbe concludersi a dicembre.
Se lo condanneranno forse diventerà ministro.

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links for 2009-10-30

  • «Un certo Rocca aveva aiutato Di Pietro in un momento di difficoltà prestandogli 100 milioni di lire che poi Di Pietro aveva restituito dopo l’inizio di Mani pulite… Questo risulta anche dai processi che si sono celebrati a Brescia: si stabilirà che quei soldi erano semplicemente i prestiti del suo amico Rocca, neanche di Gorrini».

Complimenti!

Qualcuno poi mi spiegherà perché la cosiddetta “opposizione”, anche quella estremista e dipietrista, non ha detto una parola nel momento in cui Berlusconi ha ammesso di aver telefonato a Marrazzo informandolo dell’esistenza del video. È possibile che a nessuno sia venuto in mente che il gesto del premier è stato un lampante ricatto politico? Ma proprio a nessuno?

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