Di chi è la colpa?

Di chi è la colpa?

Nuovi sviluppi e tante polemiche sul crollo della scuola elementare Duca d'Aosta di Cordenons. Mentre la Procura indaga per crollo colposo, al centro delle polemiche, oltre alla dirigente scolastica Carmen Laterza, ci sono il sindaco Mario Ongaro e l'amministrazione di centro-destra.

Nuovi sviluppi.
Gli oltre 300 alunni della Duca d'Aosta da domani dovrebbero tornare a lezione, almeno questo è quello che il sindaco e la dirigente scolastica hanno messo nero su bianco tramite i servizi d'informazione. Ma i bambini del plesso di Via Montello non rientreranno nelle loro aule, bensì "spostati" tra le parrocchie della città. L'ospitalità di don Moro nel centro parrocchiale della Piazza è per le cinque classi a tempo pieno, ovvero tutta la sezione C, e per la prima e la quinta B che sfruttano il sistema misto. Ci sarebbe inoltre la possibilità di ospitarne un'ottava, la quinta A, nel caso in cui la parrocchia riuscisse a sgombrare per tempo un'altra stanza attualmente occupata.

Le altre sette classi troveranno posto nell'oratorio di San Pietro, Sclavons e la Casa del fanciullo. Le classi interessate sono tutta la sezione A tranne la quinta; la seconda, quarta e quinta B. Le lezioni seguiranno il normale orario: dalle 8 alle 16 per il tempo pieno, dalle 8 alle 13 per i bambini che non usufruiscono dell'intera giornata.

Don Moro, parroco dell'ecclesiale di Cordenons, dice che «É stato doveroso venire incontro alle esigenze della scuola. Mi auguro comunque che tutto si risolva, anche per motivi logistici, a breve, prima dell'inizio dei nostri festeggiamenti, il 28 settembre». Da parte sua il sindaco Mario Ongaro ribadisce: «Ringrazio i genitori per la collaborazione che presteranno e i parroci per l'ospitalità. Cercheremo di contenere i disagi, in particolare coordinando al meglio i trasporti. L'obiettivo è riaprire la scuola in piena sicurezza al più presto, speriamo già da lunedì prossimo».

Sia il don che il sindaco sperano di riaprire la scuola già per settimana prossima, cioè dieci giorni dopo che il tetto del secondo piano è crollato per colpa di una trave che ha ceduto per l'usura e per la scarsa manutenzione. Dal giorno del crollo alla possibile riapertura della scuola, i bambini avranno usufruito del diritto allo studio solo per tre giorni sugli otto a loro disposizione da quando è successa la tragedia, e dato che è una situazione d'emergenza, la scuola non ha nemmeno l'obbligo di recuperare i giorni persi togliendoli dalle vacanze. Però la possibilità di continuare le normali attività scolastiche esisteva, è solo per colpa di un'inefficace dirigente scolastica che la situazione è arrivata a questo punto.

Il diritto allo studio.
La direzione didattica di Cordenons è un comprensorio con due scuole primarie - Duca d'Aosta e Nogaredo -, una secondaria di I grado (scuola media), la Leonardo da Vinci, e due materne, una a Nogaredo l'altra a Villa d'Arco. Una fonte interna alla direzione didattica, mi spiegava proprio ieri che sarebbe stato possibile sfruttare il doppio turno a Nogaredo: la mattina sarebbero rimasti i bambini che attualmente la occupano, nel pomeriggio invece si faceva lezione per le 15 classi della Duca d'Aosta, e dato che le insegnanti sono a scavalco con le classi, quindi avrebbero difficoltà a spostarsi da un plesso all'altro, la soluzione ideale per non disperdere energie è quella di posizionare tutti nello stesso posto. Altra possibilità. So per certo che almeno quattro classi della scuola media sono attualmente libere, anche se l'amministrazione comunale dice che non sono completamente agibili, pertanto si poteva pensare, nel peggiore dei casi, di fare il doppio turno anche alla Leonardo da Vinci. Entrambe le alternative non ottemperano al turno pieno, ma considerando che i bambini fino ad oggi son rimasti a casa senza scuola, non credo che fare mezza giornata avrebbe creato ulteriori problemi. Anzi, dal mio punto di vista avrebbe valorizzato pienamente il diritto allo studio dei bambini. Mi piace pensare che piuttosto che niente meglio piuttosto.

