Archivio per la categoria Cose mie

Cervelli in fuga

C’è la possibilità che in Italia non vedremo mai più un cervello sano. E non sto scherzando, purtroppo.

Ieri ho detto quel che pensavo sulla faccenda del boicottaggio a Mondadori, ed ho pure detto quel che pensavo di alcuni beoti che si credono dio in terra solo perché hanno avuto un certo seguito con una protesta tutt’altro che sensata. Porca paletta non l’avessi mai fatto!

La campagna “Mondadori? No Grazie” è una bufala creata da Gianfranco Mascia (quello del No-B Day, proprio lui!) che su queste cose ci marcia, e parecchi sciagurati si non fatti coinvolgere in un disegno creato ad arte proprio per loro: allocchi!

Il post del collettivo WuMing a quanto pare non è servito a farvi capire cosa sia veramente quel lavoro per uno scrittore, quindi deduco che nemmeno il lunghissimo post di Giulio Mozzi vi illumini verso la retta via.

Peccato: avreste potuto riappropriarvi del cervello lasciato a Mascia, e dato che, a quanto pare, siete un paio di migliaia (di cui deduco in età puberale) vorrà dire che con la scomparsa degli ultimi illustri cervelli in giro, la nostra sarà l’ultima generazione di raziocinanti italiani che si possono vedere ancora in patria.

Sono fascista, dicono… ma tant’è…

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Boicotto anch’io

Dell’annosa querelle sul boicottaggio di Mondadori – e Einaudi per corrispondenza biunivoca – se n’è parlato in lungo e largo in rete che ormai mi dà pure fastidio sentirle ancora. Il mio parere è ingenuamente questo: boicottare un editore perché ha preso mazzette, o perché non paga le tasse (o le paga in forma ridotta perché può) o perché il proprietario è un pezzo grosso, è semplicemente ridicolo. Io leggo un libro perché mi piace chi l’ha scritto, non perché l’editore è sporco. Se l’editore andrà in galera perché ha commesso un delitto, state certi che la casa editrice non chiude e non manda nessun autore a casa perché il maggior azionista è in galera. Allo stesso modo se la casa editrice è piccola – quasi familiare, come Sellerio ad esempio – non significa che non avrà mai scrittori bravi e capaci.

Chi di solito critica un editore è notoriamente uno che non sa nemmeno il lavoro che sta dietro alla stesura di un libro; è uno che non metterebbe un centesimo ed un secondo del suo tempo per leggere un libro; o, più genericamente, è il classico tipo che non rischia assolutamente nulla nel proprio lavoro. Però si scandalizza immediatamente se le scelte più o meno coerenti degli altri non sono simili alle sue.

Ecco, io per non essere mai coerente con me stesso e nemmeno con gli altri boicotto WuMing.

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Mancano solo i francobolli

L’estate si sa, è periodo di cazzeggio a tutto spiano. Specie per i politici.

Quest’estate è stata segnata particolarmente per la voglia di raccontarsi tramite le cosiddette “lettere al direttore”, e dopo quelle pre-estive di Veronesi, Bersani e della Gabanelli, ieri è stata la volta di Walter Veltroni sul Corriere ed oggi di Pier Luigi Bersani su Repubblica.

Tralascio i contenuti macchiavellici – per un verso e per l’altro, ma entrambi sessantottini – della lettera del vecchio fondatore e dell’attuale segretario del Pd, per rimanere un attimino “sul pezzo”.

Le mie letture di oggi sono state tre lettere (eh sì!) di diverso spessore di quelle finora annunciate, ma sempre lettere rimangono: la prima, interessantissima, riguarda Nichi Vendola e la sua candidatura a premier; la seconda pure molto interessante e per di più completa fondamentalmente la prima con una domanda sulla scuola. La terza invece, è un discorso un po’ diverso perché parte dalla segreteria Veltroni finendo con l’attuale Bersani. Ma non solo questo, ci sono le lettere anche qui, c’è il Partito Democratico quando è nato e quello di oggi. Ma ancora non è solo questo. C’è Berlusconi e i berlusconiani. Ancora non è solo questo, perché c’è anche la politica della trasparenza e la trasparente non-politica.

