Il fattore “D” dei candidati repubblicani

Il fattore “D” dei candidati repubblicani


Rick Perry è il quarto candidato che lascia la corsa per la Casa Bianca dopo Cain, Bachmann e Huntsman. Mitt Romney nei guai per aver nascosto alle Isole Cayman 8 milioni di dollari e perché paga le tasse con un'aliquota del 15% ben al di sotto dell'elettore medio. Newt Gingrich è stato letteralmente sputtanato dell'ex moglie in un programma dell'Abc proprio quando i sondaggi lo davano in recupero per le primarie in South Carolina di sabato.

Newt Gingrich tra Marianne e Callista

Il Fattore "D", donne, inguaia i candidati repubblicani.

A ottobre fu Cain a doversi ritirare perché quattro donne, una dopo l'altra, si fecero avanti denunciando molestie negli anni '80. Una addirittura raccontò di essere stata la sua amante per ben tredici anni. Il secondo fattore D è Michele Bachmann - paladina del Tea Party di un'altra donna, quella Sarah Palin ex candidata vicepresidente di John McCain, avversario nel 2008 di Obama - che si dovette ritirare all'indomani dei caucus in Iowa per manifesta inferiorità.

Poi c'è il fattore D positivo di Jon Huntsman. Ritiratosi lunedì scorso, è noto soprattutto in rete per Liddy, Abby e Mary Anne, le sue meravigliose "Huntsman Daughters" che gli hanno fatto una bellissima campagna su Twitter ridicolizzando gli avversari via via che le primarie si avvicinavano.

Adesso è il turno di Newt Gingrich, l'ex speaker della Camera che diede filo da torcere a Bill Clinton (un altro dal celebre fattore D...) avviando un'indagine nei suoi confronti per ostruzione della giustizia in relazione a presunti suoi affari personali.

Gingrich sposò Marianne Ginther nel 1981, sei mesi dopo aver divorziato dalla prima moglie, Jackie Battley, sposati da 20 anni. A metà degli anni novanta Gingrich inizia una relazione con Callista Bisek, funzionaria della Camera dei Rappresentanti di 23 anni più giovane. Callista sposa Newt e insieme fondano la Gingrich Productions, società di produzione multimediale che si occupa principalmente di storia politica americana, diventandone presidente.

La Abc da 32 anni ha un programma in seconda serata che si chiama "Nightline". Nella puntata di stasera (questa notte in Italia) sarà trasmessa un'intervista a Marianne Ginther, seconda moglie di Gingrich, la quale afferma che l'ex marito si portava l'amante a casa - cioè Callista - e quando lei lo scoprì le propose semplicemente di accettare la relazione e vivere come una "coppia aperta".
Insomma, nel perbenismo delle elezioni statunitensi, l'accusa di una donna può far cadere una candidatura importante come quella di Newt Gingrich.

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Rick Perry si ritira e annuncia alla Cnn che sosterrà Gingrich nel suo peggior momento. Commentando le accuse dell'ex moglie di Gingrich, Perry chiosa semplicemente: «Nessun uomo è perfetto». Nemmeno i figli di Newt hanno risposto così bene: loro si sono fermati a «figura esemplare».

Nemmeno Mitt Romney se la passa bene. Dopo gli attacchi in New Hampshire perché "è capace di licenziare se serve", Mitt è nell'occhio del ciclone per aver girato circa otto milioni di dollari nel paradiso fiscale delle Isole Cayman. Come se non bastasse ha dichiarato «Arriverò a pagare il 15%» di tasse a fronte di una fortuna personale stimata in 250 milioni di dollari. Gingrich naturalmente gli si è buttato a pesce: «Io pago il 31%».

A questo punto, l'alleato Chris Christie, governatore del New Jersey, gli suggerisce di rompere gli indugi e rendere nota la dichiarazione dei redditi. Ma Santorum è dietro l'angolo. Romney è nel periodo buono: «non ho guadagnato troppo lo scorso anno». Rick Santorum: «ha guadagnato 372 mila dollari. Sminuirla significa non essere in sintonia con la maggioranza degli americani obbligati a fare i conti con licenziamenti e pignoramenti».

Una volta vinceva il programma del candidato, oggi quanto guadagna e chi si è portato a letto.

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Bio autore

Si occupa di comunicazione politica per il Partito Democratico friulano. Gli piacciono le elezioni e le campagne elettorali, la politica americana e le primarie statunitensi. Twitter @giacomo_lagona

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