“Così senza volere siamo riusciti a parlare del povero Tartaglia, che nemmeno aveva un profilo Facebook. Peccato, ci si sarebbe trovato bene. E forse iscrivendosi a qualche gruppo idiota gli sarebbe passata la voglia di realizzare le sue idiozie nel mondo vero. Perché Internet è anche questo: una valvola di sfogo per colletti bianchi che giocano a fare gli odiatori di negri, i negatori di olocausti, gli inneggiatori a Tartaglia. Sì, non è molto coraggioso da parte loro. Ma ognuno dovrebbe essere libero di gestirsi la sua melma come vuole, finché non schizza gli altri.”
Un grande Leonardo per la prima sull’Unità.






#1 da Hirondo il giovedì 17 dicembre 2009 - 00:02:12
^__^ letto. la chiosa appare condivisibile, il resto mica tanto.
perché ripete e ripete di essersi rinchiuso in un’oasi, selezionando gli approdi: è la quadratura del cerchio?
#2 da Hirondo il giovedì 17 dicembre 2009 - 19:55:30
ciao!
infatti mi manca un termine di paragone, non ho letto Stella, non in questa occasione. o, se l’ho fatto non me lo ricordo.
però ogni tanto mi capita di leggere i commenti agli articoli del corrierone che Leonardo nomina e posso dire che sono abbastanza rappresentativi del ragionamento medio, forse con qualcosa in meno: la “moderazione all’origine”, ovvero la “cernita del gestore”.
invece racchiudersi in un’oasi di.. “benpensanti”, diciamo così, è abbastanza comune, al bar come nei socialnetwork.
“benpensanti” secondo il gruppo, eh! o secondo il singolo ché è tutto un fiorire di “è bravo perché piace a me/fa schifo perché lo dico io”.
e non da oggi.
ché una cosa è saper usare il pc e ben altra star con la gente da uguali.
c’è un pericolo non da poco nel voler “fabbricare” un mondo perfetto su internet perché la rete non è altro che il riflesso parossistico della società che abbiamo e di ciò che siamo, con tutti i nostri sprazzi di creatività.
e c’è un pericolo anche in quel “metterci la faccia” così auspicato da molti. perché è propedeutico a una sorta di “società del controllo”.
#3 da Hirondo il giovedì 17 dicembre 2009 - 23:55:51
l’anonimato non c’è mai stato, le connessioni non sono anonime.
quello che manca è la responsabilità individuale/collettiva, la stessa che è sempre più rarefatta ogni giorno sulle nostre strade, in altrettanto anonimato, che – attraverso le targhe, – vero non è.
ma è sulle strade che ci si fa male davvero.
anche internet è strada – tante strade diverse – con incroci, slarghi, piazze, osterie per i viandanti, teatrini.. e con rotonde e sensi unici obbligati sempre più numerosi.
l’artefice dell’odio non è certamente internet, come non lo è la strada, entrambi – senza di noi – oggetti inanimati ma piuttosto una sorta di “sentimento di possesso”, quello stesso dei bambini per il proprio giocattolo o di tanti per la propria auto.
perché il giocattolo è un business, un enorme business che ci vorrebbe tutti in fila ordinata come bambini alla scuola materna, col grembiulino e il fiocco e la merendina.
per gestirci ancor meglio.
che poi non sarebbe così importante essere anonimi, lo siamo comunque per un’infinità di gente e lo saremmo anche col cartellino sul petto.
e i commenti ai giornali sì, li leggo. perché ci raccontano ciò che siamo e dove stiamo andando molto più degli ” esperti”.
è quello che pensiamo – l’opinione – che ha il diritto di non essere aggredito, cosa che invece accade sempre più spesso, aggredendo chi la esprime e vestendolo di mille porcherie tanto per zittirlo.
e se fra anonimi lasciano il tempo che trovano, tu credi davvero che anonimi non fossero, cesserebbero?
no, perché l’infelicità mentale, l’invidia per chi sembra abbia immeritatamente di più, non ha questo confine.
anzi, probabilmente si esalterebbe nella ricerca del suo misero “momento di gloria”, dato che “ci mette la faccia”.
intasando del tutto i tribunali.
