Siamo pronti a fronteggiare emergenze sanitarie globali?

Siamo pronti a fronteggiare emergenze sanitarie globali?

Errori evitabili e maggiori misure di sicurezza: a dieci anni dalla comparsa della Sars ci si interroga sulle nostre capacità di fronteggiare le emergenze sanitarie internazionali in un mondo ormai globalizzato

Nel 2003 l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) riconobbe il manifestarsi di una minaccia molto seria per la salute umana le cui proporzioni erano globali: la Sars (sindrome respiratoria acuta grave). L'infezione partì da Guangdong, in Cina e arrivò dall'altra parte del mondo con enorme rapidità. L'impreparazione iniziale preparò il terreno perché venissero commessi molti banali errori. Innanzitutto è probabile che a a portare la Sars da Guangdong a Hong Kong fosse stato proprio un medico che aveva trattato dei pazienti nell'area colpita, infettandone altri 15 in un' area diversa. E a portare il virus fuori dai confini nazionali potrebbe benissimo esser bastato un congresso. Con un medico che cura i pazienti a Singapore, si reca a New York e viene ricoverato a Franconforte a causa di un malore durante il viaggio di ritorno si può permettere al virus di toccare diverse città e creare nuovi focolai nel giro di pochi giorni. E' deducibile, quindi, che non esista condizione più favorevole alla diffusione del virus  di quella che si viene a creare con il traffico aereo. In un mondo globalizzato e interconnesso da mezzi di trasporto veloci un’infezione comparsa in un’area remota del pianeta, una volta raggiunto un importante scalo internazionale, può facilmente comparire in aree estremamente distanti rispetto al focolaio iniziale.

Bloccare il traffico aereo fu il primo provvedimento preso per frenare il contagio di Sars, inoltre test diagnostici e quarantene limitarono i rischi di diffusione di un virus in grado di scatenare una pomonite atipica ancora oggetto di ricerca, per la quale non esiste al momento un vaccino o un trattamento specifico.

Nel 2009 la comunità internazionale si trovò davanti ad una nuova emergenza: il virus dell’influenza A/H1N1, meglio conosciuto come "virus della febbre suina". E più recentemente in Medio Oriente è comparso un nuovo coronavirus che ha già colpito 15 persone,  un virus diverso da quello della Sars ma che desta preoccupazione appunto perchè il suo reale potenziale non è ancora emerso .

Si tratta di infezioni virali nuove, sconosciute alla specie umana. Nel caso della Sars, ad esempio, l'infezione già  riscontrata  nei pipistrelli potrebbe esser passata  a noi attraverso de piccoli mammiferi come lo zibetto, che  vengono abitualmente venduti nei mercati di animali vivi nel Guangdong.

A dieci anni di distanza dalla comparsa della Sars siamo consapevoli che questa esperienza ci tornerà utile in futuro poiché ci ha insegnato ad intendere ogni nuova infezione non come un problema circoscritto ma globale,  ci ha mostrato l'importanza d'agire tempestivamente a livello internazionale e ha sensibilizzato le autorità sanitarie di fronte la principale misura di sicurezza: la prevenzione.

About the Author

Il cinema, poi io e infine Bianchina

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
free vector