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Condanna a due facce
“Il direttore responsabile di Videonews, Claudio Brachino, è stato sospeso due mesi dall’Ordine dei giornalisti della Lombardia in relazione a un servizio sul magistrato Raimondo Mesiano che provocò forti polemiche.”
Ogni volta che un giornalista Mediaset viene punito per un qualsiasi motivo, di solito succedono due cose: a) Berlusconi s’incazza e se la prende con l’ordine che non l’ha difeso o che l’ha condannato; b) quel giornalista sta sulle balle a Berlusconi e usa l’ordine per cacciarlo dalle sue tv. Delle due l’una.
Attentato!
Buonasera dal TG4: ATTENTATO! SI TRATTA DI ATTENTATO! Qualche imbecille ha deciso di diffondere un falso allarme su una bomba presente nell’aereo di Berlusconi.
Per quanto riguarda la bomba carta fatta esplodere da ignoti davanti la sede del PD a Roma, rientra tutto nella normalità.
Vietati in tv, liberi sul web
La par condicio televisiva viene filtrata sul web. Mentana Condicio (vietati in tv, liberi sul web) è un talk show condotto da Enrico Mentana, in onda su Corriere tv, dove ogni giorno si dibatte di politica ed elezioni con i personaggi di punta di tutti i partiti. Ieri c’era Enrico Letta del Pd a confronto con La Russa del Pdl, mentre oggi Mentana intervistava Di Pietro sulle sue affermazioni di impeachment al presidente Napolitano e sulla democrazia mancante nel nostro Paese. Chissà se la prossima puntata ci sarà Giorgio Napolitano a spiegare le sue motivazioni per la firma al ddl salva liste…
Silenzio: effetti collaterali.

Dopo il gran clamore sulla cassa integrazione totale di Fiat ora tutto tace, almeno per la stampa popolare.
Ed io che, come tanti, di economia so poco, mi chiedo i motivi di questo silenzio.
Che ci piaccia o meno, la forza economica è il pilastro fondamentale delle società moderne, quello su cui si reggono benessere, cultura, servizi, assistenza, sussistenza e sopravvivenza. Qualcosa insomma che ci riguarda tutti.
Eppure di questo parlano solo gli addetti ai lavori, e spesso in termini che la fan sembrare un’innocua partita di briscola al bar.
Con la piccola differenza che se un compare perde la mano, noi tutti andiamo a soffrirne.
Politicamente è ancor peggio: sembra quasi che ci danneggi più il sesso di Berlusconi che la chiusura di Termini Imerese, eclatante finché si vuole ma non certo l’unica attività che sta chiudendo.
Certo, la Fiat era una delle principali aziende italiane. “Era” e possiamo anche dire “è” perché il suo zampino è ovunque.
La Commissione lavoro della Camera – notizia recentissima – ha approvato l’allungamento della CIG a 18 mesi su due anni.
Questo, economicamente – e socialmente – parlando cosa significa?
Forse che ci vien dato ulteriore tempo per dissertare con chi sia andato a letto il premier o con quali acrobazie del Kamasutra abbia passato la notte?
O non sarà che ci stanno velatamente sussurrando che questa crisi sarà lunga? E che stanno arrivando anni di indigenza a pioggia?
Altrettanto recentemente, sulle pagine economiche appare una Fiat in rilancio, in vena di connubi, connubi che però transitano per separazioni, propedeutiche a nuove convivenze.
Cosa significa questo? Che tutto va bene?
Oppure, separazione significa la chiusura della produzione in Italia?
Io credo a ciò che vedo. E quello che vedo da tempo ogni giorno o quasi , è nella foto in testa, scattata oggi, ferma a un passaggio a livello del binario proveniente da Tarvisio, dall’Est.
E se proprio oggi non era in ritardo, era il secondo.
Poi sento il pianto greco sugli incentivi per la vendita della produzione dell’auto.
Ma se le producono altrove, chi incentiviamo, l’indotto?
Ma l’indotto Fiat è in ginocchio, a terra, da tempo. Perché non viene esportato, è già stato trasferito altrove.
Fiat però si preoccupa per Termni Imerese.
Nonché, candidamente, ammette che sia una spina nel fianco della sua visibilità internazionale:
Marchionne ha poi ribadito che senza gli incentivi il mercato italiano è atteso quest’anno attorno a 1,75 milioni di unità: “In Italia bisognerà aspettare il 2013 per avere una normalizzazione del mercato dell’auto. Ci vogliono 3-4 anni perchè il mercato riacquisti un ritmo normale. Siamo ancora nella stagione delle difficoltà. L’importante comunque è che la crisi sia passata adesso abbiamo la possibilità di gestire il futuro”.
Qualcuno me la spiega, per favore? Ché a me par proprio che stiano giocando a briscola.
E che gli scartini siamo noi.
Del resto, se la crisi “è passata” (quale? La loro?), perché mai si allungherebbe il periodo di Cassa integrazione, congelando risorse a scapito dello sviluppo?
Ma hanno forse il diritto, “loro” di mettere in ginocchio l’Italia per il loro flirt con Chrysler?
non so perché ma ho quasi il sospetto che i media abbiano sbagliato la pornostar di riferimento.