#4 da Hirondo il sabato 19 dicembre 2009 - 15:32:26
ciao a te! *___^
nel frattempo ho letto anche Stella su “il lato oscuro”. bel titolo! e bella opinione, ben scritta che, senza Leonardo, mi sarebbe sfuggita.
e colma di significati sottesi, provocatoria di risposte a distanza fra sacerdoti che parlano ciascuno ai propri fedeli, indicando convinti i lati oscuri dell’altro.
e di tutti, salvo essi stessi naturalmente.
però entrambi, nel loro “diverso” dispiegarsi, mantengono una correttezza, contrastando il pensiero dell’altro e non la forma che lo esprime. entrambi pongono una visione personale, a suo modo limitata come quella di ciascuno di noi.
puoi sposarla in toto per simpatia di ideale o trarne la tua, che sia zoppicante dalla semplice comparazione o nasca già diversa dalla tua esperienza.
perché “limitata”? perché non possiamo passare 24 ore al giorno a leggere gli altri, neppure con internet. e neppure loro possono ché non gli resterebbe neanche il tempo per dir la loro, pro o contro sia.
e qui c’è il primo punto, la prima differenza fra la massa di anonimi – comunque “anonimi” – e chi può contare su “un’autorevolezza” conferitagli dal numero di seguaci.
ecco, internet ha “trasformato” tutti in possibili “sacerdoti” di se stessi. o chierici, missionari.. o ha comunque dato questa possibilità. e forse è proprio questo il suo vero “lato oscuro”.
poi, se Leonardo “attacca” – per usare le tue parole – Stella, si limita alla dialettica, al contrasto del suo pensiero o del modo di esprimerlo, si guarda bene dal dargli del mangiapane a ufo o del pedofilo o peggio per schiacciarne l’espressione.
e questo è un altro “lato oscuro” che è sotto gli occhi di tutti.
ma non è del web, è del mondo. o di una sua parte consistente che vive nel bisogno di prevalere e lo sa tentare solo attraverso la maldicenza, che per loro è la scorciatoia per il palco.
da cui anche – consapevolmente o meno – armare qualche mano, dato che per essere al mondo, non occorre la patente di sanità mentale.
e tanto meno occorre per “udire dal palco”.
un palco che non è solo nel web .
ps:
nessuno anonimo e tutti a scaricare “tor”?
pps: non è vero che resti impunito se diffami da anonimo bensì sei perseguibile su querela di parte e magari capita quando ti sei del tutto scordato del fatto, fra che la persona se ne accorga e i tempi dei tribunali.
certo, forse un non anonimato favorirebbe le indagini. forse.
perché sai quanta gente probabilmente è su facebook senza sapere di esserci? o semplicemente non esiste?
quindi che tipo di non-anonimato avresti in mente? una sorta di schedatura da “stato di polizia”?
#5 da Hirondo il sabato 19 dicembre 2009 - 21:50:27
NO! non lo sto dicendo! non riferito al tipo di articoli di Leonardo o di Stella.
quindi se hai inteso questo sì, hai capito male.
lo sto dicendo riferito a quei poveri di spirito che si sentono inadeguati o incapaci a sostenere una dialettica e che quindi si inventano sconcezze su sconcezze sull’altro, per intimidirlo e zittirlo o, quanto meno, “isolarlo”, renderlo inascoltabile, e per mero calcolo politico.
ma non è del web, o non solo. vien da “fuori”, il web solo lo riprende, se vuoi l’amplifica perché lo conserva.
e l’esaltato che s’improvvisa “giustiziere” perché è stato preso da un qualsiasi gossip – raccolto sul web, su un giornale o all’osteria non fa differenza – è sempre dietro l’angolo.
perché, mi ripeto, non occorre la patente di sanità mentale per andare all’osteria o leggere un giornale come per navigare online.
quindi, e rispondo al punto 2), “l’anonimato” – nel senso di usare un nick – ci protegge un po’ tutti e non è da scambiare con paura o “vergogna di essere” ma piuttosto con la possibilità di dire senza temere ritorsioni di qualsiasi tipo o, quanto meno, confinandole nel virtuale.
