Abolite le province, le regioni scrivono a Berlusconi

Abolite le province, le regioni scrivono a Berlusconi

Una lettera a Berlusconi, l'annuncio di nuove iniziative allo studio e l'ipotesi di tutelare le prerogative costituzionalmente garantite nelle sedi giurisdizionali opportune. Nel Cdm di oggi approvata l'abolizione delle province e il pareggio di bilancio costituzionale.

Regioni, Province e Comuni restano mobilitate contro la manovra e in una lettera congiunta a Berlusconi ribadiscono "l'insostenibilità delle misure introdotte nelle loro competenze, perché avranno come conseguenza diretta ed inevitabile una contrazione dei servizi pubblici ai cittadini, alle famiglie e alle imprese, nonché effetti ulteriormente depressivi sull'occupazione e sull'economia".

Come già nell'appello al Senato, chiedono di introdurre correttivi alla manovra, attraverso un confronto che conduca alla rimodulazione dei tagli, pur a saldi invariati, e alla revisione del Patto di stabilità.

Nei prossimi giorni si svolgeranno iniziative "per illustrare ai cittadini le conseguenze che la manovra avrà in settore vitali quali trasporto pubblico locale, sanità, sociale, istruzione e formazione, lavoro, ambiente e viabilità".

Gli enti locali chiedono infine una commissione paritetica per elaborare una proposta dì riordino del sistema istituzionale nell'ottica della semplificazione della governance del territorio.

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Intanto nel Consiglio dei Ministri di oggi si è parlato dell'abolizione delle province. Si è deciso di approvare un ddl costituzionale in cui, oltre all'abolizione delle province, c'è l'introduzione del principio del pareggio in bilancio nella Costituzione. Da quanto si apprende rimarranno solo Bolzano e Trento che diventeranno amministrazioni autonome.

Come. Le province non si accorperanno con le regioni come si era detto più volte finora, ma diventeranno delle “Città metropolitane” in modo da ridurre le spese: “Dall’attuazione – infatti – della presente legge costituzionale deve derivare in ogni Regione una riduzione dei costi complessivi degli organi politici ed amministrativi”.

Quando. Le tempistiche ovviamente saranno lunghe: l’art. 138 della Costituzione specifica che per adottare delle leggi costituzionali correttive, sono necessarie due ordinanze del Parlamento in entrambe le Camere intervallate da un periodo non inferiore a tre mesi, e con la maggioranza assoluta di ciascun ramo del Parlamento nella seconda votazione.

E veniamo al pareggio di bilancio. Come spiegato dal Ministro dell’Economia Giulio Tremonti in conferenza stampa, verrà introdotta una modifica nella prima parte della Costituzione cambiando sostanzialmente i diritti e i doveri di ogni italiano. I cambiamenti riguardano tre articoli: l’articolo 81 che prevede l’obbligo di copertura delle leggi, l’articolo 119 sul federalismo fiscale, e l’articolo 53 sulla spesa pubblica.
Il pareggio di bilancio è stato inserito nell’articolo 53 - «Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività» - con l'aggiunta di un secondo comma:

«La Repubblica, in conformità ai vincoli economici e finanziari che derivano dall’appartenenza all’Unione europea, persegue l’equilibrio dei bilanci e il contenimento del debito delle pubbliche amministrazioni, anche assicurando le verifiche a consuntivo e le eventuali misure di correzione, in base ai principi e ai criteri stabiliti con legge, approvata a maggioranza dei due terzi dei componenti di ciascuna delle Camere».

Fondamentalmente la manovra approvata ieri in Senato è stata ben accolta dall'Europa, e lo stesso presidente della Bce Trichet si dice confortato dalle decisioni italiane: «Io stesso ho mandato messaggi al governo italiano insieme al governatore della Banca d'Italia Mario Draghi, e l'esecutivo italiano non ha disatteso le aspettative dopo questi messaggi». Certo, ha aggiunto Trichet, "ci sono stati comunque momenti molto difficili e decisioni che, all'interno della manovra, sono state cambiate in itinere", anche se poi, alla fine il governo italiano ha preso delle decisioni che sono state "confortanti".

About the Author

Giornalista freelance, si occupa di comunicazione politica per il Partito Democratico friulano, responsabile comunicazione Pd Cordenons e dei social media del Pd della provincia di Pordenone. Gli piacciono le elezioni e le campagne elettorali, la politica americana e le primarie statunitensi. Twitter @giacomo_lagona, @PDCordenons, @PDFVG #PdCommunity

1 Comments
  1. Arite
    9 settembre 2011 at 00:28
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    Ottimo, meglio così

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