Il sistema elettorale tedesco in pillole

Il sistema elettorale tedesco in pillole

La Germania è una repubblica federale in cui il Parlamento detiene il potere legislativo. Il Bundestag, il Parlamento, verrà rinnovato domenica 22 settembre e si eleggeranno i rappresentanti delle due camere: il Bundestag, la camera più grande, e il Bundesrat, la camera dei rappresentanti dei sedici stati federali tedeschi denominati Land. A guidare il governo è il cancelliere, il quale viene eletto dal Bundestag; le elezioni per rinnovare il Parlamento si tengono ogni quattro anni. Il sistema elettorale tedesco è abbastanza complicato perché si basa su un sistema misto maggioritario-proporzionale. In estrema sintesi cercheremo di spiegarne il funzionamento.

Come detto il sistema elettorale tedesco è di tipo misto: quando l'elettore va a votare dà due preferenze, uno al candidato l'altro al partito. Nel primo caso il candidato che prende più voti nel suo collegio va direttamente in Parlamento (sistema maggioritario e uninominale); nel secondo ogni partito di ogni Land presenta una lista bloccata e dalla percentuale di voti viene determinato il numero dei rappresentanti che andranno in Parlamento (sistema proporzionale). Fin qui tutto abbastanza semplice. Senonché il sistema precisa una quota di sbarramento del 5 per cento o di tre candidati per farsi eleggere, per cui quel partito che non riesce a conquistare il 5% dei voti proporzionali o almeno 3 eletti nel collegio uninominale, è automaticamente tagliato fuori dal Bundestag. Di conseguenza l'assegnazione dei seggi anche in questo caso è molto semplice: il voto col maggioritario assegna il seggio nominale; il voto proporzionale - quello ai partiti, per intenderci - assegna il numero di rappresentanti che ogni partito avrà nel Bundestag. Il numero totale dei parlamentari è molto fluido perché può variare da un minimo di 598 deputati fino ad un massimo di 700. La differenza la fa il voto proporzionale.

Il sistema misto tedesco prevede una formula molto astrusa che permette ad un partito, che ad esempio ha eletto più rappresentanti col sistema proporzionale a scanso del maggioritario, di avere un numero di eletti che seguono l'ordine della lista bloccata. Facendola semplice: se un partito ha eletto due soli candidati con l'uninominale e dieci col proporzionale, i primi otto della lista entrano di diritto in Parlamento. Il totale deve comunque tener conto del numero di eletti col proporzionale. Al contrario, invece, se un partito ha eletto più rappresentanti col maggioritario anziché del proporzionale, i surplus vengono indicati come Überhangmandate, in sovrannumero, e vengono conteggiati come una specie di premio. Questo però fa sì che i partiti principali ottengono molti più Überhangmandate perché più forti e meglio organizzati dei partiti minori: nel 2009 la Cdu della Merkel ha avuto 21 rappresentanti in sovrannumero, gli alleati del Csu tre, tutti gli altri nessuno.

Questo meccanismo del sovrannumero dà un vantaggio cospicuo ai partiti più grandi, vantaggio che la Corte Costituzionale tedesca ha giudicato incostituzionale in alcuni punti perché iniquo. Il 21 febbraio 2013 il Parlamento ha approvato un nuovo sistema elettorale che rispetta di più la proporzione tra il primo e il secondo voto sia nel maggioritario che nel proporzionale. La legge, entrata in vigore il 9 maggio scorso, sostiene che il rapporto 2:1 tra maggioranza e opposizione deve essere sempre considerata prioritaria. Un esempio: il partito di maggioranza prende 200 seggi quello di opposizione 100 seggi; il primo ottiene anche 20 rappresentanti in sovrannumero. Per mantenere il rapporto di 2:1 tra i due partiti, a quello di opposizione vengono concessi dieci Überhangmandate. Sicuramente questa modifica sortisce l'effetto di rendere più equo la rappresentanza parlamentare, rischia però di gonfiare notevolmente il numero di deputati eletti al Bundestag. E proprio per l'alto numero di eletti, molti costituzionalisti tedeschi ritengono che la legge vada in conflitto con la legge fondamentale, quindi rischia di essere ancora una volta incostituzionale. Comunque vada a finire, domenica prossima la Germania andrà a votare con questo sistema elettorale e Angela Merkel verrà rieletta cancelliere per la terza volta consecutiva.

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Giornalista freelance, si occupa di comunicazione politica per il Partito Democratico friulano, responsabile comunicazione Pd Cordenons e dei social media del Pd della provincia di Pordenone. Gli piacciono le elezioni e le campagne elettorali, la politica americana e le primarie statunitensi. Twitter @giacomo_lagona, @PDCordenons, @PDFVG #PdCommunity

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