Scorza, ad esempio, ragiona su un uso di condivisione responsabile, di responsabilità individuale. ma l’uso responsabile sarebbe ancor più genuino se anonimo perché dichiaratamente non teso a raccogliere consensi personali.
io penso che il ragionamento vada fatto partendo da un web che raccoglie, esaspera e talvolta recita le situazioni reali e quotidiane che raggiungono un po’ tutti noi attraverso un’informazione spesso parziale nonché superficiale anche nella sua lettura.
del resto, è in atto la “globalizzazione del sapere”, quindi dell’ignoranza.
per il punto 1): chi offusca la connessione per il gusto di diffamare qualcuno forse tanto sano di mente non è.
ps: ::D guarda che non è vero, come stan dicendo in questi giorni, che “con la rete il privato è pubblico”.
#6 da Hirondo il domenica 20 dicembre 2009 - 02:33:07
ma è per mia volontà perché a chi non si nasconde io non mi nascondo ma nel contempo esigo la sua responsabilità verso la mia libertà.
a te, non a tutti i passanti.
e anche tu, per il momento, di me sai quanto ogni passante, con in più forse – se hai trovato il tempo di indagare sulla mail – un nome anagrafico che, se è la dialettica a interessarti, resta ininfluente.
se usassi il mio nome? nulla mi cambierebbe. infatti lo uso dove ritengo vada usato ma mai per dar più enfasi al commento in un blog..
perché quando li leggo, i commenti, non mi interessa “chi” li abbia scritti bensì quel che dicono.
e lo stesso desidero sia per i miei.
e certo, “il pubblico non è privato” ma attenzione al “falso privato in pubblico” ché, se non è di pugno dell’interessato, è probabile che tanto vero non sia.
quindi la responsabilità starebbe anche nel non divulgarlo tanto per aver qualcosa da dire.
#7 da Hirondo il domenica 20 dicembre 2009 - 15:43:25
mi spiego: l’IP è “pubblico”, è come una targa dell’auto un po’ particolare.
ti porta al mio provider e al nodo e alla “porta” che trovo fruibili al momento della connessione, dati che variano.
e lì ti fermi.
certo, se tu fossi un dipendente del mio provider con accesso a determinati dati è probabile che tu possa anche andar oltre, risalendo al numero telefonico e all’intestatario ma, se lo facessi per tua mera curiosità sempre lì ti dovresti fermare e tenerlo per te.
in mail? uhm, dipende dalla mail e dalle sue motivazioni.
sui “troll” non sono tanto d’accordo: più che “per apparire” è forse gente in cerca di una giustificazione per esserci che non sa darsi.
#8 da Hirondo il domenica 20 dicembre 2009 - 18:52:35
ma, appunto, sarebbe “in via esclusivamente illegale”.
e con tutte le possibili conseguenze del caso.
e senza illegalità.
e se quel “personalmente” vuol significare una birra in compagnia, perché no?
[però niente tessera.
sulle “motivazioni”, troll o non troll: internet altro non è che un prodotto della tecnica del nostro tempo.
quindi “esserci” non è altro che essere al mondo.
e giustificarsi per “esserci” equivarrebbe a giustificarsi per essere al mondo.
#9 da Hirondo il domenica 20 dicembre 2009 - 22:36:24
quindi, perché per tanta gente sembra invece esserlo, importante?
#10 da lufo88 il domenica 20 dicembre 2009 - 23:54:47
A me cambierebbe usare nome e cognome perché la gente malata, e ce ne sono, a cui magari sto sul C riuscirebbe a rintracciarmi (in tutta Italia ci sono pochi con il mio nome e cognome e nella mia città sono l’unico).
Per quanto riguarda l’essere anonimi ha ragione Jack, in Internet si lasciano tracce a destra e a manca senza neanche accorgersene. Meglio far valere il diritto alla privacy.
ciao ciao
#11 da Hirondo il lunedì 21 dicembre 2009 - 12:59:52
@ Jack: qui non comunichi con “una persona” ma con una potenziale infinità di occhi, più o meno collegati ai loro cervelli.
esattamente come la televisione o un qualsiasi giornale.
e di chi materialmente abbia scritto – o ci legga – la notizia non ce ne frega alcunché, di solito.
a meno che non siamo in cerca di chi ci spieghi cosa pensarne, ovvero quale ne sia il sunto o la morale più “politically correct” [di parte] a cui adeguarsi e diffondere o su cui litigare e così via.
e più l’opinione del singolo acquista seguaci, più diventa “vera” e il suo autore una star, che lo sia fra i lettori del quotidiano o quelli del blog.
ché qui sta uno dei paradossi di internet: ci ha resi tutti possibili “star di opinione” però rosicchiando spazio alle star della stampa solo in teoria, dato che la maggior parte si limita a far proprie le loro opinioni, e dando per scontato che così sia per tutti.
da questo penso derivi per una parte – anche consistente – il bisogno di identificazione, perché l’opinione acquista “corpo” in base al numero di seguaci e col nome viene quasi automaticamente resa veritiera.
invece è proprio chi “ci mette la faccia” che spesso diffonde le balle più grosse, sfruttando il meccanismo.
