Brucia piazza Syntagma

Brucia piazza Syntagma


Lanci di pietre, bombe carta e molotov. Atena torna a bruciare. Un gruppo di black bloc, con passamontagna e maschere antigas, ha raggiunto piazza Syntagma nel cuore del Parlamento. Urla e insulti dai circa cinquantamila manifestanti, verso la polizia - in tenuta antisommossa - che ha fatto uso di gas lacrimogeni. 

L'esecutivo Papademos, che tira dritto nonostante le dimissioni di quattro ministri e due viceministri, entro la mezzanotte dovrà varare le nuove misure di austerità che dovrebbero consentire al Paese di poter usufruire dei 130 miliardi di euro promessi dalla Troika (UE-BCE-FMI) per evitare la bancarotta.

Guerriglia fra Black bloc e polizia a piazza Syntagma

Il luogo dello scontro è sempre lo stesso: Atene, piazza Syntagma, davanti al Parlamento. Sono ore cruciali, i partiti sono chiamati a dare il via libera al pacchetto lacrime e sangue preteso dall'Unione Europea dalla BCE e dal Fondo Monetario Internazionale per sbloccare la tranche da 130 miliardi di euro per dare un po' di respiro al paese ellenico. Migliaia di persone, almeno 55mila secondo la polizia, si sono radunati nella piazza simbolo di Atene rispondendo all'appello dei maggiori sindacati greci.

Ore 17,00. In piazza Syntagma fanno irruzione centinaia di black block e qui, raccontano i testimoni, è accaduto qualcosa di inatteso se paragonato a quanto successo altre volte: invece di essere isolati come provocatori, i black block sono stati accolti dagli applausi. Subito sono scoppiati gli incidenti con la polizia: molotov e lacrimogeni. Ma questa volta la gente comune, quella scesa in piazza per protestare pacificamente, non si è fatta intimidire. «Non ce ne andremo da qui», urlano in tanti. «Maledetti porci, servi» gridano contro i poliziotti. «E' inutile, staremo qui fino a quando le misure previste contro i greci non saranno bocciate» affermano in molti.

In piazza anche Mikis Theodorakis, il famoso compositore 86enne del film "Zorba il greco", rimasto intossicato dai lacrimogeni.

Ore 17,40. Un'ambulanza si fa strada tra la folla, un uomo viene portato via in barella, ci sono dei feriti: si dice un poliziotto e almeno due manifestanti.

Ore 18,00. Arrivano in piazza altre migliaia di persone con bandiere e striscioni, il corteo del sindacato comunista greco rimane inizialmente bloccato dagli scontri. La tensione aumenta, e la rabbia, ancora, rischia di esplodere più pericolosamente nelle prossime ore quando il Parlamento renderà note le sue decisioni, e in piazza potrebbero essere arrivate oltre 250mila persone. Intanto, in una chiesa vicina, decine di fedeli si riuniscono in preghiera: la paura si esorcizza anche così.

«La Grecia è finita - afferma un manifestante - non c'è più speranza alcuna. Finiremo tutti in bancarotta e soffriremo per i prossimi dieci o vent'anni». «Da oggi, in questo paese, inizia l'anarchia, l'anarchia - dice un altro - Non so che dire, ci vorrebbe una grande esplosione, una grande immensa esplosione di rabbia».

E' quello che sta avvenendo in queste ore, con la gente davanti al Parlamento a urlare ai politici: «Maiali. Assassini».


Bio autore

Si occupa di comunicazione politica per il Partito Democratico friulano. Gli piacciono le elezioni e le campagne elettorali, la politica americana e le primarie statunitensi. Twitter @giacomo_lagona

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