Frase della settimana

«Internet in Italia l’ho portato io anni fa insieme a pochissimi altri, lo conosco bene sotto ogni punto di vista. Io porto la rete in tv: l’idea di base è che possano interagire in diretta. La mia è una provocazione chissà che tra qualche anno, dopo questo, esisterà una regolamentazione».

Luca Barbareschi

About the Author

Giornalista freelance, si occupa di comunicazione politica per il Partito Democratico friulano, responsabile comunicazione Pd Cordenons e dei social media del Pd della provincia di Pordenone. Gli piacciono le elezioni e le campagne elettorali, la politica americana e le primarie statunitensi. Twitter @giacomo_lagona, @PDCordenons, @PDFVG #PdCommunity

10 Comments
  1. Hirondo
    26 gennaio 2010 at 20:21
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    ho visto il link: no, mi spiace, il ragionamento non fila, come ho detto al precedente.. cioè, è vero che la legislazione è estremamente in ritardo ma se scriviamo su internet non a pagamento è per condividere quel che ci passa per la testa, interessante o meno sia. quindi è pubblico, fruibile da chiunque (di conseguenza anche elaborabile, nel senso di idea di partenza), a patto che non lo si renda commerciale. piuttosto mi sa che sia la TV che cerca di chiudere la proverbiale porta giacché i buoi stan scappando.. ;)

  2. 26 gennaio 2010 at 22:41
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    Dato che la massima proviene dalla stessa persona che: a) Non conosce la CC b) Pensa che in internet le regole non esistano... Beh, la dice lunga sul personaggio! A nascondersi!

  3. Hirondo
    27 gennaio 2010 at 10:25
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    no no, sono certa che la conosca la CC. è solo che a) la CC va verso un interesse comune e non del singolo, ovvero può proporre contenuti che del possibile "gradimento del mercato" - vero o indotto - se ne infischiano così come i loro eventuali lettori. cosa a cui sono invece soggetti - da sempre - libri, giornali, dischi e compagnia, a sostegno dei loro carrozzoni e con la presunzione di gestire e dirigere ogni scelta. b) neppure. è che se continua così fra non molto ci troveremo [in metafora] la "torretta ticket" appena fuori la porta di casa: inserire la monetina per uscire, inserire la monetina per guardare i titoli in vetrina, e così via. non è la parzialissima condivisione - qualche minuto - di programmi televisi ormai stati che lede dei diritti: li hanno già abbondantemente incassati fra pubblicità e canoni al momento della trasmissione come non è la condivisione di una canzone che toglie al suo autore, caso mai lo fa conoscere oltre la televisione. [tant'è vero che spesso son loro stessi a mettersi online, più o meno parzialmente in base al singolo contratto con la casa discografica] e, se tu leggi la sua propostina di un anno fa, son proprio le frasi iniziali a denudare le intenzioni: [ sta qui: http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/schedela/apriTelecomando_wai.asp?codice=16PDL0019820 ] "La cultura rappresenta uno dei più preziosi tra i beni comuni, che necessita di un'adeguata tutela contro ogni forma di diffusione abusiva e illegale. [..] presentano numerose problematiche legate soprattutto alla difficoltà di delimitare il campo d'azione dell'utilizzo dei nuovi sistemi di veicolazione del prodotto culturale, in primis le reti internet. [..] se da un lato la rete internet favorisce la circolazione di dati, notizie e immagini tra i milioni di internauti, dall'altro lato il bacino di utenza è talmente ampio e indefinito che sfugge molto spesso a ogni tipo di controllo. [..] Ma gli illeciti che possono avvenire attraverso la rete sono molti: innanzitutto la violazione delle norme sul diritto d'autore " a pag. 2 naturalmente cita anche la diffamazione e varie violazioni di diritti ma "innanzitutto" cosa c'è? c'è il controllo. quello stesso controllo a cui i vari diffamatori, indagatori e compagnia sono solo propedeutici, che se ne rendan conto o sian solo preda di qualche "virus di onnipotenza virtuale". perché? perché ti fan accettare il primo per avere il secondo. pari pari agli scanner negli areoporti.