[;) per dirla con un'antica battuta, "gli asini volano, io non li ho mai visti ma ci credo perché l'ha detto Bertinotti"]
a questo, su internet si aggiunge un altro meccanismo, che per render l’idea chiamo “paternalistico” : chiamare per nome uno – che si conosca o meno nella propria realtà – per imporglisi virtualmente, o il chiamarsi per nome fra un gruppo ristretto per imporsi nei confronti degli altri.
@ lufo88:
se ti riferisci a nick, è una possibilità remota. chi è assatanato nel web, il classico nick spaccamondo, facilmente è una persona schiva, “schiacciata” dalla sua realtà e in cerca di sfogo.
il che non toglie che potrebbero effettivamente – con un martellamento ripetuto – “caricare” una mente labile fra chi ronza nel tuo quotidiano, sconosciuto a loro e a te e che potrebbe trasformarti nel suo personale “vaso di Pandora”.
e magari non proprio te ma qualcun altro al posto tuo ché, sai com’è, “vox populi”.. ci può cader chiunque:
http://www.ilgazzettino.it/articolo.php?id=83764&ordine=asc
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=84896&sez=NORDEST
#12 da Hirondo il lunedì 21 dicembre 2009 - 19:50:14
e, a proposito di opinioni, anche questa è interessante:
http://www.corriere.it/politica/09_dicembre_21/costituzione-web-censura-facebook-social-network-marco-orofino_86b96f00-ee22-11de-9127-00144f02aabc.shtml
#13 da Hirondo il lunedì 21 dicembre 2009 - 21:15:54
io però ho seguito l’ordine, ein, zwei, drei.
stavo leggendo i tuoi link sopra che sono alquanto in tema proprio con “stelle di melma” nel suo significato più terraterra.
vuoi davvero un’opinione su quel che hai scritto “di là”"?
ti avviso, non ti piacerà.
e se quel testo parlasse del figlio di D’alema sarebbe esattamente la stessa.
#14 da Hirondo il lunedì 21 dicembre 2009 - 22:19:02
http://www.openworldblog.org/2009/12/21/i-pseudonimi/
vuoi un commento sullo scritto che hai linkato in quel link?
lo vuoi lì o lo posso far qui, dato che sarebbe perfettamente in tema con questo argomento?
#15 da Hirondo il martedì 22 dicembre 2009 - 17:49:37
[e comunque "qui" intendevo. la domanda era se in "i pseudonimi" o in "stelle di melma", dato che mi pare in tema con quest'ultimo]
premetto che non sono un giudice e non sono un avvocato.
guarda che venir bocciati dalla scuola italiana potrebbe anche diventare sinonimo di intelligenza/cultura alternativa dato che girano insigni laureati di questo tipo:
ritengo però, da passante, che un “manifesto” del genere, sul sito di una sezione di partito, sia controproducente proprio per la stessa perché ti fa “toccare con mano” il fine principale, pur mascherato superficialmente di ironia
e soprattutto quel che sembra dica a un “non-allineato” è “non ho idee, non ho proposte, quindi spargo farina d’accatto, chissà che qualche pizzico non finisca nel mio sacco”.
nello stesso tempo è abbastanza ben costruito per vanificare un’eventuale querela, proprio perché riprende vecchie bufale e altrettanto vecchie smentite, roba della scorsa estate che politicamente è appunto antica.
però poi – anche se prende velatamente le distanze dalle bufale – le propaga e c’è quel “trota” ripetuto che non lo rende innocente dato che sembra arrotondarsi nella goduria di scriverlo, contribuendo all’irrisione di un ragazzo che non mi pare sia – ancora – un artefice della politica italiana e neppure lombarda.
e poi, che gusto c’è a prender in giro uno perché è stato bocciato?
http://www.corriere.it/cronache/09_dicembre_22/orbetello-concorso-tutti-bocciati-gasperetti_71abd676-eeda-11de-82de-00144f02aabc.shtml
quindi la prima domanda che un passante si pone è “perché ne ri-parlano ora?”
io penso di aver individuato un due/tre possibili risposte:
.- suggerire un termine di paragone con l’oggetto degli articoli precedenti e successivi, una sorta di “vedi che noi siamo migliori”
.- prendere – malamente – le distanze dall’aggressione a Berlusconi
.- godere della supposta umiliazione del “figlio di”, mentre lo si usa per colpire il padre, non “trota” quindi ma “amo per trote”, le proprie.