Insomma, c’è molto altro ed è proprio quest’altro che fa pensare al passato e al presente. E molto al futuro con o senza Berlusconi. Leggetela!

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Fase uno

La fase uno è iniziata proprio ieri sera sul tardi. Speriamo porti a qualcosa di buono…

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Non si vuole tornare indietro

Ricevo e molto volentieri pubblico.

In questi mesi, come molti di voi sanno, abbiamo lavorato alacremente per costruire una prospettiva unitaria nel Partito Democratico provinciale, in questi due anni schiantato nella credibilità e nella operatività dalle divisioni interne.

Fallita in primavera la nostra proposta di arrivare ad una candidatura unica a motivo della decisione unilaterale di candidarsi da parte di Liva e del suo gruppo, abbiamo speso i mesi estivi per elaborare un percorso unitario con tutto il resto del partito (con definizioni ormai fuori luogo: SemDemMarinianiex Margherita facenti capo a Ius e Mazzer). Steso un testo guida e trovato il candidato (Mazzer) abbiamo dovuto recedere per motivi statutari dalla strada intrapresa, e alla fine, con grande fatica, abbiamo cercato di proseguire il percorso accettando la candidatura Ius, sulla quale ha prontamente messo il suo cappello e il suo peso anche Moretton, sino a fine luglio del tutto estraneo se non addirittura contrario alla partita per la quale si son giocati altri.

In questi ultimi tre giorni le cose si sono alla fine ulteriormente complicate. Il regolamento congressuale non è oggettivamente agile e costringerebbe ad acrobazie di calcolo per arrivare a spartire i delegati (eletti direttamente dai circoli) presentando in ogni circolo un’unica lista. La lista unica era chiaramente per noi un elemento indispensabile per garantire agli iscritti elettori il segnale dell’unità di fatto e non fondata su accordi spartitori. Alla fine, invocando le complicazioni regolamentari ma non riuscendo a nascondere la volontà politica di andare alla conta congressuale, Toni Ius ha sancito la necessità di presentare liste separate così da raccogliere il massimo di consenso. Decisione a cui ci siamo opposti fino in fondo.
Si tratta di un fatto grave, che pur se non azzera il lavoro di sintonia costruito, di fatto arriva sul filo di lana a sconfessarne un presupposto.

Noi non vogliamo tornare indietro!

Alla fine si andrà dunque gioco forza sulla strada che in molti non volevamo: promuovere una nostra candidatura, a sostegno trasparente della segretaria regionale Serracchiani, capace di rappresentare agli iscritti il valore del rinnovamento e del superamento delle vecchie identità. Nella difficoltà dei tempi stretti, una candidatura autonoma ci offrirà l’opportunità più autentica di garantire al partito provinciale un sicuro valore aggiunto, con l’obiettivo dichiarato di raggiungere una quota di delegati in assemblea provinciale tale da risultare decisivi nella composizione della maggioranza. Ecco dunque la necessità di vedersi lunedì sera 23 agosto alle ore 20.30 presso la sede del Fiume a Pordenone (ex tipografia Savio in via Torricella 2A).

L’incontro è indispensabile per varare insieme una nostra candidatura per la segreteria provinciale. Insieme a Sergio Bolzonello* e a Ruben Colussi*, vi invito perciò a coinvolgere quanta più gente possibile, nel maggior numero possibile, così da avviare anche la raccolta firme e sciogliere pubblicamente il nome del nostro candidato.

Conto molto sulla vostra presenza.

Giorgio Zanin, capogruppo Partito Democratico in consiglio provinciale.

