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Apple is watching you

Apple ha recentemente depositato un brevetto, che permetterà di disabilitare alcune funzioni dei suoi dispositivi che utilizzano iOS, cioé tutti.

A quanto riporta IlSoftware.it, se Apple rileva attività inappropriate sul dispositivo può renderlo parzialmente inutilizzabile e trasmettere notifiche! Le prospettive sono allucinanti: chi decide cosa è inappropriato? L’azienda stessa! Un conflitto di interessi spaventoso (potrebbe anche decidere di bloccare da remoto l’esecuzione di una certa applicazione, applicazione anche innocua). Un totale controllo sull’uso prodotto, insomma, che rende fuorviante la parola “acquisto”. Difatti, con un controllo del genere, non si acquista proprio nulla, ma solo l’uso di un dispositivo che rimane nella piena disponibilità di Apple stessa!

Senza contare l’aspetto della sicurezza: di fatto si apre un bug gigantesco all’interno del dispositivo, visto che la funzionalità permette l’esecuzione di programmi da remoto. Cosa succederà se il sistema di autenticazione viene aggirato? Il minimo è che un malitenzionato potrà fare quello che vuole, tra cui l’invio massiccio di false notifiche (il software prevede anche questo).

Non è accettabile un vero e proprio cavallo di troia installato di default su un sistema, spero che Apple ci ripensi.

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Intel compra McAfee

In periodi di crisi si raggiungono a volte risultati impensabili: come le grandi acquisizioni degli anni novanta, Intel ha acquistato il gigante degli antivirus McAfee.

Il più importante costruttore di processori del pianeta, ha fatto il grande passo che lo porterà – come aveva dichiarato Paul Otellini, Ceo del colosso dei microchip, mesi fa – a diventare nei prossimi anni una multinazionale soggetta alla diversificazione dei prodotti, sempre restando per il momento nel campo tecnologico. Ed a simboleggiare, appunto, un possibile cambio di clima finanziario, c’è anche il forte riscontro riconosciuto da Intel agli azionisti McAfee. Infatti, Otellini pagherà 7.68 miliardi di dollari per l’acquisizione, il ché significa 48 dollari per ogni singola azione McAfee: il 60% in più rispetto alla chiusura in Borsa del leader degli antivirus nel giorno precedente.

L’indomani dell’annuncio in Borsa McAfee ha aumentato il proprio capitale del 58 per cento, mentre Intel – senza crollare – ha avuto una flessione di due punti e mezzo percentuali.

Un modus operandi che ha portata Intel alla maggiore acquisizione effettuata dalla società nei suoi 42 anni di storia, infatti nel presentare l’operazione Otellini enfatizza l’inarrestabile sviluppo del web:

«Con la rapida ascesa degli apparecchi connessi a Internet, un numero sempre maggiori di elementi e dati “vive” online. In passato l’efficienza energetica e la connettività erano definiti elementi essenziali. Ora, guardando avanti, la sicurezza rappresenta il terzo pilastro di quello che la gente chiede dalla propria esperienza con il computer».

Secondo gli analisti da questa operazione Intel ne esce rafforzata e potrà integrare la tecnologia McAfee direttamente nei suoi prodotti hardware, rendendoli non solo più sicuri, ma anche più veloci aumentando al contempo la loro efficienza energetica. Il tutto in uno scenario informatico nel quale Internet è destinato a svolgere sempre più il ruolo di protagonista assoluto, con molteplici attività che si sposteranno dai computer “fisici” al Web.

[Per Citynews]

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Microsoft celebra Linux

Leggo che Microsoft celebra UAC. Perché? Perché UAC ha costretto molti programmatori a scrivere i programmi per non dover più accedere al registro di sistema!

Effettivamente una buona cosa, ma le parole di Crispin Cowan, senior program manager di Microsoft, sono eloquenti, affermando che ora i programmi anziché memorizzare dei dati di configurazione nel registro di sistema, li salvano localmente sotto forma di file. Esattamente quanto impongono i sistemi Linux da sempre, visto che non possiedono alcun mastodontico registro di sistema, ogni programma ha un suo file di configurazione (con ovvi vantaggi, se si incarta un file di configurazione non funziona un solo programma).

Insomma, sembra che il pinguino sia sempre a dare lezioni. Intanto io continuo ad utilizzare un sistema che non si pianta da un anno. No, non è Windows.

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La geografia e Il Fatto

Articolo de “Il Fatto” sullo scempio che stanno combinando nelle Dolomiti. Peccato che, come sempre, si dia la descrizione sbagliata su dove sono le Dolomiti che non sono certo “le montagne simbolo dell’Alto Adige”. Un bel C!

Le Dolomiti sono principalmente nella provincia di Belluno! Per quanto concerne la parte riconosciuta dall’Unesco come patrimonio dell’umanità (il massiccio è ben di più, quasi due terzi nella provincia di Belluno) si stima un 46% contro il 32% dell’Alto Adige. Non che non sia una quota rilevante, ma decisamente non sono il simbolo dell’Alto Adige, semmai dell’intero Nord-Est (una parte è in Friuli).

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Un futuro pieno di rischi per Internet

A parte gli addetti ai lavori, finora poche persone – soprattutto in Italia – hanno colto uno degli aspetti più importanti di Internet, ovvero la sua relazione con l’innovazione. Tutti sono testimoni – quando non beneficiari diretti – dello straordinario flusso di innovazioni prodotto grazie alla Rete in questi anni. Ma relativamente pochi hanno finora colto le ragioni di fondo che hanno reso possibile tale esuberanza.