****
hai da qualche giorno una citazione di Wales che campeggia in home: “Immagina se ogni persona sulla terra potesse condividere con accesso libero e totale tutta la conoscenza umana”.
il buffo è che già, in gran parte, si può ma non si fa, correr dietro alla fuffa è così liberatorio?.
anche questo incide non poco sul propagare le bufale, anche per mero calcolo nel classico “mors tua vita mea”.
per dire, i siti dell’unione eu son abbastanza prodighi di informazioni, anche sull’iter degli assistenti.
assistenti personali che in genere vengon scelti dal deputato [o dal suo partito] per ovvie ragioni e attraverso un percorso che non è proprio “standard” anche se lo è in un altro senso:
http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+IM-PRESS+20070209FCS02971+0+DOC+XML+V0//IT
non ho interesse al momento ad approfondire la composizione direzionale dell’expo di milano ma, se tu vuoi, è qua:
http://www.milanoexpo-2015.com/ita/consiglio-di-amministrazione.htm
[le altre "entità" son nella finestrella sulla stessa pagina]
tutto il resto è truppa, a concorso o a chiamata nomitativa sia, fino all’ultimo fattorino.
e, nel caso fosse, un lavoro di truppa è nel diritto di tutti, anche dei “figli di”.
****
ah, tornando all’articoletto: non dimenticare che la gente spesso legge a spizzichi e fin troppo spesso non quel che c’è scritto ma quel che vuol trovare.
è quindi abbastanza normale che un tuo accolito ti faccia i complimenti mentre un opposto vedrà solo offese.
ps: anch’io “rivoglio il mio Paese” ma “quel Paese” c’è mai stato?
o era solo un sogno raccontato che internet ha spogliato?
#16 da Hirondo il mercoledì 23 dicembre 2009 - 00:09:21
e i tuoi “però” trovan la loro sintesi in “BB”.
“dove sono andati i tempi di una volta per Giunone
quando ci voleva per fare il mestiere anche un po’ di vocazione”.
#17 da Hirondo il giovedì 24 dicembre 2009 - 00:20:37
ma che sia nato principalmente per i locali iscritti, simpatizzanti e cittadini, non toglie che sia una piazza spalancata sul mondo.
pubblica, dunque.
e sta a voi far in modo che non appaia – o non sia – discriminatoria a – o per – qualsiasi passante.
ovvero che non appaia inversa a ciò che predicate.
perché in quel tuo “pezzo” si avverte una chiusura più che un’apertura, proprio come nell’opinione che ha dato origine a questo nostro dibattito.
ora non vorrei che il mio spirito libero ti faccia sentire in difficoltà:
che la notizia sia vecchia e smentita lo dici chiaramente nel post ma non spieghi perché l’hai rievocata, si può solo intuire: gettar discredito sull’avversario – nonché, di straforo sulla superficialità di molti giornali – e cavalcando ora un’azione difensiva.
e questo può portar a pensare che anche le accuse ricevute che ora rivendichi non sian poi così pregnanti.
e che il tutto sia nato da un suggerimento altro – alquanto di cattivo gusto – per me era evidente perché “quel” post non appartiene al tuo modo di essere che conosco da questo blog.
poi, se “trota” sia un appellativo “anche di suo padre” non lo so. in ogni caso se è in famiglia, in famiglia deve rimanere e anche se udito pubblicamente nessun estraneo ha il diritto di appropriarsene.
e questo è uno dei fondamenti della libertà.
su certi articoli “giornalistici” mi par che ti ho già detto la mia: gli spazi vuoti van riempiti, possibilmente superando il condizionale del vero. e se fa rumore vende, si sa.
ad altrettanta superficialità, nella solita legge di mercato.
poi, il tuo – o vostro – pensiero sulla lega o qualsiasi altro partito, posto nei termini in cui l’hai esposto, credi vi faccia apparire diversi?
con un sorriso.
ché tu puoi dirmi che sono cattiva ma non significa che tu sia buono.
anzi, dai piuttosto l’impressione di essere ben più perfido di quel che accusi.
ché quella chiosa, “noi non siamo terroristi”, postando un falso recidivo assume proprio il significato che neghi.
magari a una lettura superficiale no, per me sì.