(in altre parole, se Berlusconi si scopa l’escort, la mia vita non cambia ma se Fiat lo fa con Chrysler son disoccupato. E questo sì mi cambia la vita)
Ecco, ora ho paura
Che Berlusconi sia un semi-dittatore l’avevo capito tempo fa. I suoi modi arroganti di parlare con l’opposizione, i suoi continui insulti alla magistratura e le sue palesi azioni illegali mi facevano, e mi fanno, solo mandare in bestia.
Ma finché c’è qualcuno che può fermare le sue spinte più anti-democratiche allora c’è ancora una speranza. Perché se è vero che Napolitano di leggi vergogna ne ha fatte passare tante, è anche vero che erano norme del parlamento, che almeno nella forma, erano espressione puramente del legislatore e non del potere esecutivo. Nella sostanza no, ma il fatto che ci fosse una dittatura “legale” era, sotto un certo punto di vista, confortante perché Mr B. non poteva o non voleva decidere tutto da solo, perché non sarebbe stato accettabile da qualcuno che aveva il potere di bloccarlo. Magari aspettando che se ne andasse dalla scena politica tutto avrebbe cominciato a funzionare, era solo questione di attesa.
Ebbene, perché ho paura? Perché quella persona che dovrebbe vigilare sulla costituzione è d’accordo con Silvio Berlusconi e ha approvato il decreto interpretativo sulla legge elettorale proprio perché “non era sostenibile che potessero non parteciparvi (alle elezioni ndr) nella più grande regione italiana il candidato presidente e la lista del maggior partito politico di governo, per gli errori nella presentazione della lista contestati dall’ufficio competente costituito presso la corte d’appello di Milano”.
Insomma il diritto di voto ci dev’essere, basta che a sbagliare sia un partito molto grosso e che sia al governo! Questo dice Napolitano, né di più né di meno. Vi spiego anche perché è chiaro:
1) Se non fosse un partito al governo come sarebbe potuto saltar fuori il decreto interpretativo?
2) Qui il presidente è esplicito, riferendosi al “maggior partito di governo”.
Per questo ho paura, come si può essere tranquilli con un presidente della repubblica che non svolge il suo lavoro, anzi asseconda le mire anti-democratiche del capo del governo? A me ricorda molto Vittorio Emanuele III, che pur potendo chiamare l’esercito per disperdere i fascisti nel giorno della marcia su Roma dette a Mussolini l’incarico di governo.
Mi auguro fermamente che in Lombardia e Lazio ci sia una risposta chiara degli elettori, ma non ci spero affatto, anzi per nulla.
Undici
Quanti ne dovranno morire quest’anno prima di far qualcosa?
[h/t Metilparaben]
Buone notizie
Nonostante non sia contento della cosa, questa settimana c’è stata una prima buona notizia, Mills prescritto, ma il reato c’è.
La seconda notizia è che il cinepattone Natale a Beverly Hills non riceverà neanche un soldo dallo stato, nonostante si temesse il contrario.
Stato di diritto… degli altri
“E’ indecente che pluriomicidi, condannati con sentenza passata in giudicato, collaborino, seppur in terza fila, alla campagna elettorale del candidato del centrosinistra del Lazio Emma Bonino.”
Quelle che avete appena letto sono le parole del segretario dei Comunisti Italiani Oliviero Diliberto, dopo aver appreso che Francesca Mambro e Giusva Fioravanti sosterranno la Bonino in Lazio.
Che i due ex terroristi di destra abbiano commesso delitti efferati è un fatto che nessuno può smentire, ma è anche un fatto che abbiano già scontato la loro pena e collaborino con molto profitto da anni con l’associazione Nessuno tocchi Caino. Ciò non toglie che la memoria va tenuta viva onde evitare sbavature morali di chi, con la presunzione del giustizialismo a tutti i costi, si renda partecipe di congetture che nulla hanno a che fare con l’ordinamento giuridico – e morale – del nostro paese. Diliberto non è nuovo ad esternazioni del genere, ma se ogni volta qualcuno tira fuori panzane del genere solo per attirare i media scordandosi che il carcere serve a riabilitare le persone, e non solo a punirle per i loro crimini, a quel punto il Diritto italiano basato sulla libertà di ogni individuo dopo aver scontato la pena viene a mancare. Vogliamo essere garantisti di uno Stato di Diritto oppure di un giustizialismo – o di un perbenismo come dicono alcuni – fine alla visibilità mediatica?
Mambro e Fioravanti sono persone libere, e come tali hanno tutti i diritti di comportarsi come meglio credono. E dal mio punto di vista anche sostenendo la campagna elettorale di Emma Bonino.
Update: anche Marco Campione sostanzialmente ha la mia stessa opinione.
Nulla di nuovo
Ecco Carolina: «Sono cambiata per realizzare i miei sogni»
Certo!
Carolina, una notte da incubi «Ma io non mi arrendo»
Come 4 anni fa e devo ancora capire come ha fatto a vincere un europeo……



È stato detto