Marco fa un bell’esercizio di stile sostituendo Pdl con Pd, Fini con Di Pietro e Vendola, Berlusconi con Bersani e Veltroni. Il risultato è assolutamente realistico nonché fantastico.

Il Partito Democratico è un partito costruito a immagine e somiglianza di Walter Veltroni: convention con acclamazioni, jingle che sembrano canzoncine di Jovanotti, una schiera di parlamentari che ben che vada portano un devoto rispetto al leader. E’ stata in parte così l’esperienza di DSMargherita. E’ così, con alcune esacerbazioni inacettabili, il Pd. C’è chi da anni chiede un partito diverso. Lo fa parlando di primarie, di giovani, di meritocrazia. Lo fa perché non condivide l’idea che i parlamentari vengano nominati da uno stretto giro di segreterie a loro volta nominate da un giro ancor più stretto nominato da nessuno. Questo è. E ne abbiamo parlato così tante volte, nel nostro piccolo, da risultare noiosi ai più. Ma lo abbiamo fatto con la precisa convinzione che questo partito si potesse cambiare, che per questo partito valesse la pena di spendere due gocce di credibilità personale e di metterci la faccia.

Ci chiamavano dissidenti, qualcuno ci guardava con sospetto, qualcun altro con favore. In ogni caso ci guardavano. Non siamo mai stati tanti e non abbiamo mai avuto le luci della ribalta, anche perché in DS e Margherita prima e nel Pd poi ci siamo sempre stati con convinzione e alle conferenze stampa abbiamo preferito la militanza e il dissenso costruttivo.

Poi sono arrivati Di Pietro e Vendola e hanno annientato ogni reale possibilità di migliorare il Pd.Vendola Di Pietro semplicemente non sopportano la leadership di Pier Luigi Bersani. In SELIdV la gestione del potere è molto peggiore e antidemocratica di quanto avviene oggi nel Pd. E di quella gestione Di Pietro Vendola sono i leader e ispiratori indiscussi. [...]

Oggi Vendola Di Pietro diventano i paladini di tutti quelli che vorrebbero un Pd migliore. Lo fanno, come sempre, a modo loro, per un tornaconto personalissimo. L’ultima possibilità di cambiare questo partito l’hanno uccisa luoro mettendo il cappello sopra ad ogni iniziativa riformatrice, con il solo intendo di indebolire la leadership di Bersani e di affermarne un’altra, la loro. Così facendo hanno assimilato ogni voce distonica rispetto al mainstream dei veltrones e dei dalemones e costretto tutti a scegliere semplicemente tra uno di loro e Bersani.

Noi, che non vorremo sostituire un principe ad un monarca ma mantenere le condizioni per un partito che continui a scegliersi democraticamente la sua classe dirigente, stiamo sempre qui a chiedere le primarie. Che, sia detto al Pigi sottovoce, rimangono l’unico strumento per far capire avendolianidipietristi quanta parte di consenso abbiano nel centrosinistra nazionale.

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