Io sarò della partita, chi viene si faccia riconoscere… ma anche no!

*Sergio Bolzonello è sindaco di Pordenone e fondatore della lista “Il Fiume”. Ruben Colussi è stato coordinatore provinciale area Marino durante le primarie dello scorso anno, e da ottobre è in Assemblea regionale.

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Le ragioni di un’opposizione credibile

Per liberarci di Berlusconi e del berlusconismo parassitario presente nel paese, non serve allearsi – o seguire, che è più grave – Fini e la sua idea di “legalità”; non serve dar credito a quel fantomatico “terzo polo” che vorrebbe Casini e il pasdaran Rutelli che sembra la cura di tutti mali della politica italiana. No, non servono nessuno dei due antidoti sbandierati da coloro che, in questo momento, fanno pia opposizione a quel che resta del Pdl.

Da qui ai prossimi mesi serve una proposta vera e costruttiva per far riemergere il paese dal pantano d’illegalità e inciuciame che sta attraversando. Serve una proposta concreta sul lavoro e sul post-crisi. Serve un punto di riferimento reale in cui il paese si possa sentire vincente e avvincente. Serve, insomma, che il Partito Democratico ritorni ad essere la vera forza d’opposizione che giova all’Italia.

Serve un partito che guardi alle elezioni con coraggio e spavalderia, perché si possono vincere senza patemi e inezie; perché è l’unico modo di liberarci, finalmente senza se e senza ma, di un tiranno – sulla carta, ma non coi voti – che fa del paese il suo oggetto di scambio privilegiato col resto del mondo.

Serve un Pd che guardi con interesse alle alleanze, ma senza dimostrarsi accondiscendente con esse se queste non seguono il programma (futuro) della coalizione. Serve un partito che diventi finalmente responsabile e determinante nelle scelte – presenti e future – dell’Italia e degli italiani; che faccia della legalità – senza giustizialismi dipietristi – la sua battaglia civile contro la demonizzazione della Magistratura. Serve una carica responsabile per portare il paese fuori dalla deriva clientelare e dispotica degli ultimi sedici anni.

Serve un Pd che sia Democratico con la “D” maiuscola.

Mi fa paura sentire Bersani – o Letta, o Bindi, o Penati – dire che Fini è un buon interlocutore per la legalità; mi fa ancora più paura sentire che il Pd vuole allearsi con l’Udc e l’Api per battere “il berlusconismo galoppante”.

Forse ci siamo dimenticati che lo scorso anno Fini e i suoi seguaci non mossero un dito ne’ alzarono la voce a favore della legalità, quando le opposizioni presentarono la mozione di sfiducia contro Dell’Utri e Cosentino. D’accordo, allora era fuori luogo quella mozione, ne sono ben conscio. Ma i finiani legalitari non dissero assolutamente nulla contro quella proposta – pur sbagliata nei tempi e nei modi – del Pd e dell’Idv: votarono a favore del governo senza minimamente preoccuparsi se c’era un fondo di giustizia in quella proposta.

Ci siamo scordati che in Sicilia l’Udc – ma anche il finiano Granata – appoggia la presidenza Lombardo (indagati per affiliazione mafiosa), e gl’immensi intrallazzi locali gestiti da Miccichè, Dell’Utri e compagnia bella.

Ci dimentichiamo ancora più spesso che la legalità va combattuta prima di tutto all’interno, e solo dopo all’esterno. Ragion per cui, ben venga una coalizione di alternativa politica, un centrosinistra capace di mettere insieme in modo coerente parole e gesti, pratiche e progetti. Però non solo a chiacchiere nelle aule parlamentari. Ma tra la gente, gli iscritti, gli elettori, gli astensionisti e tutti gli sfiancati di sedici anni di malgoverno autarchico e personale di Silvio Berlusconi.