Ragioni che non sono legate ad un’improvvisa maggior ingegnosità di informatici e imprenditori, ma piuttosto al fatto che per la prima volta gli innovatori avevano a disposizione una rete di telecomunicazione strutturalmente – potremmo dire: costituzionalmente – diversa dalle reti precedenti. La costituzione della Rete è caratterizzata, per esplicita volontà dei suoi inventori, da due aspetti essenziali: semplicità e apertura. Semplicità perché Internet, a differenza delle reti di telecomunicazione che l’hanno preceduta, è una rete «stupida», ovvero l’«intelligenza» – ciò che rende possibile i vari servizi online – è ai margini della rete stessa, nei nostri computer, non dentro la rete medesima, che si limita a smistare i bit il più velocemente possibile. Per introdurre un nuovo servizio, quindi, non è necessario aggiornare tutta l’infrastruttura di rete (come invece occorre fare nella telefonia), basta pubblicare un software.

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Perle informatiche 2, peso el tacòn del buso

Repubblica modifica l’articolo che avevo segnalato qui (il link all’articolo di Repubblica non cambia).

Come da titolo “peso el tacòn del buso”. “Usb, basta stangate un allarme per il plafond”. Come già detto, non era meglio scrivere UMTS e/o GPRS? Adesso non è neanche più navigare via USB, adesso è solo USB, che è come dire che un’autostrada si percorre tutta in contromano, cioé non ha alcun senso.

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Perle informatiche 1

Inizio questa rubrica per segnalare le perle sull’informatica che rilasciano i nostri giornali. Cominciamo da Repubblica:

Navigare via USB.
“Niente più bollette astronomiche a sorpresa per chi naviga grazie a una chiavetta usb”.

Che è come dire che guido l’autostrada. Mai sentito parlare di modem UMTS o GPRS?

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A ciascuno il suo mestiere

Ho letto un articolo di Repubblica su come snellire Windows Vista. Interessantissimo, ma decisamente non adatto all’utente comune. Intendo dire, come fa l’utente comune a sapere quali driver integrati eliminare? Come fa a sapere che uninstaller non vuole più utilizzare? Come fa a sapese se ha bisogno di IME (non so neanch’io cosa sia).

Alro problema: si rimanda a consigli in inglese, quando uno dei più grossi problemi del mondo informatico italiano è la scarsa conoscenza della lingua inglese (non che io sia un anglofono spettacolare, ma qualche termine lo conosco)!

Il fulcro, però, è questo: cosa diavolo si consiglia ad una persona che non è evidentemente in grado di gestire il proprio pc di modificare il registro di sistema, di cambiare i permessi sui file (di sistema) e di andare a cancellare files collegati al sistema operativo! Questo è incitamento alla distruzione da parte degli uTonti con versamento di lacrime da parte dei poveri Bob (ovvero coloro che svolgono l’assistenza tecnica, che ci crediate o no si chiamano tutti Bob) o tecnico sotto casa.

Dico, segnalare una semplice guida come questa (la prima che mi è capitata facendo la ricerca con Google) per svuotare i punti di ripristino, tranne l’ultimo, che sono i responsabili del 12% dello spazio occupato? Segnalare un programma come Ccleaner (conosciuto ed affidabile) che si occupa di ripulire le cache dei browser, i cookie e tutto il resto era troppo difficile? Tutto nella lingua di Dante e Manzoni.

Sinceramente parlando: mi auguro che quell’articolo sia ignorato da tutti, salvo chi sappia installari da solo Winzozz Vista, anche se sapendo installarsi da solo Vista vuol dire che non hanno bisogno di quell’articolo.

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I segreti servono, ma a chi?

Prendo spunto da quanto appena successo con la pubblicazione dei diari segreti di guerra americani. Accuse della Casa Bianca:”in pericolo la sicurezza dei militari!”. Più che altro in pericolo sono certi scaldapoltrone che definire assassini è poco.

A parte questo, viene da domandarsi: perché certi documenti sono secretati? Indubbio che certi documenti vanno resi top secret, non è bello far sapere al proprio nemico dove e quando si colpirà, ma è altrettanto lecito domandarsi, perché sono state nascoste queste informazioni che non hanno alcuna valenza militare, ma solo di propaganda (negativa)?
Non vi è alcun interesse nella sicurezza nazionale, anzi vi è la necessità di informare i cittadini che sappiano veramente cosa succede! Diritto di informazione, negli USA è più tutelato che da noi.

Eppure quei documenti sono rimasti segreti e solo una spiata (io lo chiamo senso civico) di un ignoto ha permesso di sapere un po’ di cose sulla “missione di pace” in Afghanistan. Quindi, chi può decidere cosa è bene che rimanga segreto, visto che chi dovrebbe decidere ha palesemente anteposto ai diritti del popolo interessi personali o di gente più in alto di loro.

Per assurdo, l’unico che può decidere sarebbe il popolo stesso, ma allora a chi può servire il segreto di stato? Intendiamoci, ne riconosco l’utilità, ma in troppe occasioni ho sentito di indagini bloccate o sentenze ribaltate perché i dati importanti erano segreti per ignoti motivi, bisogna evidentemente evitarne gli abusi.

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La Dichiarazione Scritta contro ACTA vive

C’è ancora tempo per incitare i parlamentari europei a firmare la dichiarazione scritta contro ACTA. Più informazioni qui, sul sito di ScambioEtico

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