Tra Berlusconi e Bossi rispunta Scajola (a sua insaputa, ovviamente)

Finalmente abbiamo un accordo sulla manovra economica!

Come i grandi casati europei di inizio ottocento, i due principi della politica italiana – Silvio Berlusconi e Umberto Bossi – hanno deciso le sorti del paese: abolito il contributo di solidarietà (ma rimarrà per i parlamentari); dimezzati i parlamentari; soppresse le province e trasferiti i poteri in blocco alle Regioni; dalle pensioni saranno esclusi i periodi contributivi relativi al percorso di laurea e al servizio militare per il raggiungimento dell’età pensionabile, mentre risulteranno ancora validi per il calcolo della pensione; l’IVA rimane invariata anche sui beni di lusso; i piccoli comuni verranno tutti salvati e avranno più potere per la lotta all’evasione, ma dal 2013 i consiglieri dovranno essere ridotti di numero e non saranno più previste indennità e gettone di presenza. Insomma, i granducati di Brianza e Cadore, come ogni importante casato che si rispetti, hanno deciso cosa è meglio per noi italiani.

Fortunatamente ogni tanto un valvassore ci fa credere di non essere dei semplici valvassini da sfruttare.

C’è una casa a Roma, in via del Fagutale di fronte al Colosseo, sulla quale qualche annetto fa si abbatte un mistero che ha fatto storia nella giurisprudenza italiana: era l’appartamento che l’ex ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola ricevette in dono – a sua insaputa, è bene ribadirlo – da un celebre colluso con i poteri politici, il famosissimo Diego Anemone, per via degli appalti milionari sul terremoto umbro e sul G8 della Maddalena.

In questi giorni di fine estate la Procura di Roma ha scritto sul registro degli indagati l’inconsapevole Claudio Scajola per “finanziamento illecito a un parlamentare”. Secondo la ricostruzione dei Pm, l’ex Ministro era consapevole che parte dei soldi serviti ad acquistare l’immobile romano provenivano da Anemone sotto forma di mazzetta per gli appalti sardi.

Cerchiamo di ricordare agli smemorati come sono andate le cose.
Nel 2004 Scajola acquista dalle sorelle Papa una casa di fronte al Colosseo – quindi in zona altamente residenziale – per soli 610 mila euro, a fronte del milione e settecento mila effettivamente pagato. Il rimanente milione e cento lo avrebbe pagato Anemone ad insaputa del politico ligure. L’imbarazzo dell’esponente Pdl giunge nel momento in cui la Procura ascolta le sorelle Papa, le quali confermarono che Scajola versò loro 900mila euro in assegni circolari. Naturalmente l’ex Ministro negò tutto, ribadendo – e confermando il casus belli - che l’appartamento è stato pagato a sua insaputa:

Se dovessi acclarare che la mia abitazione fosse stata pagata da altri a mia insaputa, senza saperne il motivo, il tornaconto e l’interesse, i miei legali eserciterebbero le azioni necessarie ad annullare il contratto”.

Il povero Scajola è stato vittima di quello che succede normalmente ad ogni povero cristo che compra una casa: c’è sempre qualcuno che ce la paga. A maggio dell’anno scorso il ministro si dimise, la casa venne messa in vendita ma stranamente nessuno l’acquista, tanto che l’ex ministro la usa ancora durante la sua permanenza romana.

E’ una scocciatura, certo che è una scocciatura. Però non tutto il male viene per nuocere. Finalmente sarà l’occasione per fare chiarezza. Io non sono mai stato ascoltato da nessuno. Non ho mai dato spiegazioni perché la magistratura non me le ha mai chieste. Ora, dico la verità, non vedo l’ora di poter consultare tutte le carte, per ricostruire definitivamente quel che è accaduto e poterlo spiegare“.

Come per la casa fronte Colosseo, anche stavolta Scajola non ha parlato prima perché credeva che qualcuno lo facesse al suo posto. A sua insaputa ovviamente.

About the Author

Giornalista freelance, si occupa di comunicazione politica per il Partito Democratico friulano, responsabile comunicazione Pd Cordenons e dei social media del Pd della provincia di Pordenone. Gli piacciono le elezioni e le campagne elettorali, la politica americana e le primarie statunitensi. Twitter @giacomo_lagona, @PDCordenons, @PDFVG #PdCommunity

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