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Però sono in ferie

Per le prossime tre settimane sarò un po’ a mezzo servizio: avrò parecchio lavoro da preparare per luiloro e gli altri. Fortuna che sono in ferie…

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Gran belle sensazioni

Alla fine della partita Olanda-Brasile (ha vinto l’Olanda 2-1 gnè gnè gnè) ho visto lo spot sudafricano contro il razzismo ed è comparsa una scritta a me molto cara: Ubuntu!
Così, tanto per dire…

(io sono ciò che sono per merito di ciò che siamo tutti…)

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Uniweb, Padova e prese per i fondelli

Nell’ateneo di Padova hanno deciso di far partire il nuovo sistema di gestione delle carriere universitarie. Uno sfacelo completo, molti si sono ritrovati con esami mai sostenuti come registrati e viceversa.

Ciliegina sulla torta, una mail che arriva oggi è che avrei voluto rispondere così. Tra le virgolette il testo originale.

Volevo criticare un paio di aspetti:
“Dopo una lunga e intensa preparazione durata più di due anni, UNIWEB è in
esercizio già  da un mese. Un mese non facile per tutti, a causa degli
inconvenienti che sempre accompagnano la messa in produzione di un nuovo
Sistema Informativo e ancor di più se riguarda una materia così complessa
e un numero così grande di Utenti (sono infatti circa 75.000 tra Docenti e
Studenti)”
Intensa preparazione? Non sembra proprio vista la palese mancanza di test sulla
piattaforma. In quanto studente di informatica so cosa voglia dire testare una
piattaforma e qui non è stato fatto. Logout che non funziona, XHTML non corretto, in violazione quindi della legge Stanca che impone accessibilità (se lo standard non è rispettato figurarsi l’accessibilità che come prerequisito impone il rispetto degli standard web). Inoltre è palese come i dati sono stati inseriti a mano. Ora, qualunque database permette l’esportazione dei dati e l’importazione si può fare tramite script. La cosa è stata fatta a mano, quindi in maniera inaccettabile.
“In questo mese, superando le inevitabili difficoltà  dell’avvio, sono stati
aperti oltre 12.000 appelli di esame nei quali risultano a tutt’oggi oltre
125.000 iscrizioni. Sono state compilate via Web le domande di Laurea,
gestiti gli esami di stato e le iscrizioni degli specializzandi. Le
Presidenze hanno completato l’Offerta Didattica e definito le coperture. A
tutt’oggi sono stati stampati oltre 9000 certificati. I contatti
giornalieri sono saliti dai 5000 dei primi giorni fino oltre i 40.000 al
giorno, con punte orarie di oltre 3.500 utenti attivi. Ciò ha creato
oggettivamente dei momenti di rallentata risposta del sistema, a cui
abbiamo cercato di dare risposta potenziando ove possibile le risorse
informatiche.
Ma sono numeri così  importanti che vanno onestamente oltre le nostre
previsioni iniziali, anche se indicano che il sistema è già  entrato a
pieno regime nella vita quotidiana di tutti noi.”
Non previsti? Ma scherziamo? Avevate previsto un numero di visite INFERIORE agli
iscritti all’ateneo? Pensavate forse che, soprattutto all’inizio, gli studenti non usassero il loro unico sistema per gestire la carriera?
“L’obiettivo principale di Uniweb era ed è, quello di migliorare in modo
significativo il rapporto tra il nostro Ateneo e i suoi Studenti, dotando
i Docenti di uno strumento adeguato e moderno per la gestione delle loro
attività  burocratiche correlate alla gestione della didattica, e,
dall’altro, riducendo al minimo per gli Studenti la necessità  di recarsi
agli sportelli o presso le segreterie didattiche di Facoltà . Il Sistema
deve inoltre garantire una costante e trasparente informazione sulla
carriera, amministrativa e didattica, di ogni singolo studente soprattutto
nel momento in cui si agganciano al merito, o alla carriera in generale,
borse di studio e livello di tassazione.
Ci vorrà  ancora del tempo prima di raggiungere completamente tutti questi
obiettivi, e per rilasciare tutti i servizi che abbiamo in programma, ma
siamo convinti che solo attraverso la collaborazione e l’appoggio di
tutti, e in particolare del Vostro, sarà  possibile  aggiungere uno
standard adeguato di servizio nel più breve tempo possibile.”
Veramente? No, perché negli altri atenei la registrazione degli esami è via web da anni ora col nuovissimo sistema è ancora per via cartacea. Inoltre questa è la prova del fatto che questa piattaforma era completamente immatura! Se non riesce ad avere tutte le funzionalità prevista non è completa!
La situazione si è solo complicata.
Inoltre farlo partire ora quando ci sono esami e lauree è una scelta di tempo particolarmente infelice, col risultato che la mancanza di alcuni servizi sta danneggiando (sì, danneggiando) gli studenti stessi.
“Non possiamo promettere che non ci saranno altri momenti difficili, ma ci
stiamo impegnando perché siano sempre di meno e sempre meno pesanti.”
Allora perché scrivete di aver raggiunto gli obiettivi?
La verità è che questo sistema è stato progettato male e fatto peggio con evidenti errori sia di analisi (non prevedibilità del numero accessi) sia nella realizzazione (il logout non è funzionante, una grossa falla di sicurezza).
Con tutto il rispetto possibile questo non è un sistema degno dell’ateneo di Padova, questo è l’ennesimo spreco di denaro e visti i tempi non se ne sentiva la mancanza!
Distinti saluti e vaffanculo!
P.S.
Per fortuna (per me)  ho deciso di rispondere in maniera molto più pacata.

