A difesa dei diritti naturali

A difesa dei diritti naturali

È sempre dura stare con Creonte. Perché è Antigone a suscitare la nostra simpatia. Anzi, l’abbiamo elevata a simbolo della resistenza, protoeroina di ogni individuo che si batta contro la dittatura in nome dei diritti naturali. Il diritto che Antigone rivendica è quello di seppellire il fratello che si è levato contro il fratello assaltando la città. Creonte, il potere, ha deciso che, sconfitto, può marcire nei campi fuori le mura di Tebe. Creonte ha ragione, secondo le leggi della città, ma Antigone rivendica lo spazio che sta aldilà delle leggi, quello che la morte restituisce anche al colpevole.

Questo almeno abbiamo letto; anche se a Sofocle, ateniese e democratico, interessava rappresentare la tragedia che si crea, inevitabile, quando il potere è cosa che riguarda solo il Ghénos nobiliare ed è quindi, in se stesso, fratricida. Ma qui, adesso, Creonte ha lasciato Polinice girare libero, sia pur vecchio, per la città. E ha fatto la faccia feroce solo al cadavere, invece di lasciare all’oblio quella carne che, senza vita, non è più nulla. E senza arrestare, come vorrebbero le leggi della città, gli altri Polinice accorsi ad omaggiare, non il cadavere, ma le imprese del reietto.

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Giornalista freelance, si occupa di comunicazione politica per il Partito Democratico friulano, responsabile comunicazione Pd Cordenons e dei social media del Pd della provincia di Pordenone. Gli piacciono le elezioni e le campagne elettorali, la politica americana e le primarie statunitensi. Twitter @giacomo_lagona, @PDCordenons, @PDFVG #PdCommunity

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