Voi direte: perché tutti questi problemi per una settimana di vacanza in più? Beh, a parte che è una settimana di vacanza non dovuta, il fattore determinante più importante è che non si può, per problemi puramente logistici assolutamente risolvibili, far rimanere 300 bambini a casa per una settimana eliminando ad personam il sacrosanto diritto allo studio di ogni bambino italiano. Seconda cosa non trascurabile, è che il comune, spostando i bambini nelle parrocchie, dovrà comunque sostenere delle spese economiche: saranno tre parrocchie più la casa del fanciullo a prendersi carico degli alunni. Fossero state una o due classi, probabilmente la chiesa cordenonese - vertendo la decisione sulla nuova materna in costruzione in via Cortina - avrebbe anche soprasseduto volentieri; essendo purtroppo tutte e 15 le classi interessate, mi sembra molto ma molto improbabile che la diocesi di Cordenons non si faccia pagare le spese per i giorni scolastici. E dato che le spese le dovrà affrontare il comune, e quindi la comunità tutta, non vedo il motivo per il quale non si poteva affrontare la situazione in maniera più propositiva e con meno disagi per tutti, bambini compresi. Con il doppio turno, e ribadisco che sarebbe stato solo per una settimana se veramente lunedì prossimo la scuola riapre, la scuola sarebbe venuta a costare esattamente quanto ci costava prima: ZERO! Spostando i bambini nelle parrocchie, invece, il costo dell'affitto e dei servizi parrocchiali ricadono su tutta la comunità cordenonese: vi sembra la scelta migliore?

Decisioni finali.
Nell'altro articolo puntavo il dito sulla manutenzione - piuttosto scarsa - che l'amministrazione comunale aveva fatto negli anni per la Duca d'Aosta. So per certo che sin dal 2008, anno in cui ha avuto l'incarico della direzione didattica, la precedente dirigente Luciana Renna ha chiesto all'ufficio tecnico del comune di mettere in sicurezza lo stabile perché presentava delle gravi lacune. Ogni anno l'amministrazione tappava le falle con i pochi soldi che aveva a disposizione. Fino al 2012, anno in cui la Renna è andata in pensione. Prima di ritirarsi, la dott.ssa Renna aveva chiesto al sindaco Ongaro di trascurare la tinteggiatura delle pareti a favore della messa in sicurezza dell'edificio, elencando tutta una serie di problematiche che lo stabile subiva: muffa alle pareti, infiltrazioni d'acqua nei soffitti e nelle aule, rigonfiamenti nei pilastri portanti dovuti all'umidità ecc. Quest'estate l'amministrazione comunale ha deciso di tinteggiare le pareti interne della scuola in vivaci colori pastello che vanno gradualmente dal verde acqua all'azzurro mare, non assorbendo minimamente i consigli che la dott.ssa Renna aveva trascritto e protocollato prima di andare in pensione a fine luglio. La trave è crollata per l'usura e per le intemperie: io non dico nulla, traete voi le giuste conclusioni.

Altro tasto dolente è la motivazione per la quale la dirigente scolastica Carmen Laterza ha deciso di far rimanere a scuola i bambini non avvisando i genitori del crollo. Ormai è di dominio pubblico che la mattina del crollo la dott.ssa Laterza non era a scuola. E a quanto pare non rispondeva al telefono nemmeno dopo i ripetuti tentativi della vicaria della Duca d'Aosta che la chiamava a casa per avvisarla del grave problema. Fonti certe mi hanno informato che hanno dovuto chiamare a casa dei genitori per poterla rintracciare: alle 9.30, quasi due ore dopo l'apertura della scuola. La stessa fonte mi ha confermato i dubbi che mi corrucciavano in questi giorni: la responsabilità di non avvisare i genitori e far rimanere a scuola i bambini, non è stata presa dalla dirigente bensì da chi lei ha chiamato per farsi dettare le direttive di comportamento. Ricordiamo che la dirigente ha fatto due sole telefonate: ai vigili del fuoco e all'amministrazione comunale. Anche in questo caso non dico nulla lasciando a voi le conclusioni che ritenete più corrette.

About the Author

Giornalista freelance, si occupa di comunicazione politica per il Partito Democratico friulano, responsabile comunicazione Pd Cordenons e dei social media del Pd della provincia di Pordenone. Gli piacciono le elezioni e le campagne elettorali, la politica americana e le primarie statunitensi. Twitter @giacomo_lagona, @PDCordenons, @PDFVG #PdCommunity

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