#18 da Hirondo il giovedì 24 dicembre 2009 - 18:46:27
saranno anarchici o all’inseguimento di una cometa?
#19 da Jack il giovedì 17 dicembre 2009 - 18:03:41
Ma sì dai, è solo l’ennesimo punto di vista contro Stella. E che sarà mai! Solamente qualche n-migliaio di persone che parlano male di quell’articolo mentre gli altri non l’hanno nemmeno letto. Eh sì, è proprio la quadratura del cerchio
Ciao Hirondo e bentornato
#20 da Jack il giovedì 17 dicembre 2009 - 20:27:17
Non ti credevo uno di quelli che legge i commenti dei giornali sai! Sono d’accordo, se provi a fartene una ragione su quei commenti si rischia seriamente la demenza
Internet, come al bar o in birreria con gli amici, ci fa essere quello che realmente siamo senza quei freni inibitori che solitamente usiamo quotidianamente al di fuori dei contesti normali – lavoro, famiglia ecc. Il dubbio, e ne parla benissimo Leonardo sul suo blog e su questo primo articolo sull’Unità, è che anche chi dovrebbe fare un’informazione documentata e realistica, navighi nella pozza – melma, appunto – e si aprano voragini che in questo particolare momento ne possiamo benissimo fare a meno. Chiaramente sono punti di vista e non tutti possiamo essere d’accordo, ma l’idea è naturalmente quella. Devo dirti la verità, io sono uno di quelli che crede in un auspicabile dibattito per eliminare l’anonimato in rete. Chiaramente con punti ben precisi e senza assolutamente discriminazioni di alcun tipo. Certo, se poi cerchiamo di indicare l’artefice dell’odio in internet, beh, a quel punto le mie convinzioni vacillano non poco. È dura la vita!
Ciao
#21 da Jack il sabato 19 dicembre 2009 - 13:24:11
Ti sbagli, esistono software che rendono assolutamente anonima sia la connessione che gli utenti. Non si potrebbe pensare altrimenti perché sennò in Iran ci sarebbe stata una strage di attivisti, e non è successo. Uno di questi è Tor a cui si deve la maggior parte del contributo di anonimato in rete.
Internet non è chiaramente la madre di tutti i mali, come non è assolutamente vero che con i cartellini sul petto continueremo ad essere anonimi – vedi lo stesso discorso sull’anonimato in Iran – perché se tu diffami se sei anonimo resti impunito, ma se sei visibile verresti immediatamente intercettato. Se poi guardiamo con l’occhio del complottismo ad ogni costo, beh, a quel punto potremmo facilmente pensare che in Italia chi chiede la rimozione per legge dell’anonimato la chiede per secondi scopi e non perché veramente utile. Sul cessare le aggressioni di chi la pensa diversamente ti rispondo con un vecchio proverbio: la madre degli stupidi è sempre incinta. Il momento di gloria è figlio di questa cultura cerebrolesa in cui viviamo, e anonimato e no, finché i nostri organi d’informazione metteranno sul piedistallo mediatico chi commette i reati invece di chi li subisce, i tribunali quotidiani saranno sempre stracolmi.
Ciao
ps: i commenti ho perso l’abitudine di leggerli – soprattutto quelli su YouTube e sui blog giustizialisti tipo Grillo, ma anche quelli sui giornali online più estremisti come il Giornale e Rep – perché voglio mantenermi sano di mente
#22 da Jack il sabato 19 dicembre 2009 - 18:59:05
Fammi capire bene: stai per caso dicendo che articoli del genere hanno la capacità di armare la mano delle persone come dicono dalle alte sfere? Dimmi che ho capito male!
per i PS:
1) Se diffami da anonimo, mi spieghi come fanno a beccarti se non possono avere i tuoi dati reali? Anonimo nel caso usi strumenti che offuscano la tua connessione naturalmente, non quello del mettere un nick al posto del nome reale
2) No, non arrivo fino a questo punto. Basterebbe firmarsi col proprio nome, tanto per cominciare, come fa la stragrande maggioranza degli utenti italiani. Poi per la legiferazione basterebbe che il Governo si sedesse ad un tavolo con i tanti esperti di rete che bazzicano dalle loro parti (Scorza e Fuggetta i primi che mi vengono in mente) e stilare delle linee di principio da cui partire. Il resto verrà da se, l’importante è non dare per scontato che la rete sia il male e l’anonimato un nemico da abbattere a tutti i costi.
