Le foto delle nefandezze statunitensi in Afghanistan

Le foto delle nefandezze statunitensi in Afghanistan


«Militari americani posano con parti smembrate di attentatori afghani» titola il Los Angeles Times, e sul sito mette tutte le foto che i soldati americani hanno scattato ai kamikaze morti.

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I 35 soldati morti in un anno, di cui 23 uccisi da kamikaze, avranno fatto pensare a quei pochi che si sono fatti fotografare insieme ai talebani morti, che era il minimo che quei selvaggi potessero ridare indietro. E invece...

«Militari americani posano con parti smembrate di attentatori afghani» titolava il Los Angeles Times proprio ieri mettendo in home page le foto dei soldati statunitensi assieme ai corpi maciullati dei kamikaze afghani. La foto principale, quella che vedete qua sopra, ritrae un soldato sorridente con la mano di un morto sulla spalla. Delle immagini talmente crude che i talebani hanno già annunciato ritorsioni.

Obama ha già ordinato un'indagine e quindi i responsabili presumibilmente verranno puniti. Anche il Il segretario alla Difesa, Leon Panetta, rivendica le teste dei militari ritratti nelle foto, ma se la prende anche col LATimes per aver disatteso la richiesta del Pentagono di non pubblicare le immagini. In un comunicato stampa, il portavoce George Little poi precisa: «Il segretario Panetta rifiuta con forza la condotta ritratta in queste immagini, che non rappresentano affatto i valori o la professionalità della grande maggioranza delle truppe americane impegnate in Afghanistan». E ha aggiunto: «Il pericolo è che questo materiale possa essere usato dal nemico per incitare alla violenza contro le forze americane e afgane in Afghanistan».

Quelle immagini giravano tra i militari Usa da un bel pezzo, tanto che Panetta ha subito smentite le voci secondo le quali sarebbero recenti. In realtà quelle foto sono abbastanza datate, appartengono ai soldati dell'82esima Airborne Division e sono state scattate nel 2010 a Zabol, in Afghanistan.

I militari dell’82esima erano stati inviati in una stazione di polizia della provincia di Zabol e, avevano il compito di scannerizzare l’iride del kamikaze morto e prelevare le impronte digitali per l’identificazione. Le cose, a quanto pare, hanno preso una piega diversa: troppo forte la tentazione della foto ricordo con i resti umani.

Non è la prima volta che i militari americani si fanno ritrarre con i corpi di talebani o terroristi morti. Sempre nel 2010, in circostanze quasi analoghe a queste, una serie di foto con i corpi di tre talebani saltati in aria con l’ordigno che stavano preparando per colpire una stazione di polizia, due soldati si erano messi in posa mostrando una mano mozzata con il dito medio alzato. Un altro si è chinato su un cadavere e si è fatto fotografare mentre gli stringeva la mano, come se si presentasse. Vicino a un altro corpo è stata messa una falsa mostrina dell’82esima divisione con la scritta "Cacciatore di zombie".

Il segretario alla Difesa Leon Panetta, si è affrettato a dire che i soldati ritratti non rappresentano «la professionalità della larga maggioranza delle forze Usa impegnate oggi in Afghanistan». Il capo del Pentagono condanna il «comportamento folle» e chiede scusa. Anche il generale John Allen, comandante delle forze Isaf in Afghanistan, condanna i trofei dei militari statunitensi e si dice pronto a collaborare con le autorità afghane per un’inchiesta. Molti dei militari coinvolti sono già stati identificati.

La fermezza della condanna rivela l'imbarazzo e anche il timore che le foto possano innescare una nuova spirale di violenza. Gli ultimi mesi sono stati difficili per le forze di aiuto nella zona. Nel gennaio scorso c'è stato il video che mostrava alcuni marine americani mentre orinavano sui cadaveri di tre talebani uccisi. A febbraio c’è stato il rogo del Corano nella base Usa di Bagram: 30 civili afghani e sei militari americani uccisi negli incidenti che ne seguirono. A marzo la carneficina del sergente Robert Bales: un massacro che portò la morte di 17 civili, tra cui nove bambini.

Le foto mostrate sul Los Angels times sono solo un’altra pagina di nefandezze in territorio nemico. Episodi inaccettabili, secondo Hamidullah Tokhi, deputato della provincia di Zabul. Sono cose come queste, dice, a spingere la gente «ad andare in montagna con i Talebani».


Bio autore

Si occupa di comunicazione politica per il Partito Democratico friulano. Gli piacciono le elezioni e le campagne elettorali, la politica americana e le primarie statunitensi. Twitter @giacomo_lagona

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