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Lei non sa chi sono io!

- Voi di sinistra non avete capito mai nulla; voi non capite nemmeno quello che leggete, figuriamoci che succede quando non lo fate!

- Ma che dice!

- Voi di sinistra non vi prendete nemmeno la briga di documentarvi sulle leggi che poi protestate; non state ad ascoltare se la legge dice cose diverse da quel che voi volete sottintendere: le cose sono sempre e solo come dite voi. Non si scappa!

- Uhmm…

- Perché fai quella faccia?

- Ehh?

- Perché fai quella faccia scocciata, sto sbagliando per caso?

- Beh sì, e di tanto per giunta

- Tu lo sai che dice quella legge? sei mai andato in giro a controllare di persona? ti sei mai…

- Scusi…

- …a leggere l’articolo che ho scritto sul sito dell’Udc? Dimmi…

- Perché mi dà del tu?

- Cosa?

- Lei non mi conosce però mi dà del tu. Perché lo fa?

- Beh… perché… sei giovane!

- Senza offesa, ma l’età non le dà il diritto di prendersi certe confidenze.

- Beh, ma è normale che se sei giovane ti possa dare del tu

- Lei quanti anni ha?

- Io? 43… perché?

- Io ne ho 40, quindi non sono così giovane come crede

- Si ma sei più giovane di me

- Continua a darmi del tu

- Su dai, puoi anche darmi del tu se ci tieni

- No, non ci tengo affatto perché non la conosco

- Ah beh, possiamo rimediare subito: mi chiamo…

- Non mi interessa sapere il suo nome. Lei doveva presentarsi ancor prima di criticare e attaccarmi senza sapere chi io fossi e se avessi fatto qualcosa per meritarmi i suoi insulti.

- Ma suvvia, non erano mica offensive…

- No?? E gli attacchi a “voi della sinistra”? “tu cosa hai fatto per”? Come li chiama: pacche sulle spalle per caso?

- Basta! Con voi comunisti non si può nemmeno più parlare. Arrivederci!

- Saluti

Dialogo tragicomico tra uno – cito testualmente – di estrema-destra iscritto all’Udc e il sottoscritto, domenica mattina davanti al banchetto della raccolta firme per l’acqua pubblica a Cordenons

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