Detroit è tecnicamente in default

Detroit è tecnicamente in default

Detroit sta per fallire ed è la più grande bancarotta di una città americana della storia. Kevyn Orr, l'uomo scelto dallo Stato del Michigan per traghettare Detroit fuori dal pantano economico in cui versa, ha convocato i creditori per svelare i suoi piani e confermare la passività municipale di 18,5 miliardi di dollari. La città dell'auto è insolvente e non pagherà i 39,7 milioni di dollari dovuti ai titolari di obbligazioni; Moody's ha portato il rating di Detroit a Caa3 (titoli a debito soggetti ad alto rischio), il terzultimo livello più basso prima del fallimento. Per Fitch è ancora peggio perché considera la città già in default se non rispetta gli impegni con i creditori: «Se il pagamento non si verificherà, taglieremo il rating dall'attuale CC a D per quello che in pratica è un fallimento», spiega il direttore dell'agenzia di rating Arlene Bohner.

Il mago Orr dal canto suo sta cercando di scongiurare la più grande bancarotta municipale della storia americana. Come? Parlando col cuore in mano ai creditori, invocando una condivisione dei sacrifici: «Una cattiva gestione delle finanze, una popolazione in contrazione, una base di contribuenti in calo e altri fattori negli ultimi 45 anni hanno portato Detroit sul collasso finanziaro e operativo». Orr ha presentato un memorandum di 128 pagine a circa un centinaio di persone tra cui assicuratori, creditori e sindacati. Il dibattito e le discussioni sul piano partiranno lunedì prossimo; piano che sostanzialmente consiste nella costituzione di un board per garantire l'implementazione di riforme e 1,25 miliardi di dollari per fare ripartire servizi e riparare la città sempre più in rovina.

Venerdì sera anche S&P ha abbassato il rating di Detroit da CC a CCC- con outlook negativo. A due gradini dal default.

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Giornalista freelance, si occupa di comunicazione politica per il Partito Democratico friulano, responsabile comunicazione Pd Cordenons e dei social media del Pd della provincia di Pordenone. Gli piacciono le elezioni e le campagne elettorali, la politica americana e le primarie statunitensi. Twitter @giacomo_lagona, @PDCordenons, @PDFVG #PdCommunity

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