Cosa è successo a Boston [FOTO E VIDEO]

Cosa è successo a Boston [FOTO E VIDEO]

Durante la maratona di Boston, la più antica del mondo dopo quella di Atene (festeggiava 117 anni), due esplosioni hanno causato la morte di tre persone, di cui uno è un bambino di otto anni, e circa 130 feriti di cui almeno 17 in gravi condizioni. Sette hanno subìto l'amputazione degli arti. Per la cronaca: la maratona è stata vinta dall’etiope Lelisa Desisa Benti tra gli uomini e dalla keniana Rita Jeptoo tra le donne.

Il video dell'esplosione

Quando. Le esplosioni sono avvenute alle 14.45 ora locale - le 20.45 ora italiana - a ridosso dell'arrivo mentre la corsa stava per finire. Le esplosioni sono state due, ma diversi ordigni sono stati disinnescati per tempo o non sono esplosi. Un'altra esplosione con incendio è avvenuta alla JFK Library, ma la polizia ha escluso legami con l'attentato.

Indagini. Il capo della polizia di Boston, Ed Davis, ha dichiarato che si tratta di un atto "premeditato e pianificato con cura", ha comunque confermato che, seppur la maratona sia un evento ad alto rischio, l'intelligence americana non aveva ricevuto nessuna minaccia e nessuna avvisaglia di attentati. Davis ha aggiunto che «Le carni dei feriti sono state dilaniate da biglie d'acciaio e chiodi. Si è trattato quindi di bombe a frammentazione artigianali». Per questo motivo la pista battuta sin dall'inizio è quella del terrorismo interno, causa rilevata soprattutto per via dell'approvazione di pochi giorni fa della contestatissima legge contro le armi voluta fortemente da Obama. L’Fbi ha aperto un’inchiesta su un “potenziale atto terroristico”.

Obama. Il presidente statunitense ha parlato agli americani durante la notte e sostanzialmente ha detto: «Non abbiamo ancora risposte. Non sappiamo chi lo ha fatto e perché: ma sia chiaro, andremo fino in fondo». I media parlavano sin da subito di attacco terroristico, Obama non ha però fatto accenno al terrore nel suo speech; a domanda diretta la Casa Bianca ha confermato che si tratta di terrorismo, ma la matrice rimane ancora sconosciuta. Poco dopo le due esplosioni è stato bloccato lo spazio aereo e la rete cellulare nell'area di Boston per evitare che gli attentatori usassero i telefoni come detonatori.

Il discorso di Obama

Aiuti. Google si è subito attivato approntando un sito per dare o cercare informazioni sulle persone che potrebbero essere rimaste coinvolte nelle esplosioni. La Farnesina ha attivato due numeri di emergenza nei nostri Consolati in Usa: 001 617 780 4955 e 001 617 416 7419. Il Boston Globe, il principale quotidiano del New England, ha riprodotto una mappa con la ricostruzione delle esplosioni. Come sempre avviene è la rete a dare il maggiore e più immediato contributo: su Twitter l’hashtag #bostonhelp è servito principalmente per cercare i dispersi e dare una mano alle autorità di Boston.

La gallery del Boston Globe.

About the Author

Giornalista freelance, si occupa di comunicazione politica per il Partito Democratico friulano, responsabile comunicazione Pd Cordenons e dei social media del Pd della provincia di Pordenone. Gli piacciono le elezioni e le campagne elettorali, la politica americana e le primarie statunitensi. Twitter @giacomo_lagona, @PDCordenons, @PDFVG #PdCommunity

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