La cannabis in aiuto contro obesità e diabete

La cannabis in aiuto contro obesità e diabete

Diabete di tipo 2 e obesità: le malattie del secolo. Sì, perché si stanno diffondendo così velocemente in tutto il mondo occidentale, che è probabile saranno ricordate come il simbolo della nostra epoca. La prima potrebbe rappresentare la crescita insostenibile, l’altra, è evidente, gli effetti velenosi del nostro superficiale modo di nutrirci.

Negli Usa i ricercatori da tempo concentrano moltissime energie nel trovare una valida ed efficace soluzione al problema, ma è molto difficile trovare una cura che non peggiori lo stato di intossicazione del paziente, dato che i farmaci tradizionali hanno questo effetto collaterale. Inaspettatamente, la risposta è arrivata da una sostanza che negli stessi Usa viene usata da tempo a scopi terapeutici: la marijuana. Mentre da noi c’è il luogo comune secondo il quale “con la cannabis si fanno gli spinelli solo per sballarsi” e nient’altro, là, così come in altri paesi, la marijuana viene aspirata tramite appositi vaporizzatori per scopi anche curativi.  Ma quale risposta aggiuntiva hanno trovato negli USA? E’ presto detto: la  marijuana aiuterebbe anche a dimagrire e a prevenire il diabete.

La rivoluzionaria scoperta è frutto di un’interessante ricerca effettuata dalla University of Nebraska, dall’Harvard School of Public Health e dal Beth Israel Deaconess Medical Center di Boston, i cui risultati sono stati pubblicati sulla famosa rivista americana The American Journal of Medicine.

A seguito dei test sul campione esaminato, i ricercatori hanno ottenuto dei dati molto significativi, che costituiscono un’utile pista per comprendere gli effetti benefici della marijuana sull’organismo. I fumatori abituali di cannabis sono risultati sempre più magri e sani di quelli che non la fumavano. La marijuana attiverebbe e migliorerebbe dunque il metabolismo, favorendo il dimagrimento, che nelle persone esaminate si manifestava come effettiva riduzione del girovita. Un altro dato importante è quello relativo alla “qualità” del sangue: i consumatori abituali di marijuana avevano un livello più alto di colesterolo buono rispetto agli altri e una quantità inferiore di zuccheri nel sangue, il che equivale a un livello insulinico più basso.

Come si può facilmente immaginare, i risultati ottenuti dalla ricerca aprono le porte a nuovi sviluppi nel campo delle applicazioni terapeutiche della marijuana, che, dopo l’impiego nell’ambito della terapia del dolore e della cura di numerose altre malattie (come glaucoma ed epilessia), potrebbe essere utilizzata anche per la cura delle patologie dell’obesità e del diabete, così difficili da debellare perché profondamente radicate e legate alle abitudini della società in cui viviamo.

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