Mi trovo assolutamente d’accordo con il discorso di Pietro sulle centrali nucleari in Italia su cui si è detto troppo e male in queste ultime settimane.
“Undici regioni hanno già fatto ricorso alla Corte Costituzionale contro l’atto legislativo che stabilisce il ritorno al nucleare imponendolo con un atto d’imperio supportato dal segreto di Stato, con l’aggiunta di Sardegna e Sicilia che, pur non avendo firmato il ricorso, hanno mostrato la propria contrarietà alla presenza di centrali nucleari all’interno del proprio territorio. Sarebbe corretto che i candidati alla presidenza delle varie Regioni dichiarassero con chiarezza, prima delle elezioni, di essere favorevoli o meno alla costruzione di centrali nucleari all’interno del proprio territorio. Una mobilitazione della rete, in tal senso, potrebbe rivelarsi utile.“






#1 da Pietro Raffa il venerdì 12 febbraio 2010 - 19:34:05
Ciao e grazie per il link. Tra l’altro se noti le dichiarazioni di questi giorni puoi notare che la coerenza dei candidati è pari a zero..
Pietro
#2 da Jack il sabato 13 febbraio 2010 - 13:43:22
Ciao Pietro, il nucleare è uno dei problemi mai risolti in Italia, è dunque abbastanza normale che i politici candidati ad una qualsiasi carica appena più importante del delegato aziendale se ne lavino le mani. Tu parli di coerenza, perché hai ricordi di qualcuno coerente nei governi degli ultimi 30 anni?
Ciao
#3 da Pietro Raffa il sabato 13 febbraio 2010 - 15:37:52
A me la storia del “siccome tutti si comportano in un modo allora anche io” non è mai piaciuta. Il paradosso, in questo caso, è che gente come Zaia a Roma, da ministro, vota in un modo e poi arriva in Veneto e si rimangia tutto.
#4 da Jack il sabato 13 febbraio 2010 - 17:09:06
La coerenza che dicevo è proprio questa
#5 da Hirondo il domenica 14 febbraio 2010 - 00:48:36
piccola opinione detta chiaramente:
sono almeno cinque anni che ENEL va a braccetto con EDF in Francia.
niente di strano che ora ricambi.
proprio come non è strano che la loro nuova società al 50% per l’Italia fosse già bella pronta in occasione della “legge delega” estiva.
e non sarebbe molto diverso se al governo ci fosse qualcun altro perché da tempo – da sempre – i governi sono succubi delle esigenze economiche.
e poco conta che i vari candidati attuali in alcune regioni siano o meno favorevoli.
solo un esempio: in FVG si son succeduti tre governi diversi da quando son spuntati i progetti per i vari elettrodotti (Terna, privati, ecc.), provocando nel tempo una massa di parole confuse e di probabilmente inutili proteste popolari.
poi. al di là dello stoccaggio delle scorie e di tutto il resto – argomento vasto di per sé – quello che colpisce l’immaginario è il pericolo della vicinanza, pur se “falso demagogico”.
perché l’italia è piccola rispetto ai venti e siamo comunque a rischio se succedesse un disastro in Francia o in Slovenia.
e le scorie già da tempo transitano copiose.
il problema è che la politica in generale sembra essere miope sulle prospettive future perché se il petrolio sta finendo anche il nucleare attuale non ha lunga vita mentre il futuro avrà sempre maggior necessità di energia.
quindi, invece di accorpamenti in due, tre, quattro megacentrali ad alto rischio sarebbe auspicabile un piano alternativo di produzione di energia locale nella misura sufficiente per le esigenze di ogni singolo territorio, sfruttando ogni possibile fonte, soprattutto se rinnovabile.
cosa che inoltre sarebbe più che gestibile dalla tecnologia attuale.
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