Strade più sicure col bitume ecologico

Strade più sicure col bitume ecologico

240.000 tonnellate di pneumatici usati risorgono a nuova vita grazie all'Asphalt Rubber, garantendo migliori prestazioni e minore impatto ambientale.  Un risultato che incoraggia lo sviluppo dell'industria ecologica

Investire in sicurezza adottando una soluzione ecologica si può. Molti enti, tra cui la provincia autonoma di Bolzano conoscono già il valore delle Asphalt Rubber. In Trentino la sperimentazione è iniziata nel 2011 con ottimi  risultati in fatto di resa: minore impatto ambientale, meno rumori, migliore attrito delle gomme, maggiore sicurezza contro gli incidenti stradali, ottima resistenza, meno spese per le casse pubbliche e migliore efficienza sia in ambito stradale che sportivo.

Si tratta essenzialmente di bitume modificato con una percentuale minima sul peso totale di 15% di polverino di gomma di pneumatico riciclata, incorporata tramite processo wet, che reagisce per un periodo di tempo sufficientemente lungo da permettere il rigonfiamento della gomma. Presto le nostre strade potrebbero essere tutte realizzate utilizzando questa tecnologia. Il direttore generale di Ecopneus (consorzio che si occupa del corretto smaltimento degli pneumatici usati), Giovanni Corbetta ha dichiarato: "l’obiettivo ora è di arrivare in tempi brevi a un recupero totale degli pneumatici fuori uso contribuendo, al contempo, con attività di ricerca e di sperimentazione, a creare le condizioni idonee allo sviluppo in Italia di un moderno comparto industriale del riciclo di questi materiali".

La sperimentazione riguarda ormai molte città italiane tra cui: Livorno, Empoli, Torino, Pistoia, Firenze, Imola e Caserta. Come avviene spesso, anche in questo settore arriviamo tra gli ultimi. Se in Europa appena 300 km di strade sono asfaltate secondo questo sistema negli altri continenti le Asphalt Rubber sono da tempo una realtà affermata. Basti pensare che solo l'Arizona ne conta 2.800 km, primeggiando su gli altri altri stati USA. Per noi si tratta di una "scoperta recente", le cui potenzialità sono tanto convincenti da poter essere forse il nostro grande passo verso un'industria ecosostenibile, meno dispendiosa e più all'avanguardia.

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Il cinema, poi io e infine Bianchina

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