Proviamo a smacchiare il giaguaro

Proviamo a smacchiare il giaguaro

Due pensieri che non vogliono essere propaganda – non si può, siamo in silenzio elettorale – ma poche e utili considerazioni per chi, come me, ha a cuore il futuro del Partito Democratico.

Domani voterò Pier Luigi Bersani sia alla Camera che al Senato, anche se ci sarebbero mille e mille motivi per chiedermi: 1) come riusciremo a conciliare la riforma del lavoro che abbiamo bisogno con le motivazioni – plausibili, ma fuori dalle mie corde – di Nichi Vendola; 2) come, e se, verranno prese in considerazione le tesi di Matteo Renzi che ho scelto alle primarie di tre mesi fa; 3) quale tipo di magia userà Piggì per non trasformare la coalizione Italia Bene Comune in una nuova Unione senza disintegrare mesi di lavoro da parte dei militanti e della stessa direzione nazionale; 4) come diavolo farà un elettore che vuole votare centrosinistra a capire questo programma e nel frattempo capire cosa farà il Pd nel caso vincesse le elezioni.

Si, certo, in questi mesi il Pd ha fatto emergere con estrema chiarezza l’identità del nostro programma – soprattutto su fisco, lavoro e giustizia – al netto della becera propaganda berlusconiana; non sono invece chiari gli schemi e i meccanismi con i quali Bersani intende procedere per stimolare la crescita e ridurre la disoccupazione in modo da farci uscire dalla crisi. Del resto il segretario ha sempre detto che “non possiamo promettere miracoli” e “non abbiamo la bacchetta magica”. Giusto, assolutamente condivisibile. Però è anche vero che Pier Luigi non ha mai indicato delle soluzioni che diano speranza per una rapida soluzione nella prossima legislatura.

Bersani non ha mai fatto promesse, e questo è un punto a suo favore, che probabilmente si rifletterà nell’appeal dell’elettore abituato alle promesse di Berlusconi. Se è vero che vogliamo fortemente i voti dei delusi di quel lato lì, è altrettanto vero che di promesse fattibili – e dico fattibili, non quelle berlusconiane – forse ne avremmo avuto bisogno: non in quantità industriale, ma in una modica quantità che ci permetterebbe di dire “queste son le cose che faremo, punto!”.

La decisione di fare le primarie per i parlamentari è stata lungimirante anche se rimango dall’idea che la data è stata una scelta infelice. Però ci ha reso molto più credibili all’opinione pubblica rassegnata ad un altra elezione col Porcellum, e queste sono cose che non si dimenticano facilmente. Ritengo comunque Bersani l’unico candidato in grado di portare avanti alcune battaglie importanti sia in Italia che in Europa: trasformare la Bce in una Fed europea in grado di far fronte e arginare i rigori oltranzisti del Vecchio Continente (e nella Carta d’intenti c’è proprio scritto: “il centrosinistra assicura la lealtà istituzionale agli impegni internazionali e ai trattati sottoscritti dal nostro paese, fino alla verifica operativa e all’eventuale rinegoziazione degli stessi in accordo con gli altri governi”); ridurre le tasse sulle imprese aumentando, però, quella relativa ai patrimoni con valore catastale superiore a 1,5 milioni di euro, ma ha anche promesso che porterà “la fedeltà fiscale nella media europea” e “abbasserà l’Irap portando l’Irpef dal 23 al 20 per cento della prima aliquota e riducendo quelle intermedie”; liberalizzare più delle famose lenzuolate del 2007 rendendo il programma del Pd ancora più affidabile di com’è sulla carta.

Sono solo tre punti, ma ampiamente fattibili dal prossimo governo Bersani che danno più garanzia e credibilità rispetto agli altri candidati premier. Se poi, con una vittoria, si dovessero creare i presupposti per un governo con Monti, beh, pur non facendo salti di gioia, sono convinto che questi tre punti diverrebbero centrali nell’opera del prossimo governo di centrosinistra.

Pertanto io direi di provare davvero a smacchiare il giaguaro, non pensate?

About the Author

Giornalista freelance, si occupa di comunicazione politica per il Partito Democratico friulano, responsabile comunicazione Pd Cordenons e dei social media del Pd della provincia di Pordenone. Gli piacciono le elezioni e le campagne elettorali, la politica americana e le primarie statunitensi. Twitter @giacomo_lagona, @PDCordenons, @PDFVG #PdCommunity

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
free vector