Aumenta l’Iva ma nessuno sa quali prodotti subiranno i rincari

Aumenta l’Iva ma nessuno sa quali prodotti subiranno i rincari

Oggi l'Iva sorpassa la parità attestandosi al ventun per cento. E' già un trauma per i consumatori, ma quanto inciderà sugli stipendi già scarsi degli italiani nessuno lo sa con certezza, e soprattutto in pochi sanno quali prodotti subiranno gli aumenti.

L'Iva è aumentata solo di un punto percentuale, ma già tutti parlano di rincari vertiginosi che peseranno notevolmente sui bilanci familiari e freneranno i consumi. A farci i conti in tasca sono naturalmente i soliti soggetti - Assoconsumatori, Confesercenti e anche la Marcegaglia qualche giorno fa - e le note ufficiali parlano di effetti devastanti sui consumi bloccati purtroppo da troppo tempo.

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Nei piani del governo questa misura dovrebbe produrre parte di quel 65% di tasse inserite nella nuova manovra approvata solo qualche giorno fa e firmata l'indomani dal Capo dello Stato, con un gettito di 700 milioni nel 2011 e addirittura di 4,2 miliardi nei prossimi anni. Il problema di questo aumento è che il punto in più non è supportato da sgravi in altri settori, per cui le stime delle associazioni - sopratutto la Cgia di Mestre - sono pessimiste perché, naturalmente, c'è solo il surplus della tassa senza ribassi in altre parti. L’associazione degli artigiani e piccole imprese di Mestre prevede un aumento annuale per famiglia di 92 euro dovuti al rincaro di trasporti e benzina, mentre Federconsumatori e Adusbef stimano un aumento di 173 euro l’anno dovuti principalmente alla benzina che toccherà quota 1,65 euro a breve.

Stranamente però non si riesce ancora a capire quali sono quei prodotti, oltre a benzina e trasporti, soggetti ai rincari previsti dalla manovra perché in realtà sono molti i settori sgravati dall'aumento. Ad esempio i beni di prima necessità - gran parte dei beni alimentari come pane e latte, ma anche l’istruzione, le bollette della luce, del gas fino a 480 metri cubi, gli spettacoli e le attività di bar e ristoranti - non verranno toccati perché soggetti ad aliquote del 4 e 10 per cento. Non verrà toccato nemmeno il caffè, quindi al bar dovrebbe costare quanto prima. Ma ai baristi aumenteranno tante altre materie prime che quasi per forza di cose la tazzina col dolce nettare subirà un piccolo, invisibile aumento.

Di contro il rincaro è talmente lieve che sul singolo prodotto probabilmente non ci accorgeremo nemmeno di averlo pagato (una camicia da 50 euro aumenterà di 50 centesimi, avremo problemi?). Però, sul totale, qualche euro sicuramente ci verrà a mancare. Specialmente chi abituato a lavarsi e/o lavare la propria casa, chi abituato a bere il cicchetto dopo cena o la bevanda più o meno gasata a pranzo. E soprattutto chi, per lavoro o per passione, acquista con una certa frequenza prodotti durevoli o tecnologici: ormai fanno parte necessariamente della nostra quotidianità telefonini e computer, automobili e scooter. Per non parlare poi di meccanici, parrucchieri, idraulici, avvocati e commercialisti che con ogni probabilità ci presenteranno una parcella un po' più salata del solito. Però possiamo tranquillamente ammalarci perché l'onorario dei medici non subirà aumenti: loro sono esenti da Iva.

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Qualcuno però ha deciso di non aumentare i prezzi. Tra questi la Federazione Moda Italia - per voce del suo presidente Renato Borghi dice che: «i nostri operatori associati si accolleranno, in questo periodo, l’aumento del punto percentuale di Iva» -  e la catena di supermercati Crai la quale ha deciso di mantenere i prezzi invariati per tutto l'anno.
L'anno finisce tra poco più di tre mesi, dopo vedremo chi pagherà.

About the Author

Giornalista freelance, si occupa di comunicazione politica per il Partito Democratico friulano, responsabile comunicazione Pd Cordenons e dei social media del Pd della provincia di Pordenone. Gli piacciono le elezioni e le campagne elettorali, la politica americana e le primarie statunitensi. Twitter @giacomo_lagona, @PDCordenons, @PDFVG #PdCommunity

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