Detroit è fallita

Detroit è fallita

Rick Snyder, il repubblicano che guida il Michigan dal 2011, ieri ha caricato un filmato sul sito ufficiale del governatore nel quale annuncia che «Detroit è al verde». Dopo anni di crisi economica e dissoluzioni comunali, gli amministratori della città dell'auto hanno così deciso di dichiarare fallimento chiedendo aiuto al governo federale.

Today I authorized Detroit's emergency manager to seek federal bankruptcy protection for the City of Detroit.

This is a difficult, painful step, and it is one I would not be authorizing if I felt any other viable option remained.

I'd like to take a moment to explain why I made that decision and what it means for the city --- and for the State of Michigan.

In many respects, this day has been six decades in the making. Detroit is buried under $18 billion in debt and unfunded liabilities. In fact, 38 cents of every city dollar goes toward debt repayment, legacy costs and other obligations. By 2017, that figure will go up to 65 cents per dollar.

That level of debt is unsustainable.

Meanwhile, the people of Detroit already pay the highest taxes per capita in Michigan. And the city's 700,000 residents don't receive the city services they deserve.

For Michigan to be a great state, Detroit needs to be a great city. And the simple fact is, Detroit is broke. By filing for bankruptcy, Detroit can get back on the right path. It can fix its finances. And it can focus on investing in city services so that Detroiters have a better quality of life. Better police and fire protection, trash pickup and street lighting.

We've been reinventing Michigan so it can be the comeback state of the nation. Now it's time to move Detroit forward, too.

Detroit è la principale città del Michigan e per grandezza la 18esima degli Stati Uniti; per questo gli analisti guardano con molta preoccupazione il fallimento prevedendo anni di difficoltà per l'amministrazione e la città. Secondo il Wall Street Journal è il più grande fallimento di una città nella storia degli Stati Uniti: Detroit ha un passivo di 18 miliardi di dollari e 39,7 milioni di dollari da pagare ai titolari di obbligazioni. È impossibile rientrare dalle insolvente, il fallimento è la strada più logica. Kevyn Orr - l’uomo scelto dallo Stato del Michigan per traghettare Detroit fuori dal pantano economico in cui versa - ha portato al governatore un piano che prevede la vendita di buona parte delle proprietà cittadine e il taglio dei bonus ai dipendenti e ai pensionati, comprese le 20mila pensioni degli ex dipendenti comunali.

Al momento la Casa Bianca non si è espressa ufficialmente, anche se ha fatto capire che per ora non è previsto nessun invio di denaro per ripianare i debiti. In realtà Detroit ha già ricevuto degli aiuti federali: l'amministrazione Obama, durante il primo mandato, aveva stanziato circa 80 miliardi di dollari per salvare dal fallimento General Motors e Chrysler. Sono passati cinque anni da quello stanziamento, e mentre la case automobilistiche sono riuscite a risanare i debiti e ripagare lo stato, la città ha accumulato debiti su debiti e decine di migliaia di persone sono state costrette a trasferirsi altrove. Ciò ha causato una debacle alle casse comunali per via dei mancati introiti derivati dalle tasse immobiliari, e ad un certo punto la città è stata costretta a chiedere prestiti ed emettere titoli per avere denaro da spendere. Negli anni gli impegni non sono stati onorati e il risultato è quello che sappiamo.

Detroit in pochi anni ha visto triplicare il livello di disoccupazione, raddoppiando la media nazionale del 7.6%, tanto che - secondo l'ultimo censimento - tra il 2007 e il 2011 un abitante su tre ha vissuto sotto la soglia di povertà. Le basse possibilità di occupazione hanno ovviamente portato ad un incremento della criminalità che, sommato alle scarse risorse in dotazione alla polizia, hanno fatto lievitare i crimini e di conseguenza la risoluzione dei casi. Basti pensare che dal momento in cui viene chiamata la polizia all'arrivo sul luogo del delitto la media nazionale è di circa 11 minuti, a Detroit è di 58. Negli Stati Uniti la media dei casi risolti è di oltre il 60 per cento, nello stato del Michigan del 30.5, a Detroit appena l’8.7 per cento dei casi. Un disastro.

La città ha dovuto dichiarare fallimento dopo che le trattative con i creditori si sono impantanate viste le reticenze dei proprietari dei titoli a soluzioni che non vadano in tribunale. Orr ha passato la patata bollente al governatore Snyder - nel frattempo non sono stati pagati 40 milioni di dollari per finanziare il sistema pensionistico locale - che a sua volta ha preso la decisione finale.

(per Globus)

About the Author

Giornalista freelance, si occupa di comunicazione politica per il Partito Democratico friulano, responsabile comunicazione Pd Cordenons e dei social media del Pd della provincia di Pordenone. Gli piacciono le elezioni e le campagne elettorali, la politica americana e le primarie statunitensi. Twitter @giacomo_lagona, @PDCordenons, @PDFVG #PdCommunity

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