Detenuto da dieci anni senza prove

Detenuto da dieci anni senza prove

Abu Zubaida detenuto da dieci anni a Guantanamo senza prove e senza processo. Il suo avvocato scrive al Washington Post chiedendo che il suo cliente venga giudicato.

La prigione di Guantanamo, a Cuba, è al centro di un importante dibattito politico nel quale si chiede che venga chiuso perché nega gran parte dei diritti umani fondamentali. Obama, nel 2008 in piena campagna elettorale, disse che avrebbe smantellato il carcere in territorio cubano. Quella promessa non è stata mai assolta.

Guantanamo è tragicamente salito agli onori della cronaca non solo perché sono stati aboliti i diritti individuali di ogni carcerato, ma anche per i frequenti casi di tortura e per la legale carcerazione preventiva senza prove a sostegno di un'accusa formale. Guantanamo andrebbe chiuso immediatamente perché viola gran parte degli articoli sanciti dalla Dichiarazione universale dei diritti umani.

Abu Zubaida è un cittadino saudita arrestato in Pakistan nel 2002 con l'accusa di essere il numero 3 di Al Qaeda e di aver partecipato attivamente all’organizzazione degli attentati dell’11 Settembre. Dal 2002 al settembre 2006 è rimasto rinchiuso nelle carceri segrete della Cia in territorio pakistano, per poi essere trasferito a Guantanamo con l'accusa, non formale, di terrorismo.

Dal 2006 ad oggi è stato sottoposto 83 volte al "waterboarding": la tecnica di tortura in cui si immerge la testa sott'acqua fino al limite dell'annegamento. Nei sei anni di detenzione a Guantanamo, il saudita ha subito violenze di ogni genere, con tutto ciò non è mai stato formalmente accusato di nessun reato. Perché?

L’avvocato di Abu Zubaida, Amanda Jacobsen, scrive una lettera al Washington Post in cui chiede che il suo cliente compaia almeno davanti ad un giudice per potersi difendere dalle accuse che gli sono state mosse. Ma quali siano queste accuse le disconosce perfino la Jacobsen.

L'unica accusa fin oggi formalizzata a Zubaida è legata al caso dell'ex capo dell’intelligence polacco Zbigniew Siemiatkowski, accusato di sequestro di persona, abuso d’ufficio e tortura per aver partecipato alla detenzione del cittadino saudita. L'accusa di essere un terrorista affiliato ad Al Qaeda, e quindi di aver partecipato alla strage dell'11 settembre, è caduta perché anche il governo americano ha ammesso che l’uomo non è mai stato un membro di al Qaida e che non è mai stato coinvolto nelle operazioni del gruppo terroristico capeggiato da bin Laden.

Nella lettera c'è secondo me un passaggio fondamentale che fa capire la vera problematicità della vicenda: «Quando la gente mi chiede se Abu Zabaida è colpevole - scrive la Jacobsen - io posso solo rispondere: è il momento di scoprirlo. Il governo ha avuto 10 anni per presentare le accuse. Chi crede che Abu Zabaida è colpevole dovrebbe accusarlo e permettergli di difendersi».

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Giornalista freelance, si occupa di comunicazione politica per il Partito Democratico friulano, responsabile comunicazione Pd Cordenons e dei social media del Pd della provincia di Pordenone. Gli piacciono le elezioni e le campagne elettorali, la politica americana e le primarie statunitensi. Twitter @giacomo_lagona, @PDCordenons, @PDFVG #PdCommunity

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