Apple e Foxconn garantiranno migliori condizioni ai lavoratori

Apple e Foxconn garantiranno migliori condizioni ai lavoratori


Apple e Foxconn si accordano per garantire condizioni migliori ai lavoratori cinesi: aumenteranno gli stipendi, la rappresentanza sindacale, le condizioni di sicurezza e sanitarie.

Durante uno dei suoi tanti viaggi di rappresentanza, Tim Cook, amministratore delegato di Apple, è riuscito a far ottenere ai lavoratori della Hon Hai Precision Industry - meglio nota con il nome di Foxconn - maggiori garanzie lavorative. In particolare, la Foxconn ha garantito alla Fair Labor Association - organizzazione cinese per la tutela dei diritti dei lavoratori - che il milione e duecentomila dipendenti dell'azienda dislocati in Asia, Europa e America Latina, usufruiranno miglioramenti nel salario, nelle ore lavorative (non supereranno le 49 ore settimanali), nella rappresentanza sindacale, e nelle condizioni sanitarie e di sicurezza.

Foxconn è una multinazionale ed è il più grande produttore di componenti elettrici ed elettronici per conto terzi di tutto il mondo. Produce principalmente per Apple, Motorola, Nokia, Sony, Microsoft, Nintendo, Dell, Hewlett-Packard. L'azienda assembla circa il 40 per cento dei prodotti di elettronica di consumo del mondo, e produce, tra l'altro, l'iPhone, l'iPad e l'iPod.

La Foxconn è tristemente famosa a causa di una serie di suicidi che hanno coinvolto i suoi dipendenti. Dall'inizio del 2010 ci sono stati undici suicidi, due tentativi falliti e sedici sventati. E' l'azienda col più alto numero di suicidi causato dallo stress da superlavoro e dalle cattive condizioni lavorative. Per far fronte a queste problematiche la società si è rivolta, oltre che a professionisti della medicina, anche al supporto di monaci buddisti.

«Apple e il fornitore Foxconn hanno accolto le nostre raccomandazioni e noi continueremo a valutare i progressi, diffondendo i risultati», ha detto Auret van Heerden, direttore di Fla. Apple, che ha attualmente riserve di capitale per quasi 100 miliardi di dollari e da luglio comincerà a pagare i dividendi agli azionisti dopo 17 anni, è stata fortemente criticata per avere mantenuto margini di profitto attorno al 30%, contro l’1,5% dei fornitori, tra cui proprio Foxconn.


Bio autore

Si occupa di comunicazione politica per il Partito Democratico friulano. Gli piacciono le elezioni e le campagne elettorali, la politica americana e le primarie statunitensi. Twitter @giacomo_lagona

1 Commenti
  1. […] una questione d’orgoglio: tutto l’anno a sgobbare nelle miniere, nelle fabbriche, nelle industrie tecnologiche, solo per dimostrare che gli obbli­ghi con­fu­ciani di figli e di geni­tori valgono il prezzo […]

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