Spero sia stato abbastanza chiaro su questo punto…
Ciao
ps: non ti obbligo a palesarti eh!
#23 da Jack il sabato 19 dicembre 2009 - 22:35:28
Il nick non è che poi nasconde così tanto: commentando mi hai lasciato la tua mail – che potrebbe benissimo essere anche falsa, ma non cambia le cose – però ho anche il tuo IP, per cui il tuo anonimato è solo esteriore. Ergo, anonimato e diffamazione non vanno quasi mai a braccetto, ma sono due cose separate perché chi vuole diffamare-offendere-insultare-sputtanare-ecc. non essendo sano di mente come dici, non credo abbia nemmeno la prontezza di usare dei sistemi di offuscamento che gli permetterebbero di essere realmente anonimo.
Scorza ragiona a 360 gradi, quindi il suo è un discorso da “avvocato della rete” qual è, e quindi non andrebbero – giustamente – enfatizzati comportamenti ritenuti blasfemi, dove per blasfemi intendo comportamenti non razionali e/o al limite delle decenza egocentrica. Quella la reputo più che altro demenza.
E per rispondere alla tua ultima affermazione: certo che in rete il pubblico NON è privato, anche e non solo perché posso decidere autonomamente cosa far vedere e cosa lasciare privato. Dunque anche in rete si usano gli stessi sistemi di qualsiasi prodotto editoriale generalista (o come i vecchi diari personali di una volta).
Una domanda: cosa ti cambierebbe se usassi il tuo nome in rete, dato che non sei il tipo che offende nei commenti?
Ciao
#24 da Jack il domenica 20 dicembre 2009 - 14:05:54
È una parola grossa dire che non posso risalire a te dall’IP!

Sul serio, a me non interessa nulla sapere se la mail di chi commenta è vera o falsa, l’importante che non si offenda nessuno e che – se possibile – si resti in tema col post… e questo vale anche per te, caro Hirondo, non ho nessun motivo per risalire alla tua identità dato che è un tuo diritto scegliere autonomamente quale nome indicare per commentare
Se volessi sapere il tuo nome mi basterebbe mandarti una mail con la richiesta, non credo avresti tutti questi problemi a comunicarmelo.
Per il resto sono d’accordo con un minimo distinguo: i troll in rete proliferano soprattutto perché non hanno nulla da dire, ma solo per apparire.
Ciao
#25 da Jack il domenica 20 dicembre 2009 - 16:30:40
In via esclusivamente illegale e/o senza fine particolare, si che si può. Prova a farti un giro in rete e ne vedrai delle belle
No dai, non voglio sapere come ti chiami se non sei tu personalmente a dirmelo. Per i troll è entrambe le soluzioni secondo me: apparire senza giustificarne le motivazioni.
Ciao
#26 da Jack il domenica 20 dicembre 2009 - 19:32:56
Mi sarò espresso male: per me NON è importante sapere il vero nome di chi commenta. Il mio socio sul blog usa un nick, io stesso fino all’anno scorso usavo Phate come nick praticamente ovunque, e quindi vedi quanto NON sia importante per me
[ps: se davvero mi hai messo in condizioni di saperlo, quel giorno probabilmente ero sbronzo. Per la birretta sono sempre disponibile: non sia mai che mi tiri indietro ad un invito del genere (e senza tessera, tranquillo, non sono il tesoriere del mio partito)
]
#27 da Jack il domenica 20 dicembre 2009 - 23:25:59
Mah, forse perché sarebbe bello comunicare con una persona sapendo il suo nome e non solo il suo pseudonimo. Non è tanto un problema di importanza quanto di correttezza, chiaramente va da se che la correttezza non si misura da questo, però potrebbe essere un gran bel passo avanti.
