La centrale dello scandalo

La centrale dello scandalo


Due funzionari della regione FVG rinviati a giudizio per doppio compenso non dovuto, entrambi soci fondatori di Renowa Srl, la società che ha realizzato la centrale idroelettrica a Cordenons.

I due funzionari della Regione sono Stefano Lanfrit di Pinzano al Tagliamento (Pordenone), e Diego Fonn di Pordenone, entrambi accusati di aver ottenuto un doppio compenso non dovuto per aver svolto la loro attività d'ufficio. Fonn inoltre è stato accusato di concussione in un'altra inchiesta legata allo sfruttamento della ghiaia dei torrenti, per la quale era stato anche arrestato. Nella stessa indagine è stato rinviato a giudizio anche l'imprenditore di Codroipo Giuseppe Carpenè di Pinzano al Tagliamento.

Di dipendenti pubblici che fanno il doppio lavoro con compensi non dovuti ne è piena l'Italia, questa storia invece mi riguarda da vicino perché i due dirigenti hanno realizzato la centrale idroelettrica che dovrebbe dimezzare i costi dell'elettricità a Cordenons, la mia città.

I due funzionari-imprenditori, per far perdere le tracce dei loro investimenti, avevano occultato le quote dietro il paravento di una società d'intermediazione milanese, la Aletti fiduciaria spa, ma che gli uomini delle Fiamme Gialle hanno immediatamente trovato scandagliando i computer dei due.

Lanfrit e Fonn, oltre ad aver triplicato gli investimenti iniziali nella Renowa - si parla di un investimento iniziale di 43mila euro nel 2009 a fronte di un guadagno di oltre 360mila oggi -, erano il primo dipendente dalla Direzione centrale forestale e responsabile tecnico dell’istruttoria che aveva eseguito i sopralluoghi e firmato i necessari pareri per il rilascio della concessione finita nel mirino delle Fiamme gialle; e dipendente dalla Direzione centrale infrastrutture, mobilità, pianificazione territoriale e lavori pubblici nel Servizio edilizia il secondo. Per cui, senza il loro avvallo e la loro firma, la centrale Trameacque che entra in funzione su una derivazione del Meduna a Cordenons non avrebbe mai visto la luce (valore stimato 7,5 milioni di euro).

La Guardia di Finanza di Pordenone, nell'evidenziare i risultati dell'inchiesta, ha posto l'accento sul fatto che non risulta che la concessione alla società Renowa sia stata rilasciata in violazione di norme o regolamenti. Io invece pongo il problema sul conflitto d'interesse - che potrebbe sfociare in una specie di concussione senza la tangente - per realizzare la centrale.

Mi faccio delle domande soprattutto perché l'amministrazione che ha voluto la centrale era la mia, ossia quella di centrosinistra in carica dal 2006 al 2011 in cui mi ero addirittura candidato per farla rieleggere lo scorso giugno.

Spero e mi auguro che non ci siano i presupposti per un'indagine che evidenzi problemi legali sulla realizzazione della centrale, se così non fosse vorrei quanto prima che l'ex amministrazione facesse il primo passo per chiedere spiegazioni a chi di dovere per sgomberare il campo da insulse illazioni che l'attuale maggioranza di centrodestra sicuramente porterà in risalto sia dentro che fuori il consiglio comunale.

(Via Messaggero Veneto)


Bio autore

Si occupa di comunicazione politica per il Partito Democratico friulano. Gli piacciono le elezioni e le campagne elettorali, la politica americana e le primarie statunitensi. Twitter @giacomo_lagona

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