IPR Marketing ha fatto un sondaggio su chi, secondo l’elettorato di centrosinistra, tra Nichi Vendola e Pierluigi Bersani potrebbe battere Berlusconi alle prossime politiche.
Dando per scontato che il valore di questi sondaggi è praticamente zero, è molto utile però capire come in questo momento si muove l’elettorato di centrosinistra e su chi, tra i due maggiori contendenti alla sfida del 2013, possa competere con maggiori favori alla carica di premier. Il sondaggio – fatto su un campione di 600 persone residenti in Italia, disaggregati per sesso, età ed area di residenza – propone una serie di domande di routine che vanno dall’affidabilità all’onestà, dall’autorevolezza alla concretezza. Sostanzialmente Ipr fa due serie di domande: la prima sul profilo personale dei candidati e del loro modo di fare politica; la seconda invece va più nello specifico chiedendo a chi dei due andrà il voto sia per una possibile tornata di primarie che su scala nazionale per le prossime elezioni.
Sul profilo personale Bersani prende due terzi delle preferenze risultando più onesto, sincero, preparato, moderato, affidabile, determinato e concreto del suo avversario. Però anche sulla fiducia il segretario del Pd ha 14 punti di margine sul leader di SeL. Un’attenta analisi però ci dice un’altra cosa.
Pierluigi Bersani vince la somma di “Molto+Abbastanza” con 77 voti a 63. Ma tra “Molto” e “Abbastanza” i dati sono considerevolmente distanti: nel segretario del Pd 58 persone hanno ABBASTANZA fiducia contro i 32 di Vendola; al contrario 32 persone su cento credono MOLTO in Vendola contro le 19 a favore di Bersani. Altre distanze sono nei dati negativi: sommando le percentuali di chi ha poca fiducia e di chi non ne ha nessuna, Bersani quasi doppia Vendola attestandosi al 22% contro il 13% del suo avversario. Praticamente chi crede poco nei due candidati, se dovesse fare una scelta questa cadrebbe su Vendola.
Ciò comporta che il segretario Pd vince grazie a coloro che hanno “abbastanza” fiducia in lui (potrebbero essere i moderati, ad esempio), ma senza esagerare… Mentre Vendola è “molto” più amato di Bersani raccogliendo quasi il 50% in più delle preferenze dell’avversario (stesso discorso: i più estremisti?).
Confrontando invece i dati per singola appartenenza partitica, si capisce in che modo Bersani fa tabula rasa di Vendola. Bersani vince facilmente tra gli elettori del Partito Democratico (86 a 67) e tra gli indecisi (80 a 52), mentre la forbice si restringe un po’ tra gli elettori degli altri partiti di centrosinistra, 72 a 60. Ma il presidente della Puglia piglia quasi venti punti di vantaggio tra gli elettori dell’Idv: 76 a 58. Ed è questo il dato politicamente più importante di questo sondaggio: sapendo che Di Pietro si è sempre contraddistinto per l’opposizione ad oltranza a Nichi Vendola in questi anni - anche durante le primarie in Puglia e poi non condividendo la coalizione nata da quella vittoria -, i suoi elettori danno molta fiducia al leader di Sinistra e Libertà contrapponendosi al leader dell’Italia dei valori. Sembra quasi una rivolta contro di Di Pietro.
L’ultima infografica mostra quale dei due candidati voterebbero gli intervistati, sia su base nazionale che di primarie di coalizione, per la carica di leader nel centrosinistra. Anche qui le sorprese non mancano.
Trovo quasi esilarante, ma inverosimile, che Bersani verrebbe votato alle primarie solo dagli elettori indecisi di centrosinistra, mentre Vendola avrebbe il voto degli elettori del Pd (anche se per soli 4 punti), di Idv (56 a 44) e quello degli altri partiti minoritari (64 a 36). Stesso discorso, ma con distacchi più pronunciati, per chi si dovrebbe battere con Silvio Berlusconi alle politiche del 2013.
Tra gli elettori del Pd Vendola batte Bersani di 24 punti, 53 a 29; per gli elettori dell’Idv non c’è storia, Vendola verrebbe votato da 49 elettori e Bersani solo da 19; ancora una volta l’apoteosi arriva dagli elettori dei partiti di minoranza: 63 Vendola, 27 Bersani. Un distacco di 36 punti.
Come nel caso delle primarie, anche per gli elettori indecisi al governo è meglio Bersani che Vendola: per il leader del Pd votano cinquanta intervistati su cento, mentre per Vendola la percentuale si ferma al trenta.
La media comunque è a favore di Vendola per pochissimo, 51 a 49, e anche se questo sondaggio è inutile fa capire in che modo si muove l’elettorato di centrosinistra, come è stata percepita la candidatura alle primarie del governatore pugliese, e in che modo si sovrappone al presente dell’attuale opposizione.
I dati naturalmente non sono incoraggianti per il Partito Democratico, e immagino che nemmeno Bersani ne sia felice, però può essere un buon punto di partenza per il Pd e per tutto il centrosinistra di casa nostra. In fondo bisogna crederci e pensare che ogni tanto i sogni possono avverarsi. Non si sa mai…
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[...] Vendola fa fuori Bersani «Trovo quasi esilarante, ma inverosimile, che Bersani verrebbe votato alle primarie solo dagli elettori indecisi di centrosinistra, mentre Vendola avrebbe il voto degli elettori del Pd (anche se per soli 4 punti), di Idv (56 a 44) e quello degli altri partiti minoritari (64 a 36). Stesso discorso, ma con distacchi più pronunciati, per chi si dovrebbe battere con Silvio Berlusconi alle politiche del 2013.» [...]