Pareggio in tv tra Sarkozy e Hollande

Pareggio in tv tra Sarkozy e Hollande


Nell'attesissimo duello televisivo tra Francois Hollande e Nicolas Sarkozy, il finale è scontato ma combattuto. Il pareggio, alla fine, soddisfa più il socialista che il presidente uscente.

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La sfida di ieri sera è stata accuratamente preparata da entrambi gli staff dei due candidati all'Eliseo. Hanno discusso e contrattato su tutto: dall'inquadratura di profilo di Sarkozy, a quella dall'alto per non far vedere la calvizie di Hollande, anche la temperatura dello studio televisivo è stata messa in seria discussione. Insomma, il confronto era l'atto finale di una sfida senza esclusione di colpi che nessuno dei due contendenti aveva minimamente intenzione di perdere. E così è stato.

Troppo scontato il pareggio nel dibattito televisivo di ieri sera tra il candidato socialista Francois Hollande e il presidente uscente Nicolas Sarkozy. Colpi di scena pochi scintille molte, tra i due candidati all'Eliseo ad avere la meglio è chi tuttora è in vantaggio nei sondaggi, ovvero Hollande. Ma Sarkozy non si è affatto tirato indietro alle pungolate dell'avversario. Anzi.

TF1 e France2 mettono in campo i loro anchorman più affidabili - anche se di parte - Laurence Ferrari e David Pujadas, il confronto inizia alle 21 puntualmente e già sin dall'inizio si capisce subito che i toni non saranno conciliatori. Il nervosismo dei due candidati è talmente palese che il mutismo e le mani intrecciate sono il prime time dell'evento. Poi Sarkozy inizia a gesticolare e il mutismo finisce.

Le presidenziali francesi

Chi si aspetta un arcigno e combattivo Sarkozy, e un flemmatico e molliccio Hollande deve completamente ricredersi. Attacca Hollande, schiva Sarkozy: «Signor Sarkozy, lei farà fatica a passare per una vittima!». E poi: «Capisco che le cifre della disoccupazione non le facciano piacere, ma ne fanno meno ai disoccupati!». «Non ho solo meriti, ma non sarò il solo colpevole» risponde Sarkò. «Qualsiasi cosa succeda, lei è contento!», attacca Hollande. «Non siamo al concorso delle barzellette», ribatte Sarkò. «Lei aiuta i ricchi» - Hollande a Sarkozy -, «Lei vuole meno ricchi, io meno poveri» - Sarkozy a Hollande. «Lei mente!» dicono entrambi un centinaio di volte ciascuno. «Per me dovrebbe essere inaccettabile questa parola - ribatte il socialista - ma nella sua bocca è soltanto un'abitudine...». E così via fino allo sfinimento dello spettatore.

Noia, noia e ancora noia: nessun colpo ad effetto, nessuno scontro fisico, nessuna novità. Il momento di barlume è arrivato quando nel bel mezzo del dibattito sull'Europa viene messo in mezzo una nostra vecchia conoscenza: «La difficoltà dell'Europa e dell'Italia è colpa del suo amico Berlusconi» il fioretto di Hollande. «Non è mio amico», replica Sarkozy. Risponde Hollande: «Ah, sì, e di che partito è? Non è del Ppe?». Replica Sarkò: «Non è del mio partito». Povero Silvio, nessuno lo ama, nemmeno i suoi (presunti) amici.

Il dibattito, spostatosi sull'Europa, prende di petto la Germania e la cancelliera Angela Merkel. «I tedeschi hanno fatto - secondo Sarkozy - il contrario di quello che Hollande propone per i francesi», in particolare «sull'Iva in funzione antidelocalizzazione». «Quella tedesca è un'Iva che vale un punto, non tre come quella che propone lei» ribatte Hollande. «Anche Monti, che non ha la mia stessa sensibilità politica - contrattacca il candidato socialista - è cosciente che non si può vivere in recessione».

Alla fine degli oltre 85 minuti previsti, il risultato è stato un sostanziale pareggio. Questo risultato va benissimo a Francois Hollande forte di una vantaggio nei sondaggi di 7-8 punti, ma va altrettanto bene a Nicolas Sarkozy perché nelle ultime settimane era sembrato succube all'arrembante avversario. Mancano tre giorni al ballottaggio e tutto può ancora accadere, anche se sarà molto difficile per l'attuale inquilino dell'Eliseo fare il miracolo. Del resto si sa che essere eletto Président non è una cosa che capiti tutti i giorni.


Bio autore

Si occupa di comunicazione politica per il Partito Democratico friulano. Gli piacciono le elezioni e le campagne elettorali, la politica americana e le primarie statunitensi. Twitter @giacomo_lagona

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