I nomi Herman van Rompuy e Catherine Ashton da adesso saranno sulla bocca di tutti: sono, rispettivamente, il nuovo Presidente dell’Unione Europea e il nuovo Alto rappresentante per la politica estera dell’UE. Prima della nomina erano (quasi) due perfetti sconosciuti.
Il belga Van Rompuy la carica più significativa che ha ricoperto finora è stata quella di Primo Ministro nel suo Paese per meno di un anno, mentre Lady Ashton – Baronessa Ashton di Upholland - è naturalmente inglese ed è stata Commissario europeo per il commercio dall’ottobre dell’anno scorso, ed era l’unica candidata alla carica di Mr. Pesc a non aver mai ricoperto l’incarico di Ministro degli Esteri nel suo Paese.
Per cui abbiamo un Presidente dell’Unione che non ha l’esperienza per governare perché non lo ha mai fatto – anche se non ne avrà bisogno -, e un Ministro degli Esteri che non ha mai lavorato con l’estero. Cioè un cretino e un debitore.






#1 da lufo88 il venerdì 20 novembre 2009 - 22:11:30
Mah! Sinceramente non ci vedo nulla di male. Sono facce nuove, meglio no? In teoria bisognerebbe sempre che sia così. Non ex-uomini potenti ma gente nuova.
P.S. Sicuramente tu preferivi d’alema vero? ^^
#2 da Jack il sabato 21 novembre 2009 - 12:58:05
Non è un problema di facce nuove, ma di esperienza politica europea – e nazionale se possibile – che permettono ai due nuovi eletti di essere credibili. Del resto, essendo l’UE un istituzione praticamente inutile, si è voluto eleggere due personaggi altrettanto inutili. La prossima volta vedrai che eleggeranno topo gigio
Tu sai quanto non ammiri D’Alema, ma in questo caso aveva sicuramente tre volte più esperienza dei due nuovi assieme.
Una chicca, Shultz dopo la bocciatura di D’Alema:
“BRUXELLES, 19 NOV – La «candidatura del presidente D’Alema, purtroppo, ha dovuto confrontarsi con quella proposta da un membro del Consiglio europeo che fa parte della famiglia socialista e con un non fattivo attivismo del governo italiano». Lo ha detto, in una dichiarazione scritta, il presidente del Gruppo Socialista e Democratico al Parlamento Europeo, Martin Schulz. (ANSA)”
Non è una novità che i socialisti europei non vedono di buon occhio D’Alema, dato che non è un mistero che il nostro non li ha mai cagati… ma le colpe del nostro benamato governo sono palesi 2+2=4 touche!
#3 da Jack il sabato 21 novembre 2009 - 20:45:27
Lufo in Europa ci sono sostanzialmente due partiti: i socialisti del Pse e i popolari del Ppe, quindi il discorso legato ai partiti decade già in partenza. La mia non è una presa di posizione *contro* le facce nuove – e ti ricordo per chi ho fatto campagna nel Pd -, ma sull’esperienza che serve per supportare certe nomine.
Per l’articolo di Rep, vale il discorso di Schulz
#4 da Moreno Puiatti il lunedì 23 novembre 2009 - 10:19:30
Comunque D’Alema non poteva neppure ambire al ruolo proprio per la sua “esperienza”: immaginiamo che il ministro degli esteri dell’UE debba trattare con la Serbia, vi immaginate il bombardatore di Belgrado senza autorizzazione parlamentare che accoglienza avrebbe nell’ex-Jugoslavia?
L’esperienza politica di D’Alema è oggettivamente NEGATIVA in tutti i contesti in cui si è cimentato.
Siamo sinceri.
#5 da Moreno Puiatti il lunedì 23 novembre 2009 - 10:29:19
Altra inesattezza che PD e PdL hanno rimarcato in Italia, ma si tratta anche qui di propaganda ingannevole e conviene smascerarla: nel parlamento UE esiste una terza forza (i liberali democratici dell’ALDE) che ha quasi un centinaio di parlamentari.
Se ALDE e S&D si fondessero, sarebbero il primo partito europeo, superando il PPE.
La vocazione maggioritaria del PD in Europa si potrebbe avere… anche li bisogna lottare coi nostalgici del PSE che fanno una questione di conservazione delle poltrone. Tutto il mondo è paese.
#6 da Moreno Puiatti il lunedì 23 novembre 2009 - 23:33:06
Il fatto è che davvero l’Italia indipendentemente dalle simpatie o antipatie che uno possa avere ha un’informazione che sfocia nel provincialismo nazionalista.
Non parlerebbe nessuno del ministro degli Esteri europeo e della sua elezione se non avesse concorso D’Alema.
Siamo ridicoli e polemicamente velleitari, la solita Italietta del menga.
#7 da Jack il martedì 24 novembre 2009 - 00:10:22
Non solo, l’Europa com’è adesso, tende al conservatorismo nazional-popolare: Romano Prodi, quando venne interpellato a proposito di una ipotetica candidatura Blair, mise il suo veto e rispose che l’ex primo ministro britannico aveva una personalità, una visibilità e una credibilità troppo spiccata, che rischiava di soffocare le istituzioni europee. Alle quali, quindi, serve un cretino.
Ma soprattutto serve dare credibilità maggiore ai Paesi aderenti, che alla stessa istituzione europea. Dimmi tu se è questo il modo di pensare ad un Continente che faccia concorrenza a quello americano.
#8 da lufo88 il sabato 21 novembre 2009 - 19:32:26
Indovina? Non la penso come te ^^
La questione di facce sconosciute è doveroso perché altrimenti si rischia di avere persone troppo legate ad un partito….
P.S.
http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/esteri/ue-unione-europea/frattini-deluso-da-bocciatura/frattini-deluso-da-bocciatura.html
A loro il concetto di democrazia non va giù! MAH!
#9 da lufo88 il sabato 21 novembre 2009 - 22:09:58
Intendevo partiti nazionali, non comunitari.
P.S. il discorso di Schulz?
#10 da Jack il domenica 22 novembre 2009 - 09:43:23
Ma qui si parla di Europa, non di Italia…
Shulz è quello postato un commento sopra
#11 da Jack il lunedì 23 novembre 2009 - 16:16:15
Moreno la storia insegna che i nemici diventano amici e gli amici diventano nemici. Dove starebbe la differenza se D’Alema – che non sta simpatico nemmeno a me – fosse stato eletto Mr. Pesc?
#12 da Jack il lunedì 23 novembre 2009 - 16:16:55
Concordo in pieno