La storia di Carlos DeLuna, giustiziato da innocente

La storia di Carlos DeLuna, giustiziato da innocente

Carlos DeLuna è stato condannato a morte in Texas. Ma era innocente

Lo Stato del Texas ha mandato a morte un innocente. Un professore della Columbia University e dodici studenti hanno lavorato per sei anni al caso di Carlos DeLuna, morto tramite iniezione letale l’8 dicembre 1989.

DeLuna fu accusato dell’omicidio di un benzinaio avvenuto nel 1983 a Corpus Christi, in Texas. L’uomo si era sempre dichiarato innocente ed aveva anche accusato un’altra persona, Carlos Hernandez, un pluripregiudicato che gli somigliava moltissimo. Hernandez aveva una lunga serie di delitti alle spalle.

Il professor James Liebman ha iniziato ad indagare sul caso nel 2004 insieme ai suoi dodici studenti, i quali hanno ripercorso ogni possibile pista e seguito tutte le tracce che portavano all’omicidio. Hanno interrogato un centinaio di persone tutte testimone del caso, hanno letto qualcosa come 900 documenti, prove e scene del crimine fotografiche e le hanno raccolte in un libro edito dalla Columbia: ”Los tocayos Carlos: an anatomy of a wrongful execution“. Il libro racconta tutti i dettagli e le motivazioni che hanno portato alla condanna a morte di DeLuna.

L’arresto di DeLuna. Carlos all’epoca dei fatti aveva vent’anni, fu arrestato il 4 febbraio 1983 per aver ucciso con una coltellata al petto Wanda Lopez, che lavorava in una pompa di benzina. Carlos dal giorno del suo arresto, fino a quello dell’esecuzione avvenuta nel 1989, si è sempre dichiarato innocente accusando il vero colpevole che conosceva personalmente.

La storia è tragica e singolare. DeLuna e Hernandez non avavano in comune solo il nome, ma anche la stessa corporatura ed una somiglianza talmente evidente che persino l’avvocato e la sorella di DeLuna li confusero in una serie di fotografie. L’evidente fisicità, però, non bastò ad evitargli la condanna a morte.

Il processo. Carlos raccontò durante il processo come si sono svolti i fatti. La sua versione agli atti dice che i due erano seduti al bar vicino la stazione di servizio a bere una cosa, quando Hernandez si alzò per andare alla pompa di benzina per comprare qualcosa. Non vedendolo tornare, DeLuna si recò sul posto e assistette alla colluttazione tra Hernandez e la Lopez. Su DeLuna gravava una condanna per molestie sessuali ma non aveva mai posseduto armi e non era mai stato accusato di nessun reato violento. Non volendo finire nuovamente nei guai, Carlos scappò. Durante il processo venne stabilito che Hernandez non è mai esistito: un “fantasma prodotto della mente di DeLuna”.

Il caso. Liebman e i suoi ragazzi decisero di studiare il caso partendo da qui per dimostrare la fallacità della pena di morte. Il professore chiese ad un investigatore privato di cercare le tracce di Hernandez per un solo giorno. In un solo giorno, nonostante la polizia i giudici e gli avvocati di Corpus Christi avessero detto esattamente il contrario, l’investigatore provò l’esistenza di Carlos Hernandez: alcolizzato recidivo di violenze sempre con il suo coltello; arrestato 39 volte, di cui tredici perché in possesso dello stesso coltello, una vita passata in libertà condizionata senza mai finire in prigione per i crimini che aveva commesso. I crimini erano per la maggior parte rapine a mano armata alle pompe di benzina di Corpus Christi.

Carlos Hernandez. Il vero assassino di Wanda Lopez fu arrestato e condannato due volte per l’omicidio di un’altra donna, Dahlia Sauceda, uccisa a coltellate nel 1979 ma che non fu mai trovato il colpevole. Il primo arresto avvenne quattro anni prima dell’arresto di DeLuna e proprio a ridosso dell’omicidio della Sauceda; il secondo arresto avvenne quando DeLuna era già nel braccio della morte. Nonostante la particolare somiglianza tra i due, mai nessuno collegò l’omicidio Lopez con Hernandez e DeLuna.

La morte di DeLuna. L’8 dicembre del 1989 a Carlos DeLuna venne iniettata la soluzione a base di cloruro di potassio che lo uccise. Hernandez ammise più volte – sia prima che dopo la condanna a morte di DeLuna – di aver ucciso Wanda Lopez, ma non fu mai preso in considerazione. Carlos Hernandez morì dieci anni dopo, nel 1999, in un carcere del Texas dove era stato rinchiuso per aver assalito un vicino di casa con un coltello. Ufficialmente morì per cause naturali.

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Giornalista freelance, si occupa di comunicazione politica per il Partito Democratico friulano, responsabile comunicazione Pd Cordenons e dei social media del Pd della provincia di Pordenone. Gli piacciono le elezioni e le campagne elettorali, la politica americana e le primarie statunitensi. Twitter @giacomo_lagona, @PDCordenons, @PDFVG #PdCommunity

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