Il Pentagono blocca l’accesso al sito del Guardian

Il Pentagono blocca l’accesso al sito del Guardian

Il caso Prism continua a mietere vittime: l'esercito americano ha bloccato l'accesso al sito del Guardian nelle basi dislocate in tutti gli Stati Uniti per non far leggere ai propri soldati notizie riguardanti i controlli informatici della Nsa. La conferma, dopo che l'Herald di Monterey aveva dato per primo la notizia, arriva direttamente da Gordon Van Vleet del NetComArmy Network Enterprise Technology Command - l'ente preposto alla difesa della rete informatica dell'esercito americano: «Sono stati filtrati accessi ad alcuni articoli e materiali online dedicati alla fuga di notizie della Nsa. È routine per il dipartimento della Difesa prendere preventivamente misure d'igiene sulla rete per mitigare la rivelazione non autorizzata di informazioni classificate».

Quindi l'US Army tenta di respingere il dilagare di notizie riguardanti Edward Snowden, la talpa di Prism ex consulente della Booz Allen Hamilton fuggito ad Hong Kong e poi a Mosca per non venire arrestato in patria, anche adottando misure poco convenzionali come il blocco selettivo del sito che per primo ha pubblicato la notizia sulle intercettazioni informatiche abusive della National Security Agency.

Secondo le testimonianze di alcuni militari distaccati nelle basi Usa, il Guardian è accessibile senza nessun blocco finché non si clicca sulle notizie riguardanti Snowden o Prism, dopo si viene reindirizzati sulla home del quotidiano britannico.

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Giornalista freelance, si occupa di comunicazione politica per il Partito Democratico friulano, responsabile comunicazione Pd Cordenons e dei social media del Pd della provincia di Pordenone. Gli piacciono le elezioni e le campagne elettorali, la politica americana e le primarie statunitensi. Twitter @giacomo_lagona, @PDCordenons, @PDFVG #PdCommunity

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