La regola del cinque


Il Corriere e Repubblica di oggi pubblicano la notizia della sconfitta di Google a favore dei media generalisti. Sul Corsera si citano le parole di John Mueller del gruppo news a Zurigo: «Abbiamo deciso di permettere agli editori di limitare il numero di accessi gratuiti a cinque accessi per utente web al giorno. Noi siamo contenti di aiutare i media a fare in modo che i loro contenuti siano accessibili a un ampio gruppo di lettori grazie ai motori di ricerca. Allo stesso tempo siamo anche consci del fatto che creare contenuti di qualità non è facile e spesso è caro».

Repubblica col santone americano Aquaro aggiunge delle perle al già informatissimo concorrente: “Solo cinque articoli gratis al giorno. Google cede al pressing degli editori”. E continua: “gli scrocconi del web dovranno fermarsi dopo cinque articoli, addio alle notizie gratis [...] Google sostiene che il suo servizio “regala” ai giornali 100mila click al minuto. Gli editori rispondono che quei click non portano ricchezza. La “regola del cinque” adesso riapre i giochi.”

Vediamola allora questa decantata “regola del cinque”. Diciamo subito che non esiste, o meglio, esiste ma non nella maniera descritta dai due quotidiani milanesi. Il servizio si chiama “first click free program” in realtà, è attivo dal lontano ottobre del 2008 e quelli di Google lo spiegano così:

Google’s “first click free” program allows Google News or Google search user to find and read articles, even if they are behind a subscription paywall. The reader’s first click to the content is free, but when a user clicks on additional links on the site, the publisher can show a payment or registration request. Readers, however, have found they can read an unlimited number of subscription-only articles as long as they continue using Google. The changes, which Google announced in a blog post, will now let publishers limit users to no more than five pages per day without registering or subscribing.

Se ne deduce quindi che Google ha permesso nell’ultimo anno – tramite accordi con i proprietari – di far leggere gratuitamente gli articoli a pagamento evidenziati sulle sue pagine, ma cliccando sui link collegati all’articolo l’editore può a sua discrezione far pagare la nuova pagina che si vorrebbe leggere. La regola del cinque si riferisce al numero massimo giornaliero di articoli a pagamento usufruibili gratuitamente tramite la ricerca dal servizio di news o sul motore di ricerca. Questa la succosa novità secondo i due maggiori quotidiani italiani.

Tutto come sappiamo è partito dalla protesta di Rupert Murdoch, che con mille polemiche vorrebbe portare i suoi giornali – tra questi il Wall Street Journal – fuori dal circuito “free” di Google per farli leggere online a pagamento. L’attendibilità dei nostri primi due giornali è oltremodo messa in discussione dallo stesso WSJ, il quale ha pubblicato ieri la corretta versione (a pagamento, naturalmente) degli accordi tra Google e News Corp:

Google Inc.said Tuesday it will let publishers set a daily limit on the number of articles readers can view for free through the Internet giant’s search engine.

Quindi è falso che leggeremo gratis “solo” 5 articoli mentre gli altri saranno a pagamento, Google si è solo detta favorevole a lasciare agli editori la facoltà di impostare il numero di articoli a pagamento visibili gratuitamente sui suoi servizi.

Però è vero che noi siamo gli scrocconi del web, mentre il Corsera e Rep sono degli autorevolissimi giornali.

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