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21 gennaio 2010 di Giacomo Lagona in Notizie 5 commenti
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Appena il tempo di capire cosa mi ha mandato¹ la Serracchiani per posta elettronica, che in giro ne ho visto un altro di Civati.

¹ è un pdf dove vengono studiati gli immigrati in Italia e dove si smentiscono alcune delle più nobili voci anti-immigrazione.


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Chi è Giacomo Lagona

Si occupa di comunicazione per il PD friulano. Gli piacciono le elezioni e le campagne elettorali, la politica americana e le primarie statunitensi. Caporedattore di Lavika, scrive anche su AgoraVox. Ha pubblicato su Giornalettismo e iMille. La bio completa qui.

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  • Hirondo

    *___* ecco come nascono i casotti!
    se leggevi fino a pagina 14 quello di Debora (tuo link, il primo) ci trovavi
    “Il presente prontuario è dedicato alla sciura Maria.
    Da un’idea di Andrea Civati.
    Hanno collaborato: Giuseppe Civati, Ilda Curti, Ernesto Ruffini, Roberto Tricarico.
    Grazie a Alessandro Capriccioli e Francesca Terzoni.
    È un’iniziativa de La «banda» larga – http://www.ibandalarga.it
    La presente è la versione 1.0.”

    neppure io l’ho letto tutto, eh! però, restando all’inizio, direi che la “percezione 23%” sia logica data la “propensione” degli immigrati a “riunirsi” in determinati quartieri.
    (il che porta anche al “discorso scuole” perché le nostre scuole – elementari e medie – sono “di quartiere” e se la maggioranza del quartiere è costituita da immigrati va da sé che anche gli iscritti.. e più si aspetta, più l’inversione è difficoltosa allontanando anche l’integrazione)

    non ho letto tutto, ora non ne ho il tempo. e se credi che mi leggo 14 pagine a video…. ;P
    ora lo stampo e poi farò le mie osservazioni. ;)

  • http://www.openworldblog.org/ Jack

    Ma sì che l’ho letto! Allora a che pro linkavo Civati se non l’avessi letto eh? :D

  • Hirondo

    ;) aha! allora “copione” sta per “prossima recita”?

    perché, vedi, un po’ dice cose ovvie e un po’ tira acqua al mulino, come per ogni cosa in questa “politica” di contrapposizione, tesa a “vincere” purchessia.
    per esempio, a pagina 6: “gli immigrati hanno studiato, il 37% ha una laurea”.
    verissimo, forse sono anche di più. e aggiungo che molti magari non conoscono l’italiano ma spesso almeno due altre lingue oltre alla loro.
    ma tu vallo a spiegare all’immaginario collettivo italiano, in parte ancora tutto preso in certe storiche “idee di superiorità”, assorbite fin da piccoli.
    le stesse più avallate che altro da quel “braccia reclamate dagli industriali e dall’agricoltura” così ripetuto, quasi a voler dar l’idea di una “giusta servitù” e di italiani che non si voglion sporcar le mani. sarà anche un bello slogan, di presa, ma umiliante sia per gli immigrati, ridotti a “cose utili”, che per tutti quegli italiani che ormai, per la disperazione, fan presidio sui tetti delle fabbriche.

    poi, lingua e “accoglienza e integrazione a scuola”, è altrettanto ovvio che non si può far il calderone “stranieri”: l’immigrazione non è iniziata oggi, c’è gente che è qui da vent’anni e più, che ha avuto i figli qui, e altri che ai figli si riuniscono nei termini dell’avvicinamento famigliare.
    è ovvio che va fatta una distinzione: il bambino nato qui, sempre che non sia vissuto in un “ghetto” ascoltando e parlando solo la sua lingua madre, è in grado di imparare a scrivere in italiano – e il resto – come tutti. quelli che invece arrivano ex-novo – e di ogni età – e sono magari anche più avanti dei coetanei stanziali ma non possono esprimerlo – è facile vengano inseriti in una classe di più piccoli.
    un corso d’italiano dedicato – e una verifica delle competenze – non sarebbe meno sofferenza?
    potrebbe anche farli inserire nella classe successiva invece che nella precedente.. perché penso sia frustrante stare in un banco senza capire, aspettando che siano i compagni ad insegnarti ad esprimerti mentre il programma corre.
    cosa evidenziata anche dalle tabelle a pagina 11, che segnalano il 71,8 di “alunni stranieri in ritardo” nella scuola secondaria.

    no, la “sciura Maria” non la convinci con questo papiro. anzi, col paragone dell’ultimo capoverso, si potrebbe chiedere se vi siete scordati che in italia anche agli sfruttati tocca mangiare ai prezzi italiani. o digiunare.
    per dire che sì, loro l’accettano e per tutti i motivi che vuoi, ma il disonore è tutto di chi permette che non abbiano altra scelta.

    e ce ne sarebbe da dire, a partire dalla cittadinanza.. abbiamo tempo. ;)

    • http://www.openworldblog.org/ Jack

      Ma sì che c’hai ragione… beh, vedremo dai :D

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