    • 27 gennaio 2010 at 13:56
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      Barbareschi è latore di pessime figure per il semplicissimo motivo che la rete internet, per lui, significa essenzialmente non toccare gli interessi delle major, e quella proposta di legge che indichi è stata scritta appositamente per salvaguardare gli interessi di un'unica società: Mediaset. Barbareschi, infatti, è stato uno degli artefici in Parlamento nel condannare YouTube per aver fatto circolare contenuti delle tv di Berlusconi sul sito, indi per cui era nata allora la denuncia di Mediaset contro YouTube per violazione sui diritti d'autore. Lascia stare la CC, la domanda è tutt'altra: se Barbareschi è protagonista di una campagna contro la violazione del copyright in rete, con quale diritto si arrocca di prendere a piene mani da contenuti altrui? La CC è naturalmente una licenza d'utilizzo che ne vieta la distribuzione su circuiti commerciali, ma se così non fosse cambierebbe qualcosa? ps: per inciso, esiste anche la CC che permette di divulgare anche su circuiti commerciali, comunque SEMPRE dichiarando la fonte e l'autore.

  4. Hirondo
    27 gennaio 2010 at 15:45
    Reply

    oh no, la CC c'entra, eccome. perché, a differenza dei media tradizionali, non è a scopo di lucro. a) te la puoi "adattare", chiudere o aprire a varie possibilità b) ha una filosofia di "in comune" che va per la maggiore. ovvero, metto in comune il mio pensiero, lo dono a chi lo voglia raccogliere, usalo pure ma non appropriartene e venderlo per guadagno.e, se lo usi, dì da chi l'hai preso che poi, io non l'ho visto, appare sia proprio quel che non ha fatto Barbareschi. una filosofia che si oppone a quella delle major o anche di facebook che, per quel che ne so, vanta l'acquisizione di proprietà di quel che vi vien immesso, dai testi alle foto, considerata ceduta da chi lo faccia, del resto come tanti altri siti commerciali. e non vale la "provocazione" perché non c'è quasi contenuto di youtube che non citi in qualche modo autori o interpreti.

    • 27 gennaio 2010 at 17:49
      Reply

      Hirondo, leggi meglio che cos'è la CC http://it.wikipedia.org/wiki/Licenze_Creative_Commons Ce ne sono di 6 tipi e non tutte vietano l'uso commerciale. Insomma si tratta solo di rispettare le regole. Tutto il resto è off topic :-)

  5. 27 gennaio 2010 at 18:03
    Reply

    <blockquote cite="#commentbody-3443"> <strong><a href="#comment-3443" rel="nofollow">lufo88</a> :</strong> Ce ne sono di 6 tipi e non tutte vietano l’uso commerciale. Insomma si tratta solo di rispettare le regole. Tutto il resto è off topic </blockquote> Le CC hanno la peculiarità di poterle personalizzare a propria discrezione, quindi puoi usare una By-No-Sa anche nei casi commerciali rendendo pubblica la fonte e l'autore.

  6. Hirondo
    27 gennaio 2010 at 18:24
    Reply

    :D :D ..Lufo, con simpatia.. ma che altro ho detto?! a parte che la conosco da quando c'è, ho appena scritto che "te la puoi adattare". e nel primo commento (al post precedente questo) avevo scritto "se", ovvero "se “spinoza” ha una licenza CC con “non commerciale” e “non opere derivate”. perché non frequento "spinoza" e in effetti non lo so. ma, data la querelle e l'aspetto collettivo, è probabile che abbiano una CC, come l'abbiano modulata non saprei. ovvio che nel momento in cui lo frequentassi me ne informerei. proprio come ho verificato quella di questo blog ancora tempo fa: ti lascia libero di riprodurlo in pubblico, citandone la paternità (o maternità ;) ) correttamente e non per fini commerciali. ora ti chiedo: un programma TV può essere considerato esente da fini commerciali? uhm.. forse il TG ma uno spettacolo di varietà? ma anche se non contemplasse la specifica par che comunque non sia stato citata la comunità autrice.

  7. 27 gennaio 2010 at 18:49
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    Allora non ho capito cosa intendi :-) Comunque la CC del blog di Spinoza vieta la riproduzione per fini commerciali. Un tg non ne ha, lo spettacolo di Barbareschi sì :-)

  8. Hirondo
    27 gennaio 2010 at 18:56
    Reply

    :D :D beh dai, alla fine ci siam capiti.

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