Cause ed effetti

Cause ed effetti

Se lo si guarda spassionatamente, il comportamento della stampa italiana dopo le elezioni tedesche sembra del tutto incomprensibile. L'evidente soddisfazione per la vittoria della Merkel, alla malcelata invidia per chi ha guidato l'Europa nella gestione della crisi, è totalmente scissa dall'osservazione della nostra realtà. I commentatori - tutti evidentemente a stipendio pieno e privi di prole - non sono in grado non solo di spingere il loro sguardo forbito fuori dalla finestra dell'ufficio, ma nemmeno di guardare nelle loro redazioni.

Non vedono - o forse non sanno? - del dimezzamento di copie vendute, del crollo della pubblicità, delle centinaia di colleghi esodati a forza verso la pensione, delle sedi storiche vendute, dei giovani precari a qualche centesimo a riga definiti tale all'età in cui Obama vince alla Casa Bianca. Se lo sanno, se lo vedono, o non sono in grado di fare due più due tra crisi settoriale e crisi generale, oppure - e temo sia questa la verità - ne apprezzano cause ed effetti.

Apprezzano evidentemente quella garrota che stringe inesorabile non solo il lavoro dipendente ma pure quello autonomo, riportandolo ai guadagni, e soprattutto ai costi, di 15-20 anni fa.

About the Author

Giornalista freelance, si occupa di comunicazione politica per il Partito Democratico friulano, responsabile comunicazione Pd Cordenons e dei social media del Pd della provincia di Pordenone. Gli piacciono le elezioni e le campagne elettorali, la politica americana e le primarie statunitensi. Twitter @giacomo_lagona, @PDCordenons, @PDFVG #PdCommunity

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
free vector