Tra fede e mafia

Tra fede e mafia


Oggi 5 febbraio è Sant'Agata martire, patrona della città di Catania. E' l'ultimo di tre giorni di festa, in cui la città etnea si ferma per celebrare la santa più amata dai catanesi. Fabio Giuffrida scrive dell'organizzazione della festa di Sant'Agata, di chi la gestisce per conto di quali persone. Ne viene fuori un quadro tanto desolante quanto incredibile.

E mentre a Cortina, Milano e Roma la Guardia di Finanza in collaborazione con Agenzia delle Entrate ed Inps passano al setaccio le vie dello shopping, denunciando un aumento del 40% del fatturato in presenza degli agenti, noi saremmo curiosi di sapere cosa ne pensano dell’indotto della Festa di Sant’Agata: non esiste un solo venditore ambulante dotato di registratore di cassa e disposto a fare uno scontrino. [...] E se il Comune ha preteso un capovara con fedina penale pulita (l’ex capovara Alfio Rao, in seguito alla morte di Roberto Calì travolto dalla folla nella salita di San Giuliano, è stato condannato per omicidio, ndr), il Commendatore Luigi Maina ha ribadito che “non può chiedere la fedina penale ai devoti”. Ma a guastare le feste arrivano Natale Di Raimondo e Daniele Giuffrida, affiliati al clan Santapaola ed oggi collaboratori di giustizia. Dietro alla festa si nasconderebbero bische, droga e ritorsioni. Dal 2008, infatti, è aperto un processo sulle presunte infiltrazioni mafiose nella festa di Sant’Agata. Sono accusati di associazione mafiosa finalizzata ad ottenere ingiusti vantaggi nell’ambito della festa patronale: Nino Santapaola, Francesco Santapaola, Salvatore Copia e ben quattro esponenti della famiglia Mangion.

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Bio autore

Si occupa di comunicazione politica per il Partito Democratico friulano. Gli piacciono le elezioni e le campagne elettorali, la politica americana e le primarie statunitensi. Twitter @giacomo_lagona

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