Casini mollerà Fini?

Casini mollerà Fini?

Casini ha pronto il Partito della Nazione senza Fini e senza l'appoggio di Pd e Pdl. Il sogno del Quirinale rimane il principale obiettivo.

Casini è pronto per il grande salto: ha già stilato la road map per il Partito della Nazione che dovrebbe essere il baricentro della politica italiana e portarlo, secondo i suoi calcoli, dritto dritto al Quirinale.

Per il momento sia Pd che Pdl sono abbastanza freddi con la nuova creatura di Pier, soprattutto perché il leader dell'Udc ha messo in disparte l'attuale terza carica dello Stato, Gianfranco Fini, e non vuole allearsi - al momento - con nessun altro attore del cast politico italiano. Il suo scopo, a quanto pare, è rimettere in piedi una nuova Grande Coalizione dentro al prossimo Parlamento. Chi saranno le altre figure principali nessuno lo sa.

«La politica italiana è in pieno tsunami, non bisogna nemmeno aspettare le prossime amministrative», ha detto ieri al congresso veneto dell'Unione di Centro. «Credo che agli italiani serva un soggetto politico nuovo che parli il linguaggio della serietà, delle scelte impopolari, del rigore, metta assieme tecnici e uomini politici, sindacalisti intelligenti e imprenditori illuminati». Leggendo il labiale di Pierferdi l'Udc, da sola, non è più in grado di fronteggiare la deriva italiana. Non basterebbe nemmeno il Terzo Polo, per come fa capire Casini, tanto che ha pensato bene di far fare il salto di qualità al triumviro centrista formato da Udc, Fli e Api. Servono altre figure carismatiche: «sindacalisti intelligenti» come il leader della Cisl Raffaele Bonanni; «imprenditori illuminati» come Luca Cordero di Montezemolo, Emma Marcegaglia e i protagonisti di Rete Imprese Italia; ministri come Riccardi, Ornaghi, Severino e Passera. Per Casini il ministro dello Sviluppo economico non è più il pericoloso concorrente di inizio legislatura tecnica, ma una possibile alternativa attorno alla quale potrebbe nascere un altro polo moderato: l'ennesimo?

Il dramma si chiama Pdl. Del quadro disegnato da Pier non fa parte il partito di Berlusconi; nemmeno la sfida di Alfano per rientrare nel Ppe dalla porta principale ci rientrebbe secondo Casini. Altro problema: che ruolo avrà Gianfranco Fini? e Rutelli? Domande ancora senza risposta.

Del resto l'insofferenza di Fli è palese. Fini decentrato a semplice spettatore finché rimane Presidente della Camera; l'ABC che contraddistingue la scena politica ma senza la mente che potrebbe aver architettato tutto insieme al presidente Napolitano. Insomma, manca un F da aggiungere all'alfabeto politico.

«ABC non basta più è tempo che scenda in campo la F», chiosa Carmelo Briguglio. «Fini - chiede il vicepresidente dei deputati Fli - deve scendere in campo, si deve dimettere da presidente della Camera e guidare da protagonista il nuovo soggetto politico, libero da lacci e lacciuoli. Ormai il 90% del Fli la pensa così». Ma Fini da quell'orecchio pare non ci senta: quando al governo c'era Berlusconi, di dimissioni non se ne parlava nemmeno perché c'era bisogno di «un presidio di garanzia istituzionale alla Camera». Adesso, con i tecnici al governo, Fini terza carica fa da tappo al suo gruppo proprio ora che è arrivato il momento di sfoderare le unghie per le amministrative dell'anno prossimo. In teoria dovrà essere il Presidente della Camera spogliato di ogni laccio istituzionale a dar vita all'agognato Partito della Nazione. Ma Fini non sembra ancora pronto per questo passo.

Il ragionamento di Fini non è poi così strampalato: lasciare in questo momento la presidenza della Camera per tornare a vestire i panni politici, potrebbe essere male interpretata dagli elettori, ed inoltre potrebbe rivelarsi una mossa non azzeccata e poco intelligente. Del resto gli impegni parlamentari sono ancora tanti e manca sempre un anno alle elezioni. Ma il pressing di Futuro e Libertà può diventare talmente pesante che anche Fini alla fine potrebbe cedere.

(per Lavika)

About the Author

Giornalista freelance, si occupa di comunicazione politica per il Partito Democratico friulano, responsabile comunicazione Pd Cordenons e dei social media del Pd della provincia di Pordenone. Gli piacciono le elezioni e le campagne elettorali, la politica americana e le primarie statunitensi. Twitter @giacomo_lagona, @PDCordenons, @PDFVG #PdCommunity

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