Byez
#28 da Jack il lunedì 21 dicembre 2009 - 15:08:17
Hirondo mi stai diventando il teologo della teoria internettiana
Bella la battuta, non l’avevo ancora sentita
ma è davvero di Berti o è una leggenda metropolitana?
[Update: Hirondo adesso ho capito CHI sei ma soprattutto COSA hai fatto. Complimenti, ma tanti
]
#29 da Jack il lunedì 21 dicembre 2009 - 15:08:45
Quante seghe mentali che vi fate però
#30 da Jack il lunedì 21 dicembre 2009 - 20:22:38
Mi deludi per l’update o per la mia prima affermazione?
#31 da Jack il lunedì 21 dicembre 2009 - 21:21:35
Hirondo tu hai la capacità di farmi perdere
Per l’opinione non ho problemi, ormai dovresti saperlo, qui si accetta tutto tranne gli insulti
#32 da Jack il martedì 22 dicembre 2009 - 14:12:32
Puoi farlo dove vuoi, solo che qui posso risponderti liberamente, lì invece devo attenermi alle policy aziendali
#33 da Jack il martedì 22 dicembre 2009 - 22:23:18
No fa una grinza ma ci sono dei però che – purtroppo – non posso raccontare nemmeno in questo blog. Mi spiace
#34 da Jack il mercoledì 23 dicembre 2009 - 15:07:30
Commetti l’errore di credere che quello sia un sito d’informazione. Non lo è: è un sito istituzionale e locale. Ripeto: LOCALE (non è urlato eh!).
Le notizie che pubblichiamo sono per lo più riguardanti le comunicazioni tra il circolo di Cordenons e i suoi iscritti e sostenitori, e – ultimo ma assolutamente non ultimo – i suoi cittadini. Capita spesso (per merito mio aggiungerei) di postare notizie “esterne” alla provincia pordenonese come in questo caso, ma non significa che debbano essere fresche di stampa o appena diramate dalle agenzie. No, non è questo lo scopo del sito.
Rispondo in maniera sintetica e generale alle tue domande/risposte:
Cordenons è un piccolo centro, e anche se una buonissima fetta di elettorato è di centrosinistra non vuol dire che il centrodestra sia inesistente, anzi. Il clima di tensione che si è palpato in questa ultima settimana, ha fatto sì che molti sostenitori e/o simpatizzanti della Lega in città siano stati “invogliati” a credere che la colpa dell’attentato a Berlusconi fosse anche colpa nostra (nostra di Cordenons), spesso venivano fatte delle accuse – dette tra le righe e a denti stretti – con le quali si incolpava l’elettorato di centrosinistra locale dei guai del PresdelCons. Capirai che se si viene attaccati è naturale difendersi. E questo è stato fatto, in modo retorico, ironico e goliardico, ma è stato un atto difensivo a tutti gli effetti. Per cui, quando l’altro giorno il mio segretario mi ha inviato una mail con due articoli di giornali riguardanti “Trota” (lo chiama così suo padre, mica solo io…), a quel punto ho pensato di farne un post, sapendo a priori della bufala, e di mettere esattamente in risalto la bufala e il “nick” di Renzo.
Attenzione però, la storia dei 12k è solamente lo spunto, l’articolo ha messo in evidenza ben altro! Ci sta che racconta come la Lega non sia quel pozzo di rettitudine che vogliono farci credere, ma si mette soprattutto in evidenza l’inettitudine di alcuni giornali nel prendere una bufala e costruirci sopra una storia con tanto di notizia sul nepotismo padano.
La notizia di fondo è proprio questa, e cerco di farla capire con la chiusura “non siamo dei terroristi“, ovvero ricondurre d’attualità il clima campale che il centrodestra sta portando all’attenzione dei loro seguaci. Quindi le tue supposizioni sono tutte e tre esatte ma allo stesso tempo tutte sbagliate.
Un ultimo dato prima di chiudere. Il mio post non vuole affatto offendere o qualsiasi altra cosa di negativo si possa pensare sulle persone bocciate, il pezzo parla di Trota, di nepotismo e di bufale.
Non ho nulla contro chi perde gli anni scolastici, anche perché il pulpito è accessibile ai puri, non ad uno che ha perso due anni scolastici
Spero sia stato esauriente.
Ciao
#35 da Jack il giovedì 24 dicembre 2009 - 10:42:17
Difatti il post voleva finire con un sorriso. Non ci sono riuscito, peggio per me? (
)