18 milioni da spendere

18 milioni da spendere

C'è una cosa che dei morti procurati dall'eternit nei processi in corso in mezza Italia non si parla: che in ogni caso quei morti non torneranno indietro mai più.

In tutti i giornali si legge lo sdegno di come vengono trattati i parenti delle migliaia di vittime che in cent'anni l'eternit ha fatto in Italia. C'è giustamente rancore, e ancora di più c'è voglia di giustizia verso quei miliardari, vecchi proprietari di un mega-colosso della morte, che producevano un materiale, appunto, eterno.

Tutti abbiamo voglia di giustizia: giustizia per i nostri cari, per i nostri amici e per le centinaia di sconosciuti morti a causa dell'asbestosi, e soprattutto per colpa di un cancro chiamato mesotelioma pleurico che non dà scampo. Ma la giustizia, per quanto attenui la perdita, non ci ridarà mai indietro i nostri morti.

Stephan Schmidheiny è un miliardario svizzero, assieme al belga Jean Louis De Cartier de Marchienne - ad di Carta Mundi, il leader mondiale nella produzione di carte da gioco - sono stati gli ultimi proprietari della Eternit. Il belga si è assolutamente disinteressato del problema, Schmidheiny invece ha offerto diciotto milioni di euro al comune di Casale Monferrato per i danni subiti dal comune. Diecimila euro per morto.

A Casale, e in tutte le città in cui ci sono stati casi di mesotelioma, è nata l'Associazione Familiari delle vittime dell'amianto. A Casale criticano il sindaco Giorgio Demezzi perché ha accettato il denaro svizzero, e nella loro sede cittadina hanno appeso un cartello, accanto all'albero di Natale, che recita "Non accettiamo pacchi natalizi da Schmidheiny". Hanno ragione, ma il discorso è diverso da come viene riportato in giro.

Il sindaco di Casale ha accettato quei soldi a titolo di risarcimento per i danni subiti dal comune, e non è per nulla legato ai risarcimenti che i familiari delle vittime riceveranno da Schmidheiny.

A Casale ci sono state 1800 vittime per la polvere di amianto prodotta dal logoramento dei tetti in eternit, e soprattutto quella usata come ghiaia e come coibentante nei sottotetti e nelle paretine divisorie. Nessun risarcimento riporterà indietro i 1800 casalesi morti finora e i successivi da qui al 2020 (a Casale l'Eternit ha chiuso alla fine degli anni '80, si è quantificato in trent'anni l'incubazione del mesotelioma), ma la giustizia deve punire i colpevoli. Il prossimo 13 febbraio a Torino ci sarà la sentenza al processo per disastro doloso permanente causato dall'azienda belga-svizzera. Secondo l'accusa e molta letteratura medica presentata durante le fasi processuali, l'azienda sapeva perfettamente della pericolosità dell'amianto e nulla ha fatto per informare o cambiare le cose.

Il Pm Raffaele Guariniello (lo stesso di Calciopoli) ha chiesto vent'anni per Schmidheiny e il suo socio belga. Il novantenne de Marchienne si è completamente disinteressato del processo e dei risarcimenti, Schmidheiny invece ha cercato la transazione tra le varie parti in causa. Molte sono le cause civili e penali in cui Schmidheiny ha fatto ricorso al portafogli per ridimensionare le accuse - 23 milioni alle vittime, comprese un migliaio di Casale, 5,5 milioni al Comune di Siracusa e due milioni al comune di Cavagnolo - e quindi è tutto sommato normale che abbia offerto la cifra di 18 milioni al comune più colpito nell'intera penisola. I risarcimenti ai comuni devono però intendersi come danni subiti dalle amministrazioni, non per i parenti delle vittime.

Pertanto, se da un lato ci si indigna per lo scarso valore di una vita nel momento in cui i ricconi cercano di pagare la loro morte, dall'altro credo sia dura per un comune accettare dei soldi da chi ha sulla coscienza la morte di molti innocenti. Credo però che il  sindaco di Casale Monferrato abbia fatto bene ad accettare il denaro perché verranno usati per la comunità. Gli attacchi delle associazioni e dei parenti delle vittime ("il sindaco non ha mai avuto un malato in famiglia, quindi non può capire") potrebbero placarsi quando quei 18 milioni verranno usati per la comunità - bonificare tutta l'area dall'amianto, la costruzione di centri oncologici, strutture per ospitare degenti - mettendo finalmente la parola fine a 80 anni di eternit nella loro città.

About the Author

Giornalista freelance, si occupa di comunicazione politica per il Partito Democratico friulano, responsabile comunicazione Pd Cordenons e dei social media del Pd della provincia di Pordenone. Gli piacciono le elezioni e le campagne elettorali, la politica americana e le primarie statunitensi. Twitter @giacomo_lagona, @PDCordenons, @PDFVG #PdCommunity

1 Comments
  1. Fortunato Ceccarini
    20 dicembre 2011 at 16:03
    Reply

    Ecco un articolo per <a href="http://potatopiebadbusiness.com/2011/12/20/eternit-a-casale-monferrato-la-storia-che-non-puo-finire/" target="_blank" rel="nofollow">allargare il dibattito</a>, non per provocare. Per impedire che ci siano nel mondo altre Casale Monferrato.

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